(David Ramos/Getty Images)

Le bufale sul 5G e il coronavirus

Su WhatsApp e social network circolano messaggi su una presunta correlazione tra le nuove reti cellulari e l'epidemia, senza alcuna base scientifica o razionale

(David Ramos/Getty Images)

Da alcune settimane circolano su WhatsApp, social network e siti complottisti notizie false e inventate di sana pianta su una presunta correlazione tra diffusione del coronavirus e del 5G, il nuovo sistema di telefonia mobile in fase di sviluppo in buona parte del mondo per offrire connessioni più veloci e altri servizi innovativi tramite la rete cellulare. I post che se ne occupano, con toni allarmistici e senza basi scientifiche, sono stati ampiamente condivisi e hanno spinto alcune piattaforme a limitarne la circolazione. Le nuove teorie del complotto si sono unite alle numerose già in circolazione sul 5G e i suoi presunti effetti sulla salute, alimentate da gruppi di interesse di vario tipo per boicottarlo.

Il 5G è tra le innovazioni tecnologiche più importanti degli ultimi tempi e secondo gli esperti ha le potenzialità per cambiare sensibilmente le nostre vite. Non solo consentirà di navigare molto più velocemente tramite gli smartphone, ma offrirà maggiori opportunità per la trasmissione di dati e informazioni tra dispositivi “intelligenti”, dalle automobili che si guidano da sole ai servizi della pubblica amministrazione, passando per l’assistenza dei pazienti negli ospedali.

Come era già avvenuto in passato con l’introduzione del 4G (e prima ancora con gli altri sistemi cellulari), lo sviluppo del 5G viene osteggiato con campagne e iniziative da chi sostiene senza prove che le onde radio siano nocive per la salute. In decenni di ricerche, infatti, gli scienziati non hanno mai trovato prove convincenti per sostenere queste tesi, anche se questo non ha impedito a chi sostiene la pericolosità delle onde radio dei cellulari (e del WiFi) di ottenere un ampio seguito. Sulla diffusione del 5G c’è inoltre il sospetto che ci sia un interesse diretto del governo russo a fare disinformazione, essendo la Russia ancora piuttosto indietro nello sviluppo delle nuove reti rispetto all’Occidente, e quindi in svantaggio tecnologico.

Le più recenti teorie cospirazioniste sostengono che il 5G sia in qualche modo responsabile della diffusione del contagio da coronavirus. I primi post in tema sono iniziati a circolare negli Stati Uniti su Facebook alla fine di gennaio, quando l’epidemia riguardava la Cina, e hanno poi seguito man mano la diffusione del contagio, diventando presenti in molti altri paesi.

Una teoria sostiene che il 5G possa ridurre le difese del sistema immunitario, rendendo quindi più a rischio le persone esposte alle onde radio dei ripetitori. Altre teorie dicono invece che sarebbe lo stesso utilizzo delle tecnologie 5G a favorire la diffusione del coronavirus, anche se non è chiaro con quali modalità.

Oltre ai messaggi tramite WhatsApp, in Italia la storia del 5G e del coronavirus è diventata piuttosto discussa in seguito a un tweet di Gunter Pauli, da inizio marzo consigliere economico del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Pauli aveva invitato ad applicare “la logica della scienza” al tema: “Qual è stata la prima città al mondo a essere coperta dal 5G? Wuhan! Quale è stata la prima regione europea ad avere il 5G? Il Nord Italia”.

In realtà nel corso degli ultimi anni le sperimentazioni per il 5G hanno interessato numerose aree geografiche, non solo a Wuhan o nel Nord Italia. Per quanto riguarda l’esperienza italiana, per esempio, sono state sviluppate e testate reti 5G in diverse città comprese Prato, L’Aquila, Bari e Matera. Seguendo quanto sostiene Pauli, si sarebbe dovuto assistere a un grande focolaio da coronavirus anche a Matera, dove invece a oggi risultano appena 145 casi rilevati in tutta la provincia, che conta quasi 200mila abitanti.

Secondo scienziati ed esperti di telecomunicazioni queste affermazioni sono totalmente prive di fondamento. Il sistema immunitario, per esempio, può risentire di forti periodi di stress o se si segue una dieta poco sana: di solito non sono variazioni considerevoli, anche se talvolta possono influire sulla salute in generale ed esporre a un maggior rischio di ammalarsi. Le onde radio del 5G non hanno però nessun influsso sul sistema immunitario, come è stato dimostrato negli anni con numerose ricerche sugli eventuali effetti delle tecnologie cellulari sul nostro organismo.