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  • venerdì 4 Settembre 2020

I dati della settimana sul coronavirus in Italia

I nuovi contagi accertati sono aumentati ancora, ma molto meno rispetto alla settimana scorsa: i decessi rimangono stabili, mentre sono cresciuti i ricoveri

Nell’ultima settimana in Italia sono stati accertati 8.963 nuovi casi di contagio da coronavirus, un aumento del 14 per cento rispetto ai sette giorni precedenti: c’è stato quindi un incremento significativamente inferiore rispetto a quello precedente, che era stato di oltre il 100 per cento. È comunque la settima settimana consecutiva in cui crescono i nuovi casi rilevati, a conferma di una tendenza al rialzo che, per il momento, rimane comunque contenuta. Sebbene i numeri siano simili a quelli maggio, infatti, la situazione dei decessi e dei ricoveri ospedalieri rimane molto migliore, anche se i secondi stanno cominciando ad aumentare a ritmi più elevati.

I dati settimanali sui contagi e i decessi offrono un quadro più completo e chiaro dell’andamento dell’epidemia, a differenza dei bollettini quotidiani che possono subire grandi variazioni a seconda che sia, per esempio, il weekend o un giorno infrasettimanale, e che comunque sono meno utili per individuare le tendenze.

Il dato sui decessi di persone che avevano contratto il coronavirus registrati questa settimana è sostanzialmente stabile: sono stati 44, uno in meno dei sette giorni precedenti. Si conferma quindi che, al momento, non sono visibili tendenze al rialzo nel numero settimanale dei morti.

Le cose da sapere sul coronavirus

(Questa settimana l’Istituto Superiore di Sanità non ha pubblicato il suo bollettino con l’analisi dell’andamento dell’epidemia, che comprende tra le altre cose i dati sui focolai, sull’età dei nuovi contagiati, sulla percentuale di asintomatici e dei casi importati dall’estero)

Per quanto riguarda gli ospedali, i dati a disposizione non permettono di confrontare i nuovi ricoveri settimanali, ma soltanto il totale dei pazienti presenti in terapia intensiva e negli altri reparti in un dato giorno. Giovedì scorso c’erano 1.131 persone nei reparti non di terapia intensiva, e 67 nelle terapie intensive. L’aumento settimanale è stato più netto rispetto a quelli registrati negli ultimi mesi: del 33 per cento per i ricoveri ordinari, e del 79 per cento per i pazienti in rianimazione. Va specificato, per interpretare i dati sui ricoveri, che attualmente viene sottoposto a tampone chiunque venga ammesso in ospedale: quindi, oltre ai pazienti ricoverati per i sintomi della COVID-19, sono inclusi anche quelli che hanno altri problemi di salute e che però risultano positivi al test di controllo.

La regione con più casi settimanali complessivi continua a essere la Lombardia, con 1.682, ma Lazio e Campania – due regioni dove i contagi erano stati molto più limitati in primavera – stanno facendo registrare numeri non molto più bassi, rispettivamente 1.050 e 1.237. Se i nuovi casi scoperti nel Lazio sono stati meno della settimana precedente, quelli in Campania sono aumentati del 58%. In percentuale è andata peggio solo in Calabria, dove si è passati dai 45 casi di due settimane fa ai 136 di questa settimana, un incremento di oltre il 200%, e la provincia di Trento, passata da 42 casi a 169, il 300% in più.

Per la quarta settimana consecutiva, è aumentato il numero di tamponi settimanale, che ha raggiunto i suoi picchi dall’inizio dell’epidemia, superando per la prima volta i 100mila test quotidiani (si intendono sempre in realtà test di cui è stato comunicato l’esito lo stesso giorno, e non eseguiti fisicamente in 24 ore).