I Boston Red Sox al Fenway Park per una sessione di allenamento (Maddie Meyer/Getty Images)
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  • martedì 14 Luglio 2020

Come riparte lo sport in America

La NBA si sta preparando a concludere la stagione al Disney World Resort di Orlando, dove il calcio è già iniziato, mentre il baseball si continuerà a giocare nelle città

I Boston Red Sox al Fenway Park per una sessione di allenamento (Maddie Meyer/Getty Images)

Nonostante oltre venti stati americani abbiano interrotto le graduali riaperture di attività commerciali e spazi pubblici – o deciso nuove chiusure – a causa dell’enorme aumento di casi di coronavirus in vaste zone degli Stati Uniti, i maggiori campionati sportivi del continente si stanno avvicinando alla ripresa. Il basket NBA, chiuso in una bolla al Disney World Resort di Orlando, ripartirà il 30 luglio dopo aver ridotto il numero di squadre. Il baseball lo farà una settimana prima, con misure meno rigide ma pronto a spostare qualsiasi squadra da una città all’altra nel caso ce ne fosse bisogno. Il calcio invece è già iniziato, al Disney World Resort come la NBA, ma con un formato simile a quello di un Mondiale.

NBA
30 luglio

La NBA è stata sospesa lo scorso 11 marzo, ripartirà il 30 luglio e si disputerà interamente nelle strutture messe a disposizione dal Walt Disney World Resort di Orlando, in Florida. Riprenderanno la stagione ventidue delle trenta squadre del campionato. Cleveland Cavaliers, Golden State Warriors, Minnesota Timberwolves, Detroit Pistons, Atlanta Hawks, New York Knicks, Chicago Bulls e Charlotte Hornets non sono state invitate in quanto ultime classificate nelle due conference.

Dal 22 al 28 luglio le ventidue squadre arrivate a Orlando giocheranno delle partite di preparazione in vista del 30 luglio, giorno in cui la NBA riprenderà con gli ultimi otto turni della stagione regolare. Le sedici squadre che otterranno la qualificazione ai playoff giocheranno il primo turno a partire dal 17 agosto. La finali di conference sono in programma dal 15 settembre mentre le finali partiranno dal 30 settembre e non si concluderanno oltre il 13 ottobre.

Le partite si giocheranno senza pubblico in tre diverse arene all’interno dell’ESPN Wide World of Sports Complex. I protocolli sanitari che tutte le squadre dovranno seguire sono stati compilati con l’aiuto di esperti e autorità sanitarie. Sono talmente stringenti che lo stesso commissario della NBA Adam Silver li ha definiti «non per tutti», aggiungendo che richiederanno «enormi sacrifici da parte dei giocatori e di tutte le persone coinvolte».

I giocatori potranno muoversi soltanto tra gli hotel a loro assegnati, le sette strutture di allenamento e i tre palazzetti di gioco. Non saranno ammesse visite di famigliari e amici fino al secondo turno dei playoff. Uscire dal campus non sarà vietato tassativamente, ma concesso soltanto per circostanze particolari, che includono cure mediche che non possono essere fornite nelle strutture, la nascita di un figlio, un lutto in famiglia, un parente gravemente malato o un matrimonio in famiglia organizzato in precedenza.

Al loro arrivo in Florida, giocatori e membri degli staff si sono sottoposti a due test per il coronavirus a distanza di 36-48 ore. I test saranno eseguiti periodicamente: se a un certo punto un giocatore risulterà positivo, sarà messo in una struttura dedicata all’isolamento dei casi sospetti e sottoposto ai tamponi di controllo. Se sarà confermata la sua positività, saranno ricostruiti i suoi contatti: tutte le persone che gli sono state a meno di un metro e mezzo per almeno 15 minuti nei giorni precedenti saranno testate.

I giocatori potranno indossare un braccialetto che rileva l’esposizione ravvicinata con altre persone che lo indossano, per i membri degli staff saranno invece obbligatori. I giocatori potranno anche indossare un anello elettronico che monitorerà alcuni loro parametri come battito cardiaco e respirazione. Finora sono risultati positivi una ventina di giocatori, tra cui Russell Westbrook degli Houston Rockets e Nikola Jokic dei Denver Nuggets, la cui positività è stata accertata mentre si trovava in Serbia.

MLB
23 luglio

La Major League Baseball sarebbe dovuta iniziare a fine marzo, lo farà invece il 23 luglio. In questi giorni le squadre del campionato si stanno allenando nei loro stadi e prima dell’inizio della stagione potranno disputare un massimo di tre partite di preparazione contro squadre vicine o prossimi avversari. Una volta iniziata la stagione regolare, ogni squadra giocherà 60 partite, circa cento in meno di quelle previste in un calendario normale. Le squadre giocheranno la maggior parte delle loro partite contro avversari della stessa divisione.

Il Fenway Park di Boston (Maddie Meyer/Getty Images)

Giocatori e membri degli staff verranno testati a giorni alterni e a tutti verrà controllata la temperatura corporea due volte al giorno. Non ci saranno cerimonie e non saranno ammessi contatti non necessari tra compagni di squadra, così come non si potrà «masticare e/o sputare tabacco e semi di girasole». Le gomme da masticare, invece, non sono state vietate. Un giocatore positivo verrà allontanato fin quando non risulterà negativo. Se i contagi in una città dovessero aumentare rapidamente, la MLB potrà inoltre spostare qualsiasi squadra in una zona più sicura.

MLS
8 luglio

Il campionato di calcio professionistico nordamericano si è spostato all’ESPN Wide World of Sports Complex di Orlando ed è ripartito il nove luglio con un formato diverso da quello tradizionale e due squadre in meno, Dallas e Nashville, le quali hanno rinunciato per i loro numerosi casi di contagio. Le venticinque squadre rimanenti sono state divise in sei gironi da quattro e uno da cinque. Nella fase a gironi ciascuna giocherà tre partite, al termine delle quali le prime due classificate di ogni gruppo si qualificheranno alla fase a eliminazione diretta insieme alle migliori quattro terze classificate.

Una cosa che si è notata più delle altre nelle prime partite è la grande quantità di sponsor proiettata sui campi di Disney World, addirittura dentro il cerchio di centrocampo. Le partite vengono infatti giocate in campi senza tribune circondati da muri blu dove vengono appositamente proiettati i loghi degli sponsor. Quello di Adidas, fornitore tecnico di tutte le squadre, è arrivato anche in campo.

Per quanto riguarda il football americano, la NFL dovrebbe iniziare come da programma il 10 settembre dopo aver accorciato la preparazione estiva a due partite. Gli incontri saranno chiusi al pubblico e ogni squadra dovrà indicare le strutture che verranno utilizzate per riunire giocatori e personale e altre per isolare chi dovesse risultare positivo. La National Hockey League, invece, è iniziata lo scorso ottobre, è stata sospesa a marzo e riprenderà tra il 27 e il 31 luglio con playoff disputati senza pubblico e in formato ridotto.

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