(Spencer Platt/Getty Images)
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  • mercoledì 21 Ottobre 2020

L’enorme causa del governo americano contro Google

Il governo ha accusato il popolare motore di ricerca di avere ottenuto e mantenuto un monopolio con accordi irregolari: ma siamo solo all'inizio di una lunga battaglia legale

(Spencer Platt/Getty Images)

Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, sotto l’amministrazione di Donald Trump, ha annunciato di avere aperto una causa antitrust nei confronti di Alphabet, l’azienda che controlla Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo. In sostanza il governo accusa Google di esercitare un monopolio sugli altri motori di ricerca e di mantenere la sua posizione dominante grazie ad accordi illegittimi con altre aziende, che impediscono una reale concorrenza nel mercato.

La causa sarà gestita dal tribunale federale di Washington e secondo gli esperti sarà l’iniziativa giudiziaria più rilevante decisa dal governo nei confronti di una grande azienda del settore tecnologico negli ultimi decenni.

Da tempo gli esperti di antitrust sostengono che i prodotti delle principali aziende di tecnologia statunitensi, tra cui soprattutto Google e Facebook, hanno raggiunto (e mantenuto) una tale pervasività che rappresenta di fatto un monopolio. Per via di alcuni scandali, inoltre, negli ultimi anni la loro immagine pubblica è deteriorata in modo molto trasversale, cosa che ha reso deputati e senatori più sensibili ai problemi del settore, nonostante Google spenda ogni anno decine di milioni di dollari per attività di lobby in giro per il mondo.

La causa antitrust, avviata dal Dipartimento di Giustizia assieme a 11 procuratori generali dei singoli stati, si concentra soprattutto sui metodi utilizzati da Alphabet per assicurarsi che Google continui ad avere il monopolio delle ricerche online. Al momento negli Stati Uniti circa il 90 per cento delle ricerche viene condotto su Google, che ogni anno incassa miliardi di dollari dalle inserzioni pubblicitarie che compaiono nelle pagine dei risultati (nel 2019 furono 34,3 miliardi, fra tre anni secondo le stime saranno più di 40).

Nel documento che ha annunciato la causa gli investigatori federali si soffermano molto sull’accordo fra Alphabet e Apple, citandolo come uno dei casi più evidenti di irregolarità. Secondo il dipartimento di Giustizia, ogni anno Alphabet versa fra gli 8 e i 12 miliardi di dollari ad Apple per assicurarsi che Google sia il motore di ricerca predefinito sugli iPhone prodotti da Apple, da cui secondo una stima del governo proviene poco meno del 50 per cento delle ricerche compiute attraverso Google.

Il governo statunitense ha inquadrato le accuse nei confronti di Google in un classico caso di monopolio. «Se il governo non applica le leggi sull’antitrust per permettere che esista una concorrenza, potremmo saltare la prossima ondata di innovazione», ha fatto sapere un portavoce del dipartimento della Giustizia, Marc Raimondi: «se succede, gli statunitensi potrebbero non godere mai dei benefici portati dal prossimo Google».

Alphabet si è difesa in un post sul blog di Google sostenendo che gli accordi citati dal dipartimento di Giustizia siano legittimi – «trattiamo per avere l’attenzione della mensola posta al livello degli occhi nei supermercati» – e ha definito la causa avviata dal governo «piena di problemi». «Il punto è che le persone non usano Google perché sono obbligate a farlo, ma perché lo decidono loro stesse», si legge nel post.

Non è la prima volta che Google affronta cause antitrust potenzialmente miliardarie. Negli ultimi anni è stata multata più volte dalla Commissione Europea per alcune sue strategie di mercato, per un totale di circa 8,2 miliardi di euro. Non è chiaro che fine farà la causa avviata dal governo, soprattutto in caso di sconfitta di Trump alle imminenti elezioni presidenziali: alcune fonti contattate dal New York Times spiegano che difficilmente però verrà ritirata. Gli avvocati di Google stimano fra l’altro che ci vorrà più di un anno per iniziare il processo vero e proprio.