Matteo Salvini a Catania, 2 ottobre (© Valeria Ferraro/SOPA Images via ZUMA Wire)

È iniziato il processo contro Salvini

O meglio, l'udienza preliminare: il tribunale di Catania deve decidere se rinviare a giudizio il leader della Lega, accusato di sequestro di persona per il caso della nave Gregoretti

Matteo Salvini a Catania, 2 ottobre (© Valeria Ferraro/SOPA Images via ZUMA Wire)

Oggi al Tribunale di Catania è iniziata l’udienza preliminare del processo contro il leader della Lega, Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona per aver impedito lo sbarco di 131 migranti soccorsi nel Mediterraneo centrale dalla nave della Marina militare Gregoretti. È quella fase del processo penale in cui il giudice per l’udienza preliminare (gup) decide se rinviare a giudizio l’imputato e quindi dare inizio alla fase del dibattimento processuale, oppure proscioglierlo e archiviare il processo. Se Salvini venisse rinviato a giudizio rischierebbe fino a 15 anni di carcere.

La procura di Catania ha chiesto di nuovo, per la terza volta, l’archiviazione dell’accusa contro Salvini. Dopo due ore di camera di consiglio, comunque, l’udienza preliminare è stata rinviata al 20 novembre, quando verranno sentiti anche Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, mentre il 4 dicembre verranno sentite Elisabetta Trenta, Luciana Lamorgese e l’ambasciatore italiano in Europa Maurizio Massari. L’avvocata di Salvini, Giulia Bongiorno, ha infatti chiesto un approfondimento probatorio da parte del giudice per verificare se le procedure di sbarco indicate nel capo d’imputazione siano proseguite durante l’attuale governo.

Il caso Gregoretti era iniziato alla fine di luglio 2019, quando Salvini era ministro dell’Interno. Dopo avere soccorso più di cento migranti su due diversi gommoni, al comandante della Gregoretti non era stata data l’autorizzazione ad attraccare e far sbarcare i migranti. La nave era rimasta per giorni fuori dal porto di Siracusa, ad Augusta, nonostante non fosse attrezzata per ospitare a lungo un numero così alto di persone; lo stallo era stato infine risolto dopo che alcuni paesi europei e la Chiesa cattolica si erano detti disponibili ad accogliere i migranti della Gregoretti.

A dicembre, diversi mesi dopo la vicenda, il Tribunale dei ministri di Catania aveva chiesto l’autorizzazione a procedere contro Salvini, richiesta approvata poi dal Senato. A quel punto la procura di Catania si era trovata costretta a trasmettere l’accusa del Tribunale dei ministri al gup, nonostante avesse già chiesto di archiviare le indagini su Salvini.

– Leggi anche: «Un solo bagno per 116 persone»

È la prima volta che Salvini si difende dall’accusa davanti a un giudice. La sua linea di difesa è stata finora che le condizioni delle persone a bordo fossero sicure: Salvini non le avrebbe fatte sbarcare per ragioni politiche, cioè per costringere gli altri paesi europei ad accettare di accoglierne una parte. L’accusa sostiene invece che l’obbligo di soccorrere persone in mare e farle sbarcare in un porto sicuro risponda a leggi internazionali, superiori alle volontà politiche dei singoli governi.

Nelle ultime settimane, Salvini si è espresso piuttosto frequentemente sulla vicenda, parlandone durante interviste e comizi a sostegno di esponenti politici locali, comportandosi come se la magistratura lo avesse già rinviato a giudizio. Salvini ha ripetuto in più occasioni che «andrà a processo a testa alta» e che è stato accusato perché «ha difeso gli interessi degli italiani».

Nella città di Catania, per i giorni in cui si svolgerà l’udienza, la Lega ha organizzato eventi e manifestazioni a sostegno di Salvini. Repubblica scrive che la città «è blindata» e che i manifestanti sono «caldamente invitati a non manifestare a sostegno del loro leader vicino al tribunale»: le disposizioni di sicurezza in città sono dovute al fatto che, oltre alle manifestazioni leghiste, sono previste anche alcune manifestazioni contro il leader della Lega, organizzate dal movimento “Mai con Salvini”.

Durante un evento della Lega proprio a Catania, tenuto venerdì, Salvini ha detto che «il mio processo è una violenza alla Costituzione», e che non parlerà davanti al gup. La Lega ha poi rettificato con una nota in cui si dice che «solo domani Matteo Salvini deciderà se e quando parlare davanti al giudice e maturerà le proprie decisioni riguardo l’udienza preliminare».