La polizia locale in servizio su una spiaggia di Ladispoli, il 20 giugno 2020 (© Xinhua via ZUMA Wire/ANSA)
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  • lunedì 22 Giugno 2020

Le notizie di lunedì sul coronavirus in Italia

Sono stati registrati 218 nuovi contagi e 23 morti: il numero più basso di decessi da quando abbiamo cominciato a contarli

La polizia locale in servizio su una spiaggia di Ladispoli, il 20 giugno 2020 (© Xinhua via ZUMA Wire/ANSA)

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 218 nuovi casi di contagio da coronavirus e 23 morti, il numero più basso da quando abbiamo cominciato a contarli, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. I casi totali sono saliti a 238.720. Le persone attualmente ricoverate nei reparti di terapia intensiva sono 127, 21 in meno rispetto a ieri. I nuovi pazienti “guariti o dimessi” sono 533, per un totale di 183.426. Le persone che sono state sottoposte a tampone fino ad oggi sono 3.057.902, 16.152 in più di ieri.

In Lombardia sono stati registrati 142 nuovi casi di contagio, per un totale di più di 93mila. I dati lombardi continuano a essere di gran lunga i peggiori in Italia: 51 casi riguardano Bergamo, 23 Milano (15 nel comune) e 20 Brescia. Le altre regioni con il maggior incremento del numero dei casi confermati sono Emilia-Romagna (22), la provincia autonoma di Bolzano (11), Liguria e Lazio (8).  In sette regioni – Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Basilicata, Sicilia, Puglia e Friuli Venezia Giulia – non sono stati registrati nuovi casi di contagio.

Le cose da sapere sul coronavirus

Questi, comunque, sono numeri da prendere con estrema cautela: in Italia, così come in moltissimi altri paesi del mondo, il numero dei casi positivi accertati comprende solo le persone che sono risultate positive al tampone, ma non le centinaia di migliaia di persone che hanno contratto il virus e non hanno mai fatto il test, e che quindi non sono mai rientrate nei conteggi ufficiali. Un discorso simile si deve fare per il numero dei morti, e anche il numero dei guariti e dimessi deve essere preso con le molle (qui c’è la spiegazione lunga sui numeri e sulle necessarie prudenze da avere nell’interpretarli).

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Le altre notizie di oggi

L’OMS, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha registrato ieri domenica 21 giugno l’aumento giornaliero più alto di casi di coronavorus dall’inizio dell’epidemia: oltre 183mila. Il Brasile è stato il paese dove sono stati registrati il maggior numero di nuovi contagi (54.771), seguito dagli Stati Uniti (36.617) e dall’India (15.400). Complessivamente, dall’inizio della pandemia, i casi accertati sono più di 8,7 milioni, mentre i decessi 461.715, con un aumento nelle ultime 24 ore di 4.743 unità.

Oggi al Pio Albergo Trivulzio di Milano sono riprese dopo tre mesi, in via sperimentale, le visite dei parenti degli ospiti della Rsa. Per le visite dovrà essere rispettato un protocollo sanitario che prevede che sia gli ospiti che i visitatori indossino mascherine protettive, camici e calzari, oltre al controllo della temperatura corporea. Gli incontri avverranno negli spazi aperti a due metri di distanza e con la presenza del medico e di un infermiere referente.

Fabrizio Pregliasco, supervisore scientifico della struttura, ha spiegato che gli appuntamenti vengono pianificati «per garantire, a regime, una visita per ospite ogni 15 giorni». Sarà data la priorità «alle persone più anziane e con problematiche che lo psicologo ritiene importanti previa verifica delle condizioni cliniche sia dell’ospite che del familiare, che poi nei 14 giorni successivi la visita ci deve informare nel caso sopraggiungano sintomi sospetti». Pregliasco ha definito il protocollo «simil-aeroportuale».

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Il presidente della Campania Vincenzo De Luca ha commentato l’ordinanza che abolisce da oggi l’obbligo dell’uso delle mascherine protettive all’aperto nella regione. «Il rigore ha salvato la nostra regione e oggi siamo in pratica al contagio zero – ha detto De Luca – Siamo in estate e ci è sembrato ragionevole rendere facoltativo l’uso della mascherina, ma resta obbligatorio portarla con sé e indossarla nei luoghi chiusi o dove ci sono assembramenti». Il presidente della regione ha però chiarito: «Io, comunque, continuerò ad indossarla fino a ottobre per dare il buon esempio. Invito i cittadini a fare altrettanto».

Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, invece, intervenendo durante il suo discorso di ringraziamento a medici e infermieri che hanno ricevuto un attestato dal presidente del Consiglio Conte nella sede romana della Protezione Civile ha dichiarato: «Gli assembramenti sono uno schiaffo a tutti voi e a tutti i 34mila italiani che non ci sono più». Nel suo intervento Conte ha invece avvertito che «il COVID è ancora tra noi, non bisogna abbassare la guardia. Fino a quando il ministro Speranza non ci dirà che sarà finita, non sarà finita».

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Oggi il virologo Andrea Crisanti è stato ascoltato dal procuratore di Bergamo Maria Cristina Rota nell’ambito dell’inchiesta sulla mancata istituzione delle zone rosse nei due comuni della bergamasca Alzano Lombardo e Nembro a inizio marzo. Crisanti, uscito dal colloquio, ha spiegato di aver ricevuto «quattro quesiti sull’ospedale di Alzano e sulla zona rossa, non sulle Rsa». Attualmente Crisanti è direttore del Dipartimento di Medicina molecolare e virologica dell’Università di Padova e consigliere della regione Veneto per l’emergenza coronavirus. Ha spiegato che si è preso novanta giorni di tempo per consegnare una sua analisi ai pm per la cui redazione si avvarrà anche della collaborazione di esperti di statistica.

Lo stesso Crisanti, intervenendo alla trasmissione Agorà di Raitre, oggi ha manifestato perplessità sulla nuova linea dell’OMS, che ora dice che sono sufficienti tre giorni senza sintomi per terminare l’isolamento degli infetti da coronavirus, anche senza i due test negativi. «Tutti questi messaggi che mancano di coerenza lasciano voi giornalisti, ma anche il mondo scientifico e la sanità pubblica con un po’ di sconcerto», ha detto Crisanti.

In Calabria intanto la presidente della regione Jole Santelli ha istituito una piccola zona rossa in tre quartieri di Palmi in provincia di Reggio Calabria dopo che otto persone erano risultate positive al coronavirus. I nuovi positivi avrebbero contratto il virus da due persone provenienti da altre regioni. La zona rossa sarà in vigore fino al 26 giugno.

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