(LaPresse/Tano Pecoraro)
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  • lunedì 5 Ottobre 2020

Il calcio deve fare eccezione alle regole sul coronavirus?

Sul Corriere della Sera Mario Sconcerti spiega che solo mettendoci d'accordo su questo si può giocare il campionato

(LaPresse/Tano Pecoraro)

In mezzo alle molte polemiche dedicate nei giorni scorsi (e nei prossimi) alla partita Juventus-Napoli – che non si è giocata perché il Napoli non si è presentato seguendo una richiesta della ASL napoletana – il Corriere della Sera ha preso una misurata posizione con il commento di uno dei suoi giornalisti sportivi più importanti, Mario Sconcerti. Che respingendo gli schieramenti delle diverse tribù di tifosi divise tra “la Lega ha detto di giocare, bisogna seguire le regole e giocare” e “la ASL ha detto di non giocare, bisogna seguire le regole e non giocare”, spiega perché la contraddizione vada risolta e si debba prima decidere – tutti d’accordo – se il calcio possa e debba fare eccezione rispetto alle regole condivise sul rischio di aumento dei contagio da coronavirus: che è il solo modo per proseguire il campionato.

Il Napoli non perderà la partita con la Juve a tavolino. Finché il caso rimarrà in mano al calcio sì, poi interverranno regole sanitarie nazionali che sono tutte dalla parte del Napoli. Ma la vittoria legale del Napoli aprirà una strada che non farà arrivare il campionato a Natale. Sarà riempito di rinvii fino a essere travolto. Se cade il compromesso per cui un positivo viene considerato un infortunato, lo si isola per sette giorni e si va avanti con gli altri; se cioè un positivo torna a essere un cittadino qualsiasi, se si devono rispettare le regole nazionali e regionali, non si può giocare a calcio.
Una partita è un assembramento che si raddoppia durante i trasferimenti in pullman, voli privati, spogliatoi e si conclama sul campo durante la gara. Il calcio è un gioco fuori legge per principio, vive di pedate agli altri. Tanto più lo diventa in una fase sconosciuta come un’epidemia nazionale, cioè distribuita non più per grandi focolai, ma in modo quasi ordinato regione per regione, con un pericolo equivalente in cui proprio la Campania ha adesso i contagi più numerosi, 412 domenica.

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