Sana'a, Yemen, 15 marzo 2020 (AP Photo/Hani Mohammed)
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  • venerdì 15 Maggio 2020

Nello Yemen il coronavirus sta diventando sempre più preoccupante

Nel Paese ci sono 72 casi accertati e 13 morti, ma sempre più persone mostrano sintomi ricollegabili al virus e gli ospedali non sono in grado di curarle

Sana'a, Yemen, 15 marzo 2020 (AP Photo/Hani Mohammed)

Nello Yemen, stando ai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), sono stati registrati, dal 10 aprile a ora, 72 casi di coronavirus e 13 morti. In realtà la diffusione del contagio potrebbe essere molto più vasta, con molte più persone contagiate e morte a cui le autorità sanitarie non riescono a fare i tamponi e a fornire le cure necessarie. La situazione è particolarmente preoccupante perché il paese è vessato da cinque anni di guerra civile: è diviso tra il governo riconosciuto a livello internazionale e sostenuto dall’Arabia Saudita e quello dei ribelli separatisti houthi, che hanno conquistato la capitale Sana’a, e sta attraversando la peggiore crisi umanitaria del mondo contemporaneo.

Tra le zone in maggiore difficoltà c’è Aden, la città meridionale del paese sede della capitale provvisoria del governo sostenuto dall’Arabia Saudita. Lunedì le autorità l’hanno dichiarata una città «appestata» a causa del rapido aumento di casi. Riportando dati ufficiali, l’associazione umanitaria Save the Children parla di almeno 380 persone morte, nell’ultima settimana, con sintomi riconducibili al coronavirus.

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Save the Children ha raccontato che c’è un aumento di persone con sintomi simili a quelli provocati dal coronavirus, che alcuni medici e infermieri si stanno rifiutando di andare al lavoro per mancanza di adeguate protezioni e che alcuni ospedali sono stati chiusi. Mohammed Alshamaa, il direttore del programma dell’organizzazione in Yemen, ha detto che «i nostri operatori sul campo parlano di persone rifiutate dagli ospedali anche se respirano a fatica o svengono. Le persone muoiono perché non possono ricevere cure che, normalmente, salverebbero loro la vita. […] Ci sono persone che vanno da un ospedale all’altro senza riuscire a farsi ricoverare» e ha aggiunto che nelle ultime settimane alcune famiglie hanno perso anche due o tre membri a causa di quella che sembrerebbe COVID-19.

Il sistema sanitario dello Yemen è deteriorato da anni di guerra civile e nel paese ci sono solo 500 ventilatori per la terapia intensiva e solo 4 laboratori in grado di eseguire i test per individuare i casi di coronavirus. Oltre ad aver ucciso decine di migliaia di persone, la guerra ha provocato una drammatica carestia e contribuito alla diffusione di alcune malattie, tra cui il colera, a causa della mancanza di acqua potabile e dello smantellamento del sistema sanitario del paese.

Ad Aden la situazione è peggiorata dalle alluvioni di metà aprile, che hanno riguardato 150mila persone favorendo il diffondersi della Covid-19 e di altre malattie. L’agenzia di stampa turca Anadolu Agency, citando dati governativi, scrive che nella città dal primo al 13 maggio sono morte 623 persone, tra cui 6 funzionari del governo, a causa del coronavirus, del virus chikungunya, una malattia trasmessa da zanzare infette, e di altre epidemie. A questo si aggiunge il proseguimento del conflitto: lunedì ci sono stati nuovi scontri tra le truppe filogovernative e i separatisti, con 10 persone morte per controllare Zinjibar, la capitale della provincia di Abyan, 60 chilometri da Aden.

Il governo yemenita ha chiesto aiuto all’OMS, alla comunità internazionale e alle organizzazioni sanitarie per far fronte alla crisi sanitaria. Ha anche accusato il movimento houthi di nascondere un’epidemia di coronavirus a Sana’a; al momento la stampa internazionale non ha potuto verificare la situazione nella città.