Il ministro della Salute russo Mikhail Murashko lo scorso 30 marzo 2020. (Alexander Astafyev, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)
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  • lunedì 3 Agosto 2020

La Russia vuole avviare una vaccinazione di massa entro ottobre

Ma farlo prima della conclusione delle sperimentazioni potrebbe avere conseguenze potenzialmente molto gravi

Il ministro della Salute russo Mikhail Murashko lo scorso 30 marzo 2020. (Alexander Astafyev, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)

Il New York Times ha scritto che la Russia intende avviare una campagna di somministrazione di massa di un vaccino contro la COVID-19 entro il prossimo ottobre. I due vaccini attualmente in corso di studio in Russia, tuttavia, devono ancora superare gli ultimi test, e somministrarli alla popolazione senza la dovuta sperimentazione potrebbe avere gravi conseguenze.

Sabato Mikhail Murashko, il ministro della Salute russo, ha annunciato che il vaccino verrà somministrato prima di tutto a insegnanti e operatori sanitari e che si stanno accelerando i test per fare in modo che sia disponibile per la maggior parte dei cittadini entro l’autunno.

Stando a quanto ha detto Kirill Dmitriev, funzionario del Russia Direct Investiment Fund, un fondo controllato dal governo che sovvenziona la ricerca dei vaccini, la Russia inizierà la terza fase di sperimentazione sui vaccini a inizio agosto. La cosiddetta “fase 3” della sperimentazione clinica del vaccino, quella che coinvolge vari soggetti su larga scala, è quella che consente di sapere se il vaccino è efficace o meno. Malgrado ciò, ha sottolineato il New York Times, all’Organizzazione mondiale della Sanità non risulta che i vaccini russi siano nell’ultima fase di sperimentazione.

In un incontro dello scorso mercoledì a cui era presente anche il presidente russo Vladimir Putin, Tatyana Golikova, importante figura politica che Putin ha nominato a capo della task force per la gestione della pandemia, aveva detto che i due vaccini oggetto di ricerca in Russia stanno dando risultati promettenti: il primo è stato studiato dall’Istituto Gamaleya di Mosca e sarebbe in fase di sperimentazione e pronto per la produzione a settembre, mentre l’altro è ancora in fase di elaborazione presso il laboratorio Vektor, vicino alla città di Novosibirsk, in Siberia e dovrebbe essere pronto per ottobre.

Venerdì, Anthony Fauci, immunologo statunitense e direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID, il più importante istituto di ricerca americano sulle malattie infettive), ha detto: «Spero sinceramente che i cinesi e i russi stiano davvero sperimentando il vaccino prima di somministrarlo a chiunque».

Secondo alcuni critici citati dal New York Times, la Russia vuole arrivare prima nella gara internazionale per ottenere un vaccino ma le sue ricerche non sarebbero effettuate con metodi trasparenti. Tra le altre cose, di recente Stati Uniti, Canada e Regno Unito hanno accusato la Russia di aver impiegato degli hacker per sottrarre i dati relativi alla sperimentazione di vaccini contro la COVID-19.