Piazza San Marco, 24 febbraio 2020 (ANSA/ANDREA MEROLA)

Le misure di contenimento del coronavirus in Veneto

Le scuole dovranno rimanere chiuse un'altra settimana, mentre bar e ristoranti potranno restare aperti rispettando certe condizioni

Piazza San Marco, 24 febbraio 2020 (ANSA/ANDREA MEROLA)

Il Veneto è la terza regione italiana per numero di casi positivi al coronavirus (SARS-CoV-2): 263, secondo gli ultimi dati diffusi dalla Protezione Civile. Domenica pomeriggio il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato un decreto del governo che introduce nuove misure di contenimento del coronavirus, alcune delle quali riguardano il Veneto.

Nella “zona rossa“, che corrisponde al comune di Vo’, continua a essere vietato uscire dalle zone di isolamento, così come entrarci, sono sospese tutte le manifestazioni e le forme di aggregazione, chiuse le scuole, chiusi gli uffici pubblici e le attività commerciali se non quelli di pubblica utilità. Le attività lavorative continuano a essere sospese, anche qui con l’esclusione di quelle di pubblica utilità.

Nel resto del Veneto, il decreto del governo prevede:

  • Sospensione fino all’8 marzo delle lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università.
  • Chiusura di cinema, teatri e discoteche.
  • Sospensione fino all’8 marzo degli eventi sportivi, tranne quelli a porte chiuse, e divieto di trasferte nel resto d’Italia per i tifosi.
  • Sospensione dei concorsi pubblici e privati esclusi quelli per il personale sanitario, per l’abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e per il personale della protezione civile (e quelli che si basano sulla valutazione esclusivamente su basi curriculari o in maniera telematica).
  • Apertura di musei ma con ingressi regolati per evitare assembramenti di persone.
  • Apertura dei luoghi di culto condizionata all’adozione di misure che consentano ai frequentatori di restare a un metro di distanza gli uni dagli altri.
  • Possibilità di apertura di bar e ristoranti adottando misure per evitare gli assembramenti di persone regolando gli accessi e facendo rispettare una distanza di un metro fra i clienti.
  • Possibilità di apertura degli impianti sciistici, con limitazione degli accessi a funicolari, funivie e cabinovie.
  • Adozione di misure per evitare assembramenti di persone in tutti gli esercizi commerciali.
  • Limitazione dell’accesso dei visitatori alle aree di degenza degli ospedali e delle case di riposo.

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