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  • Lunedì 24 febbraio 2020

Cosa succede a chi deve prendere un aereo, con il coronavirus

Qualche paese ha già imposto restrizioni per i cittadini italiani, e potrebbero arrivarne altre, ma per ora si sa poco

(ANSA/CLAUDIA GRECO)
(ANSA/CLAUDIA GRECO)

Chi deve prendere un volo dall’Italia per l’estero nei prossimi giorni o nelle prossime settimane potrebbe incontrare dei disagi a causa dei recenti contagi di coronavirus (SARS-CoV-2). Alcuni paesi hanno già preso misure preventive che limitano e regolano l’accesso ai passeggeri italiani, ed è possibile che altri lo faranno nelle prossime ore o nei prossimi giorni.

Per ora comunque non sappiamo quali misure internazionali saranno prese nei confronti dell’Italia, quindi non serve cancellare i piani o disperarsi: ma conoscere la situazione attuale può aiutare a capire cosa aspettarsi.

Già lunedì mattina, un volo Alitalia proveniente da Roma è stato fermato a Mauritius, l’isola africana nell’oceano Indiano. I 40 passeggeri – su 212 totali – che provenivano da Lombardia e Veneto, le regioni dove è stata registrata la maggior parte dei contagi del coronavirus, sono stati bloccati nonostante non presentassero malesseri fisici, e saranno rimpatriati. Agli altri è stato consentito sbarcare.

Il ministero degli Esteri italiano ha comunicato che d’ora in avanti sull’isola di Mauritius sarà vietato l’accesso ai residenti di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, oltre a quelli di Cina e Corea del Sud. Chi è passato in uno di questi posti negli ultimi 14 giorni sarà sottoposto a quarantena.

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Ci sono anche altri paesi che hanno adottato misure restrittive di vario tipo per tutti i passeggeri provenienti da stati in cui sono stati registrati contagi del coronavirus, e quindi Italia compresa. Nelle scorse settimane poi molti paesi del mondo avevano adottato misure speciali per chi arrivava da Giappone e Corea del Sud, due posti in cui il numero di contagi è piuttosto alto: è sempre possibile quindi che nei prossimi giorni queste restrizione vengano estese anche ai passeggeri italiani.

Il consiglio quindi è di monitorare tutti i provvedimenti simili sull’apposita pagina del ministero degli Esteri, e di contattare la propria compagnia aerea o il proprio tour operator per avere informazioni più precise e aggiornate sul proprio volo, prima di mettersi in viaggio.

Gli stati che hanno già adottato misure nei confronti dell’Italia
L’ultimo paese ad aver annunciato misure precauzionali nei confronti dell’Italia è il Sudafrica, che indagherà sulla provenienza e gli spostamenti dei passeggeri italiani e li sottoporrà a esami medici. I cittadini italiani dovranno poi fornire un contatto sudafricano di riferimento e riceveranno istruzioni su cosa fare in caso manifestassero sintomi influenzali.

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Il Turkmenistan invece ha detto che si riserverà la facoltà di adottare misure sanitarie precauzionali – come quarantene – per chi entra dai paesi dove ci sono stati contagi del coronavirus, oppure di effettuare respingimenti direttamente all’ingresso. Il Kazakistan non ha ancora parlato di respingimenti ma ha annunciato misure sanitarie che varieranno a seconda della gravità della situazione nei paesi di partenza: per ora gli italiani devono soltanto rendersi reperibili telefonicamente per essere monitorati in un periodo di 24 giorni. È possibile però che siano adottate nuove misure, visto che attualmente per chi arriva da Giappone e Corea del Sud sono previste quarantene di 14 giorni a domicilio (quindi non in ospedale).

Anche la Romania ha imposto una quarantena domiciliare di 14 giorni per chi proviene – o per chi è passato nelle due settimane precedenti all’ingresso – dalle località interessate dai contagi in Lombardia e Veneto. Dato che le città e le province coinvolte aumentano di giorno in giorno, è probabile che i casi vengano valutati singolarmente e sul momento dalle autorità di frontiera romene.

In quali paesi è sconsigliato andare
I consigli precedenti del ministero degli Esteri, che servivano a evitare che qualcuno portasse il coronavirus in Italia da altri paesi, valgono ancora: non andare per nessun motivo nella provincia cinese dell’Hubei, quella dalla quale è partito il contagio, e rinviare in generale tutti i viaggi non necessari in Cina. Lo stesso vale per le zone di Daegu e Cheongdo, quelle interessate dai contagi in Corea del Sud.

I voli diretti tra la Cina e l’Italia sono sospesi da diverse settimane, su decisione del governo, e lo stesso vale per Hong Kong, Macao e per Taiwan. Si può ancora raggiungere questi posti facendo scalo, ma è bene comunque informarsi con precisione sul sito viaggiaresicuri.it.

La Farnesina raccomanda anche di non andare a Qom, città iraniana dove sono stati registrati contagi e decessi: in generale, le informazioni che riguardano la diffusione del coronavirus in Iran non sono ancora molto chiare, e c’è chi avverte che potrebbero diventare fonte di preoccupazione.