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  • Mercoledì 29 gennaio 2020

Le ultime notizie sul nuovo coronavirus

Il numero dei contagi in Cina ha superato quello della SARS, ma il tasso di mortalità resta molto inferiore: intanto sono cominciati i rimpatri dei cittadini stranieri che si trovano a Wuhan

Turisti passeggiano per piazza Tiananmen, a Pechino (The Yomiuri Shimbun via AP Images )
Turisti passeggiano per piazza Tiananmen, a Pechino (The Yomiuri Shimbun via AP Images )

È salito a più di seimila il numero delle persone contagiate dal nuovo coronavirus (2019-nCoV) in tutto il mondo, con 132 morti, tutti in Cina. All’estero sono stati confermati più di 83 casi di contagio, tra cui 8 in Europa: 4 in Germania e 4 in Francia. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che sono state a Wuhan, la città cinese dove è iniziato il contagio, ma nel caso di un cittadino tedesco la trasmissione del virus sarebbe avvenuta in Europa: a contagiarlo, secondo quanto riferito dalle autorità locali, sarebbe stato un cittadino cinese che lavora per la sua stessa società, che una settimana fa aveva partecipato a un evento di formazione aziendale in Baviera.

Mercoledì i ricercatori del Peter Doherty Institute for Infection and Immunity di Melbourne hanno detto di essere riusciti a sviluppare una versione del virus in laboratorio: la scoperta sarà condivisa con l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) nella speranza che possa aiutare a trovare un vaccino. Il virus era stato già ricreato nei giorni scorsi da un laboratorio cinese, che ne aveva diffuso però solo la sequenza genomica, cioè le sue caratteristiche genetiche.

Dopo la Cina, il paese più coinvolto è la Thailandia, dove sono stati registrati 14 casi di contagio. A Hong Kong, dove ci sono 5 casi di contagio confermato e più di 200 casi sospetti, martedì è stato annunciato che tutti i collegamenti ferroviari e navali con la Cina saranno sospesi a partire dal 30 gennaio per impedire la diffusione del virus. Sempre per questo motivo mercoledì, inoltre, la compagnia aerea britannica British Airways ha deciso di cancellare tutti i voli da e per la Cina e lo stesso faranno la tedesca Lufthansa, le sue controllate Swiss e Austrian Airlines, l’indonesiana Lion Air e la sudcoreana Seoul Air; sempre mercoledì la Federazione Internazionale Sci (FIS) ha annullato tutte le prove di Coppa del mondo di sci, che erano previste in Cina a febbraio.

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Mercoledì, inoltre, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato i primi casi di contagio nel Medio Oriente: non è stato specificato quante persone in tutto sono state contagiate ma solo che si tratta di appartenenti a una stessa famiglia arrivati nel paese dalla città di Wuhan. Non è chiaro come abbiano fatto queste persone a lasciare la Cina e arrivare negli Emirati Arabi Uniti, dato che lo scorso giovedì erano stati interrotti tutti i voli provenienti dalla città di Wuhan per impedire la diffusione del coronavirus.

Non sono finora stati riportati invece casi di contagio in Italia, dove ci sono controlli medici agli ingressi negli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino, quelli più interessati dal traffico proveniente da fuori dall’Europa, e dove si susseguono i falsi allarmi. Nel frattempo sono cominciate le operazioni di evacuazione degli stranieri dalla città di Wuhan. Gli Stati Uniti hanno rimpatriato 240 cittadini, tra cui diplomatici con le loro famiglie, mentre il Giappone ha rimpatriato 206 cittadini, ma ce ne sono ancora circa 450 bloccati nella città. Altri paesi, tra cui Italia, Australia, Francia, Regno Unito, India e Corea del Sud si stanno preparando a evacuare i propri cittadini che si trovano a Wuhan nei prossimi giorni. Gli italiani che si trovano a Wuhan in questo momento sono circa 60.

Con gli ultimi casi di contagio registrati in Cina il nuovo coronavirus ha superato il numero di persone che erano state contagiate dalla SARS tra il 2002 e il 2003. Il tasso di mortalità del nuovo coronavirus è però decisamente inferiore a quello della SARS e della MERS: attualmente, il nuovo virus si è rivelato mortale nel 2,2 per cento dei casi, mentre la SARS aveva avuto un tasso di mortalità del 10 per cento e la MERS del 34 per cento. Bisogna specificare inoltre che i pazienti dichiarati finora dalla Cina riguardano solo i casi confermati, e che potrebbero essercene altre migliaia (non tutti sviluppano sintomi). Al momento il nuovo coronavirus ha un tasso di mortalità simile a quello dell’influenza stagionale, per cui ogni anno muoiono centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo.

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