L'Aga Khan prima di un discorso ad Harvard nel 2015. (AP Photo/Steven Senne)
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  • mercoledì 12 Febbraio 2020

Chi è l’Aga Khan

Che storia ha il ricchissimo imprenditore che è anche un capo spirituale musulmano, azionista di maggioranza di Air Italy

L'Aga Khan prima di un discorso ad Harvard nel 2015. (AP Photo/Steven Senne)

Lunedì la compagnia aerea italiana Air Italy è stata messa in liquidazione dopo anni di grosse perdite e problemi economici, per volontà del proprietario Aga Khan, il noto imprenditore e leader spirituale musulmano che aveva fondato quasi cinquant’anni fa Alisarda, la compagnia aerea che diventò prima Meridiana e poi, a partire dal 2018, Air Italy. L’Aga Khan è azionista di maggioranza di Air Italy, che è invece controllata al 49 per cento da Qatar Airways, compagnia aerea qatariota che dopo la notizia della liquidazione ha comunicato che da parte sua sarebbe stata pronta a tenere in vita Air Italy, ma che Alisarda – e quindi l’Aga Khan – non aveva voluto. Il dibattito seguito alla chiusura di Air Italy, in particolare quello sul futuro dei suoi dipendenti, ha reso di nuovo un personaggio importante per le vicende economiche italiane l’Aga Khan, che ha una storia notevole e singolare, strettamente legata all’Italia.

L’Aga Khan con la cancelliera tedesca Angela Merkel nel 2007, a Berlino. (Sean Gallup/Getty Images)

“Aga Khan” è un titolo reale: il vero nome del proprietario di Air Italy è Karim al Husayni, che ha 83 anni ed è il quarto a detenere la carica, dopo suo nonno, suo bisnonno e suo trisnonno. Husayni sarebbe quindi il quarto Aga Khan, una carica ereditaria che ha un grosso significato religioso: è infatti la guida spirituale dei Nizariti, la setta principale dei musulmani ismaliti, che a loro volta rappresentano una corrente dell’Islam sciita. Si stima che i Nizariti siano circa 15 milioni, ma non vivono in un territorio preciso bensì sparsi nel mondo, soprattutto in medio Oriente ma anche in Europa e in Nord America. I Nizariti sono quelli che secoli fa presero il nome di Setta degli Assassini, dal nome del loro leader dell’XI secolo Hasan, che sotto il suo regno fondò il celebre ordine segreto di sicari.

L’Aga Khan, quello attuale, è considerato dai Nizariti il 49esimo imam, il titolo religioso musulmano più importante: a differenza del resto degli sciiti, i Nizariti hanno infatti continuato a considerare la successione degli imam fino ad oggi. Gli ultimi quattro sono stati, per l’appunto, gli Aga Khan, che ricevettero il titolo a inizio Ottocento dallo scià di Persia Fath Ali Shah.

L’Aga Khan III durante la tradizionale cerimonia in cui gli viene consegnato l’equivalente del suo peso in oro e diamanti, a Mumbai nel 1946. La pratica va avanti ancora oggi. (Keystone/Getty Images)

Oggi la componente religiosa del titolo di Aga Khan è allo stesso tempo secondaria e importantissima: secondaria perché Husayni è noto in Occidente principalmente per la sua enorme ricchezza, per le sue attività imprenditoriali nei paesi in via di sviluppo, per la sua vita un po’ da playboy e per la sua passione per i cavalli da corsa; e importantissima perché le donazioni che riceve ogni anno dai fedeli Nizariti ammontano, si stima, a centinaia di milioni di dollari, e rappresentano una fonte centrale del suo patrimonio.

L’Aga Khan è nato a Ginevra nel 1936, figlio del principe Aly Khan e dell’ereditiera britannica Joan Yarde-Buller, che divorziarono pochi anni dopo per le relazioni extraconiugali di lui. Il padre dell’Aga Khan avrebbe sposato poi la famosissima attrice Rita Hayworth. Husayni passò la sua infanzia a Nairobi, in Kenya, per poi tornare in Svizzera per frequentare una delle più prestigiose scuole private al mondo. Frequentò infine Harvard, assumendo il titolo di Aga Khan ad appena 20 anni alla morte del nonno, ancora prima di laurearsi in Storia islamica nel 1959. Suo nonno scelse lui anche se suo padre e suo zio venivano prima nella successione, perché voleva che a guidare i Nizariti in un momento storico di grandi e rapidi cambiamenti fosse un leader giovane.

