(Ian Forsyth/Getty Images)

Il grande ritorno del Plexiglas®

A causa della misure di sicurezza introdotte dopo la pandemia le sue vendite sono aumentate ovunque, risollevando il destino della società tedesca che lo ha brevettato

(Ian Forsyth/Getty Images)

Il Polimetilmetacrilato (PMMA per le persone più familiari) è uno dei grandi protagonisti della “fase due” della pandemia, quella in cui il grande picco iniziale dei contagi è passato e si cerca di ritornare alla vita normale limitando i rischi di un ritorno del virus. Il PMMA, un materiale plastico trasparente e molto resistente, è l’ideale per costruire scudi, divisori e cabine che stanno comparendo un po’ dovunque per proteggere le persone dalle particelle volanti cariche di virus emesse durante una conversazione, tossendo o, semplicemente, respirando.

Quasi nessuno utilizza il nome tecnico per definire questo materiale diventato improvvisamente così utile. In genere si parla di “Plexiglas”, che però è una parola come “Scottex” o “Tetrapak”: cioè è il nome di un oggetto specifico, prodotto da un certo marchio e diventato poi il nome di tutti gli oggetti simili, anche quelli prodotti dalla concorrenza.

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Il PMMA esiste dagli anni Trenta, quando diverse società brevettarono materiali plastici trasparenti e molto resistenti. La fabbrica tedesca che lo registrò con il nome “Plexiglas”, che oggi si chiama Röhm GmbH, stava passando un brutto periodo prima dello scoppio della pandemia. L’azienda soffriva in particolare per le difficoltà del settore automobilistico e delle costruzioni, i suoi due principali clienti. Il nuovo piano industriale, dei proprietari che lo scorso luglio avevano acquistato l’azienda per 3,2 miliardi di euro, prevedeva tagli alla produzione e riduzione degli orari di lavoro negli impianti della società più colpiti dalla crisi, ha raccontato Bloomberg in un articolo dedicato alla società.

A partire da marzo, però, la divisione che si occupa di produrre il Plexiglas ha visto un improvviso aumento della domanda. Dal giorno alla notte, racconta Bloomberg, il Plexiglas è diventato onnipresente e necessario: «Un trasparente guardiano che protegge guidatori e cassieri da un lato e i loro clienti dall’altro».

Oggi, Röhm GmbH ha ordini che ne hanno saturato la capacità produttiva fino ad ottobre, secondo i manager dell’azienda un segno che questo improvviso aumento di domanda non è destinato a scomparire così rapidamente come è arrivato. Per far fronte agli ordini, la società ha trasferito personale alla produzione di PMMA dalle sue altre divisioni e ha assunto nuovi dipendenti con contratti temporanei, in particolare per occuparsi della logistica.

Fino ad oggi, la produzione di Plexiglas non era un business particolarmente eccitante: offriva ridotti margini di guadagno ed era sottoposto a ciclici crolli della domanda e quindi del prezzo. Negli ultimi anni il settore aveva ricevuto una piccola iniezione di energia grazie alla crescente domanda di schermi LCD per gli smartphone, ma i guadagni erano stati più che compensati dalla crisi nella vendita di automobili, dove il Plexiglas e i suoi equivalenti sono utilizzati per la produzione delle luci interne all’abitacolo e negli indicatori del cruscotto. Nel momento peggiore, i prezzi di questo materiale erano arrivati a scendere di quasi il 50 per cento rispetto al 2018.

A partire dai mesi di marzo e aprile le cose sono iniziate a cambiare. Decine di governi in tutto il mondo hanno reso obbligatorio installare divisori e separatori in quasi tutti i luoghi pubblici. Ospedali, ristoranti, cinema, teatri e uffici hanno iniziato ad acqusitare massicciamente pannelli di PMMA, il materiale più leggero, economico e resistente per questo scopo.

In poche settimane, racconta Bloomberg, diversi produttori hanno visto la domanda incrementare fino a tre volte: più che abbastanza da permettere all’industria di rifarsi delle perdite dovute al settore dell’auto. Secondo gli analisti, questa industria può aspettarsi una crescita di medio-lungo periodo tra il 15 e il 20 per cento annuo (a confronto con una crescita prevista inferiore al 5 per cento prima dell’inizio della pandemia).

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Il Plexiglas venne inventato da Otto Röhm, il chimico tedesco che alla fine degli anni Trenta fondò la Röhm & Haas, oggi Röhm GmbH. L’azienda iniziò producendo vetri di sicurezza per le automobili che avevano al loro interno uno strato di materiale acrilico. Negli anni la società fondata da Röhm ha perfezionato i suoi metodi di lavoro e ha iniziato a sviluppare materiale altamente tecnologici, come i fogli di materiale plastico utilizzati nell’industria aerospaziale.

La società ha un fatturato di circa 1,7 miliardi di euro e un totale di 3.500 dipendenti in tutto il mondo. Nell’estate del 2019, Röhm Gmbh è stata acquistata da Advent International, una società che si occupa di private equity, cioè acquistare aziende non quotate, aumentarne il valore e rivenderle per fare profitto. Oltre alla Röhm Gmbh, il PMMA viene prodotto tra gli altri dalla Perspex International Ltd, che quando si chiamava Imperial Chemical Industries Ltd fu la prima a produrre un materiale simile al PMMA, e dal marchio Lucite, oggi di proprietà della Mitsubishi Chemical.