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  • mercoledì 26 Agosto 2020

Una donna dichiarata morta è stata trovata viva nella sua sacca mortuaria

È successo in Michigan, se n'è accorto il dipendente di un'agenzia di pompe funebri: la donna era affetta da paralisi cerebrale

Il 23 agosto il dipendente di un’impresa di pompe funebri del Michigan ha scoperto, aprendo una sacca mortuaria, che la donna che ci era stata messa dentro dopo essere stata dichiarata morta alcune ore prima era ancora viva. Lo ha raccontato il New York Times, parlandone tra gli altri con l’avvocato assunto dalla famiglia della ragazza.

La ragazza si chiama Timesha Beauchamp e ha vent’anni. L’avvocato ha spiegato che dalla nascita è affetta da paralisi cerebrale, una patologia per la quale Beauchamp richiede «assistenza costante». Nella mattina di domenica sua madre, che vive con lei in una casa di Southfield, a nord-ovest di Detroit, aveva chiamato un’ambulanza dicendo che la figlia aveva perso conoscenza. Sul posto erano arrivati gli infermieri, che, come spiegato da un successivo comunicato del dipartimento che li aveva mandati, avevano eseguito un massaggio cardiaco e avevano provato per 30 minuti a rianimare Beauchamp. In seguito, «alla luce delle condizioni della paziente, era stato determinato che in quel momento non dava segni di vita».

Intervistata da una televisione locale, la madre di Beauchamp ha raccontato che quindi le era stato comunicato che la figlia era morta.

Secondo i protocolli previsti, un medico aveva dichiarato Beauchamp morta sulla base delle informazioni che i soccorritori avevano fornito al telefono, e la ragazza era quindi stata portata a una vicina impresa di pompe funebri. Lì un dipendente aveva aperto la sacca mortuaria in cui Beauchamp si trovava da almeno due ore, scoprendo che aveva gli occhi aperti e che respirava. L’impresa di pompe funebri aveva quindi avvisato la famiglia e chiamato un ospedale, nel quale Beauchamp è stata portata.

Al momento non ci sono nuove notizie sulle condizioni di Beauchamp – che comunque, almeno fino a martedì, era descritta in condizioni critiche – e si attende che indagini interne ed eventuali accertamenti successivi ad azioni dell’avvocato della famiglia possano chiarire i dettagli della vicenda.