L’Aga Khan IV intento a sciare a Kitzbuhel, in Austria. (Keystone/Getty Images)

Fin dall’inizio del suo imamato, l’Aga Khan annunciò di volersi impegnare per migliorare le condizioni di vita dei Nizariti e la loro convivenza con i popoli dei paesi nei quali vivevano. Le sue prime attività imprenditoriali furono collegate a questo impegno: nel 1961, in corrispondenza del ritiro degli inglesi dal Kenya, fondò a Nairobi una società di media indipendente. In Kenya vivevano e vivono infatti molti Nizariti, e l’Aga Khan voleva dotare il paese di un sistema di informazione adatto a una democrazia. Oggi il Nation Media Group è il gruppo mediatico più importante dell’Africa centrale e orientale.

Negli stessi anni, l’Aga Khan inaugurò la serie di affari che l’avrebbe reso più noto e legato all’Italia: dopo aver visitato il Nord della Sardegna, fu fortemente colpito e attratto dalla bellezza delle coste e decise di acquistare una gran quantità di terreni per sviluppare una serie di infrastrutture turistiche. Se la Costa Smeralda è quel che è oggi, cioè un luogo di vacanze di lusso ed estremamente florido per le economie locali, lo si deve all’Aga Khan, che a partire dai primi anni Sessanta fondò Porto Cervo, fece costruire un ampio porto turistico, istituì lo Yacht Club Costa Smeralda e pose le basi insieme ad architetti e scenografi scelti appositamente dell’estetica che avrebbe reso famosa nel mondo quella parte di Sardegna. E tra le altre cose, l’Aga Khan fondò nel 1963 Alisarda, la compagnia aerea che sarebbe poi diventata Meridiana e infine Air Italy.

L’Aga Khan nel 1980 subito dopo che il suo cavallo Shergar aveva vinto l’Irish Derby. (Steve Powell/Allsport)

Ma gli investimenti dell’Aga Khan interessarono un sacco di paesi diversi, dall’Uganda – dove mediò per il rientro delle migliaia di Nizariti espulsi dal regime di Idi Amin – alla Birmania, dalla Tanzania al Tajikistan. Gli investimenti dell’Aga Khan sono dichiaratamente a fini di lucro, e sono gestiti dall’Aga Khan Development Network, che supervisiona le attività di circa 200 agenzie e società più piccole, impegnate in settori diversissimi ma per la maggior parte attive nei paesi in via di sviluppo. Si occupa di costruire infrastrutture e avviare programmi per la sanità, l’educazione, la promozione culturale, lo sviluppo delle aree rurali e in generale lo sviluppo economico.

L’Aga Khan, attraverso il suo fondo inestimenti, ha costruito università, ospedali, centri culturali, fondazioni, istituzioni così come resort di lusso, che lo hanno reso uno dei monarchi più ricchi del pianeta: nel 2010 era all’11esimo posto nella lista di Forbes, con un patrimonio stimato intorno al miliardo di dollari. Secondo una stima di un profilo sull’Aga Khan di Vanity Fair del 2013, la cifra si avvicina ai 13 miliardi. Possiede un’isola privata alle Bahamas, due jet, uno yacht da decine di milioni di euro, tenute di lusso in mezzo mondo e un gran numero di cavalli da corsa, un’altra attività che gli ha garantito introiti sostanziosi (è considerato il migliore allevatore di Francia).

Negli anni ha ricevuto onorificenze in tutto il mondo, da quello di Sua altezza reale conferito dalla regina Elisabetta II nel 1957 a quello di cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana assegnatogli dal presidente Giovanni Leone nel 1977. Vive principalmente nella residenza di Gouvieux, in Francia, ma anche in quella di Pune, in India, e normalmente passa alle cronache per la sua vita mondana e le sue molte relazioni. È stato infatti sposato due volte, la prima con la modella britannica Sarah Frances Croker-Poole (dal 1969 al 1995) e la seconda con l’ereditiera tedesca Gabriele Renate Thyssen (dal 1998 al 2014).

L’Aga Khan con Hillary Clinton nel 2010 a Londra. (Alastair Grant/WPA Pool/Getty Images)

I tabloid hanno raccontato con regolarità le molte relazioni extraconiugali dell’Aga Khan, diventato famoso per la sua vita dissoluta che ha dovuto più volte conciliare pubblicamente con il suo ruolo religioso. È un musulmano moderato, che soprattutto negli anni Duemila, quelli delle guerre in Iraq e in Afghanistan e della cosiddetta guerra al terrorismo, provò a fare da mediatore tra il mondo islamico e quello occidentale. Un po’ come per i monarchi della penisola arabica, a fare andare d’accordo l’Aga Khan con i governi occidentali sono storicamente stati i suoi investimenti plurimilionari.