(AP Photo/Sergei Grits)
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  • mercoledì 20 Maggio 2020

Una famiglia di volpi si è stabilita a Toronto

Creando grande curiosità e piccoli assembramenti: le autorità cittadine sono intervenute per proteggere la tana e ribadire le regole di distanziamento fisico

(AP Photo/Sergei Grits)

A fine aprile su una riva del lago Ontario, a circa 8 chilometri dal centro di Toronto, in Canada, ha cominciato a formarsi una piccola folla di persone. Un fenomeno particolarmente strano, visto che erano in vigore rigide restrizioni per limitare la diffusione del coronavirus (SARS-CoV-2), e gli abitanti si erano mostrati sempre molto rispettosi delle regole. La causa dell’assembramento era in effetti un avvenimento piuttosto eccezionale: in una cavità sotto la passerella del lungolago aveva fatto la sua tana un’intera famiglia di volpi.

Le persone che si aggiravano intorno alla tana mettevano momentaneamente da parte mascherine e regole di distanziamento fisico per scattare qualche foto, prendere in braccio i cuccioli e dar loro da mangiare. Anche per i fotografi intenti a documentare la città vuota, la famiglia di volpi è stata una sorpresa: infatti hanno cominciato a circolare diverse foto, soprattutto sui social network e sui giornali locali. Le autorità cittadine sono intervenute per prendere in carico la tutela degli animali, che ora vivono in una zona protetta della spiaggia, ma soprattutto per ricordare alle persone di mantenere le distanze richieste dall’emergenza sanitaria.

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Non è un fenomeno così strano: negli ultimi mesi molti animali che solitamente vivono lontani dagli esseri umani hanno cominciato a farsi vedere spesso nelle strade deserte delle città. Alcune volpi sono state avvistate più spesso del solito anche a Londra, non facendo sempre una bella fine, visto che lì sparare alle volpi è legale. Intervistata dal New York Times, Mary Lou Leiher, responsabile del servizio di protezione animali di Toronto, ha detto che l’intenzione delle autorità locali è proteggere le volpi, due genitori e quattro o cinque cuccioli: la legge infatti prevede la protezione degli animali selvatici a meno che non facciano danni alla proprietà privata, cosa che per il momento non è successa.

Alcuni addetti sono stati incaricati di costruire un recinto attorno alla tana e fino al lago, in modo che le volpi abbiano accesso all’acqua. Il rischio più grande per questi animali, secondo il Toronto Wildlife Center, un’associazione di volontari che si occupa di curare animali feriti, è che possano esserci incidenti: se una volpe dovesse mordere una persona, le autorità potrebbero infatti decidere di sopprimerla. I volontari hanno quindi rinforzato e alzato il recinto ancora di più, e organizzato dei turni di guardia per tenere la situazione sotto controllo.

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Un altro problema secondo Leiher è il cibo: le volpi si erano abituate a riceverlo dai passanti curiosi, ma ora che le persone non possono più avvicinarsi bisognerà trovare un altro modo. Negli ultimi giorni nella zona attorno alla tana delle volpi sono state viste diverse pattuglie della polizia col compito di controllare la situazione e chiedere ai passanti di non fermarsi.

Il rispetto per gli animali e la natura è molto forte nella cultura canadese, ma a Toronto, come in molte città, gli animali selvatici sono considerati più che altro una scocciatura: scoiattoli, procioni e coyote sono spesso causa di sacchi della spazzatura lacerati, piante sradicate e sparizioni di piccoli animali domestici. Con le volpi però l’atteggiamento è stato un po’ diverso, forse perché si sono mostrate più timide e più diffidenti, come se stessero ancora imparando a conoscere la città e i suoi abitanti.

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Secondo Al Moritz, un poeta intervistato dal New York Times, c’entra il fatto che è un momento storico particolarmente difficile e le volpi sono diventate «un piccolo lampo di bellezza e intraprendenza». Per i canadesi chiusi in casa e circondati dalle cattive notizie, la libertà della vita selvatica e la giovinezza dei cuccioli sono state accolte come uno spiraglio di positività e ottimismo.