Passeggeri con mascherine protettive a un gate di imbarco all'aeroporto "Leonardo da Vinci" di Roma, il 1° luglio del 2020 (ANSA/Telenews
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  • giovedì 2 Luglio 2020

Le notizie di giovedì sul coronavirus in Italia

Sono stati registrati 201 casi di contagio e 30 morti. I ricoverati in terapia intensiva scendono a 82

Passeggeri con mascherine protettive a un gate di imbarco all'aeroporto "Leonardo da Vinci" di Roma, il 1° luglio del 2020 (ANSA/Telenews

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 201 nuovi casi di contagio da coronavirus, per un totale di 240.961 secondo i dati diffusi oggi dal ministero della Salute. I morti totali comunicati sono 34.818, 30 in più rispetto a ieri. Le persone attualmente ricoverate nei reparti di terapia intensiva sono 82 (ieri erano 87) e le persone che sono state sottoposte a tampone fino ad oggi sono 3.322.447, 29.147 più di ieri.

In Lombardia sono stati registrati 98 nuovi casi di contagio, per un totale di più di 94mila casi totali, e i dati lombardi continuano a essere di gran lunga i peggiori in Italia: le altre regioni con il maggior incremento del numero dei casi confermati oggi sono Emilia-Romagna (27), Veneto (20), Piemonte (13) e Lazio (11). Ci sono cinque regioni senza nemmeno un nuovo caso: Friuli Venezia Giulia, Calabria, Molise, Valle d’Aosta e Basilicata, oltre alla provincia autonoma di Bolzano.

Le province in cui l’aumento dei casi di contagio nelle ultime 24 ore è stato più alto sono Milano (28), Bergamo (23), Bologna (14), Treviso (10), Brescia (9), Torino (9) e Roma (6).

Questi, comunque, sono numeri da prendere con estrema cautela: in Italia, così come in moltissimi altri paesi del mondo, il numero dei casi positivi accertati comprende solo le persone che sono risultate positive al tampone, ma non le centinaia di migliaia di persone che hanno contratto il virus e non hanno mai fatto il test, e che quindi non sono mai rientrate nei conteggi ufficiali. Un discorso simile si deve fare per il numero dei morti, e anche il numero dei guariti e dimessi deve essere preso con le molle (qui c’è la spiegazione lunga sui numeri e sulle necessarie prudenze da avere nell’interpretarli).

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Le altre notizie di oggi
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen in una nota sulla crisi conseguente all’epidemia da coronavirus e sul piano di sostegno alle economie dei paesi dell’Unione, Next Generation EU, ha scritto che «raggiungere un accordo rapido e ambizioso sul piano di rilancio europeo è la massima priorità dell’Unione Europea per le prossime settimane».

Von der Leyen ha anche annunciato di avere «invitato David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, Angela Merkel, cancelliera tedesca e Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo, in una riunione l’8 luglio per fare il punto sui progressi compiuti e preparare gli intensi negoziati politici che ci aspettano»

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Secondo un’analisi della fondazione Gimbe, in cui vengono rielaborati dati dell’Istituto Superiore di Sanità e della Protezione Civile, durante la pandemia da coronavirus, nel periodo fra il 15 marzo e il 30 giugno, sono stai quasi 30mila gli operatori sanitari contagiati in Italia, cioè circa 12 per cento dei casi totali registrati. Di questi la metà sono infermieri e ostetriche. Nei mesi di maggio e giugno i positivi al virus sono stati 7.600, il 26,5 per cento dei 28.640 nuovi contagi per lo stesso periodo.

L’INL, l’Ispettorato nazionale del lavoro, ha annunciato che effettuerà «verifiche su oltre mille licenziamenti» avvenuti durante il periodo di lockdown. A comunicarlo, durante un’audizione alla commissione Lavoro del Senato sulle ricadute occupazionali del coronavirus, è stato Danilo Papa, direttore centrale dell’INL . Per Papa, secondo quanto ha potuto accertare l’Ispettorato, ci sono state continue richieste «sulla possibilità di licenziare in ragione dell’impossibilità di continuare l’attività d’impresa». Secondo il direttore questo suggerisce «che molte aziende non saranno in grado di continuare a lavorare nel prossimo futuro».

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Nel report mensile sull’occupazione l’ISTAT, l’Istituto nazionale di statistica, informa che nel mese di maggio, con le prime riaperture dopo il lockdown, è cresciuto il numero di persone che cercano lavoro, con un aumento rispetto al mese precedente del 18,9 per cento pari a +307mila unità, più accentuato fra le donne che fra gli uomini. La disoccupazione rispetto ad aprile è salita al 7,8 per cento (+1,2) e tra i giovani al 23,5 per cento (+2,0). Da febbraio ci sono oltre mezzo milione di posti di lavoro in meno.

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