(Roberto Monaldo / LaPresse)

«Pensate come state messi se vi devo dare io lezioni di democrazia»

Lo ha detto Giorgia Meloni durante un discorso alla Camera, accettando in qualche modo le accuse che vengono spesso fatte alla destra italiana

(Roberto Monaldo / LaPresse)

Nel suo discorso alla Camera in risposta all’intervento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, giovedì, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha accusato il governo di aver trascurato il Parlamento nella gestione della crisi e di aver utilizzato metodi poco costituzionali. Commentando la sua analisi, Meloni ha detto di trovare insolito che, tra tutti, proprio lei si fosse ritrovata a dover fare questo tipo di critiche al governo.

«Pensate come state messi se vi devo dare io lezioni di democrazia»

Meloni ha pronunciato questa frase in risposta a un’interruzione da parte di una deputata della maggioranza che si era lamentata di come Meloni non avesse titoli per dare “lezioni di democrazia”. Nella sua risposta, improvvisata sul momento e che a molti è apparsa bizzarra, Meloni è sembrata in un certo senso accettare la critica, ritorcendola però contro il governo e i deputati della maggioranza.

Lo scambio di battute si riferisce probabilmente alla storia di Fratelli d’Italia, erede del Movimento Sociale Italiano, un partito di estrema destra fondato nel 1946 da un gruppo di ex combattenti e dirigenti del regime fascista. Molti dirigenti di Fratelli d’Italia hanno iniziato la loro militanza nelle formazioni giovanili del MSI e sono rimasti più o meno apertamente nostalgici del regime. Uno di loro, Ignazio La Russa, all’inizio della pandemia da coronavirus aveva suggerito sui social network di rinunciare alla poco igienica stretta di mano per sostituirla con il saluto fascista.

Meloni appartiene a una generazione più giovane e ha trascorso gran parte della prima fase della sua carriera politica in Alleanza Nazionale, il partito dall’impostazione meno radicale succeduto al MSI. Anche se Meloni raramente utilizza i temi nostalgici di alcuni suoi dirigenti di partito, a volte evocati anche dal suo alleato Matteo Salvini, è comunque una sostenitrice dei governi illiberali dell’Europa orientale, come quello guidato da Viktor Orban in Ungheria, dove recentemente l’attività del Parlamento è stata sospesa e il governo ha iniziato a legiferare tramite decreti.