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  • martedì 4 febbraio 2020

La storia del vigile urbano morto a Palazzolo sull’Oglio

Si è suicidato pochi giorni dopo essere stato attaccato per avere parcheggiato su un posto riservato ai disabili, ma non è ancora chiaro se le due cose siano collegate

In queste ore diversi giornali nazionali stanno riprendendo la vicenda di un vigile urbano di Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia, morto suicida martedì 4 febbraio pochi giorni dopo essere stato al centro di un piccolo scandalo riportato dai giornali locali. La vicenda ha fatto parlare di nuovo delle responsabilità di giornali e social network nell’aizzare e indirizzare l’indignazione collettiva nei confronti di persone ritenute sommariamente colpevoli, anche se in questo caso il legame fra la polemica che ha coinvolto il vigile urbano e il suo suicidio non è ancora stato confermato, né il fatto che sia effettivamente avvenuto un moto di indignazione individuale nei confronti del vigile.

La storia era iniziata il 24 gennaio, quando Giovanni Manzoni – presidente della sezione locale dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili) – aveva pubblicato sul proprio profilo pubblico di Facebook alcune foto che mostravano un’auto dei vigili di Palazzolo parcheggiata in un posto riservato per i disabili, non lontana dalla stazione ferroviaria di Bergamo. Le foto – poi rimosse –  erano accompagnate da una didascalia piuttosto sconnessa ma dal tono indignato, in cui Manzoni si chiedeva: «Erano in servizio?? Corsi universitari??? Sul parcheggio disabili chi non ha diritto si prende una contravvenzione e perde 2 punti dalla patente. A chi vanno tolti???».

La storia era stata ripresa da diversi giornali locali, anche perché appena tre giorni dopo lo stesso Manzoni aveva pubblicato un messaggio di scuse ricevuto dal comandante dei vigili di Palazzolo e dal vigile che aveva parcheggiato la macchina nel posto sbagliato. Nel suo messaggio, in particolare, il vigile si era scusato estesamente e aveva spiegato di essersi «confuso con la segnaletica», aggiungendo che avrebbe donato 100 euro – più o meno l’equivalente di una multa – all’associazione di Manzoni.

Una decina di giorni dopo, lo stesso vigile si è suicidato nella notte fra lunedì 3 e martedì 4 febbraio. L’uomo è stato trovato nella sua auto a Palazzolo. Poche ore prima la sua compagna aveva notato che non era tornato a casa dopo il turno di lavoro, finito a mezzanotte, e aveva contattato la polizia. Secondo quanto scrive Settegiorni Brescia, non è ancora chiaro se l’uomo abbia lasciato un biglietto per motivare il suicidio.

Nel parlare della vicenda, diversi giornali hanno messo in relazione la «bufera social» e il suicidio dell’uomo, che al momento non è stata confermata da alcuna fonte ufficiale. Sembra difficile, fra l’altro, che diversi utenti avessero rintracciato il nome del vigile: nei suoi post Manzoni non ne aveva diffuso il nome, come non lo avevano fatto nemmeno le autorità locali né i giornali che avevano ripreso la notizia delle sue scuse. Sui social non si trova traccia di insulti o minacce rivolti al vigile, nemmeno nel gruppo Facebook degli abitanti di Palazzolo.

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Dove chiedere aiuto
Se sei in una situazione di emergenza, chiama il numero 112. Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo 199 284 284 oppure via internet da qui, tutti i giorni dalle 10 alle 24.

Puoi anche chiamare i Samaritans al numero verde gratuito 800 86 00 22 da telefono fisso o al 06 77208977 da cellulare, tutti i giorni dalle 13 alle 22.