Un cestino dei rifiuti a Roma (ANSA/LUCIA MANCA)

Che cosa sono i cestini per rifiuti “intelligenti”?

Hanno sensori per capire quando sono pieni e ottimizzare la raccolta della spazzatura: li stanno sperimentando diverse città del mondo, anche in Italia

Un cestino dei rifiuti a Roma (ANSA/LUCIA MANCA)

Alcune città, negli ultimi anni, hanno scelto di installare dei cestini della spazzatura “intelligenti”, dotati cioè di sensori che monitorano il volume dei rifiuti e dunque il livello di riempimento. L’informazione viene trasmessa istantaneamente alla centrale operativa avvisando quando e se è il momento di fare la raccolta dei rifiuti. Diverse analisi, ha scritto il Wall Street Journal, hanno dimostrato che lo svuotamento dei cestini prima che siano pieni rende la raccolta più efficiente e meno dispersiva e in Italia con i cestini intelligenti sta facendo degli esperimenti anche Milano.

Manuel Maestrini, fondatore e direttore di NordSense, azienda californiana che produce sensori intelligenti per bidoni della spazzatura, ha spiegato che la loro tecnologia riduce i costi di raccolta e le emissioni del 50 per cento: «Ci vogliono circa 30 secondi per svuotare un cestino che non è pieno. Se invece il cestino trabocca ci vuole molto di più». Il tempo e i costi, inoltre, aumentano quando la spazzatura viene scaricata per terra, accanto al cestino perché quel cestino non è stato svuotato. I mezzi per la raccolta, inoltre, possono pianificare l’itinerario andando direttamente ai bidoni che devono essere effettivamente svuotati, evitando tappe inutili che comportano sprechi di tempo, di risorse e il traffico. Per Maestrini, affrontare il problema dell’insufficienza di spazio per i rifiuti aggiungendo altri cassonetti non fa che aumentare il problema, con una specie di «effetto a catena».

NordSense ha fornito la propria tecnologia alle città di San Francisco (Stati Uniti), Copenhagen (Danimarca) e Netanya (Israele). A San Francisco sono stati installati più di 1.000 cestini intelligenti con una riduzione dell’80 per cento di bidoni pieni e del 66 per cento di richieste specifiche di intervento per la pulizia delle strade, dice NordSense. L’amministrazione di Copenhagen – che ha avviato la sperimentazione dei cestini “intelligenti” nel 2016 – ha calcolato a sua volta un risparmio del 33 per cento dei costi di raccolta dei rifiuti intervenendo sui cestini pieni almeno al 25 per cento.

Ci sono diverse società che forniscono la tecnologia dei cestini “intelligenti”. L’amministrazione di Pittsburgh, Pennsylvania, ha fatto un accordo di quattro anni per avere 1.200 cassonetti “intelligenti” con Victor Stanley Inc., con sede nel Maryland. Matthew Jacob, analista del dipartimento innovazione della città, ha detto che i dati raccolti durante la fase di prova hanno dimostrato che i cestini intelligenti possono contribuire alla riduzione di circa il 50 per cento delle ore impiegate normalmente nella raccolta dei rifiuti.

I sensori dei cestini “intelligenti”, oltre a verificare la quantità dei rifiuti permettono di monitorare se il bidone è stato rovesciato, di rilevare la temperatura interna per sapere se qualcosa sta bruciando o di capire se ci sono movimenti, ad esempio di topi. Alcune aziende stanno lavorando a sensori in grado di rilevare anche gli odori.

Anche in Italia ci sono città che stanno sperimentando questo tipo di tecnologia, ma in forma piuttosto ridotta: Firenze, Crema, Trieste o Padova. A Milano, Amsa, la società del Gruppo A2A che gestisce il servizio di igiene ambientale su tutto il territorio pubblico, ha posizionato invece 12.550 cestini “intelligenti”, sviluppati con Cefriel-Politecnico di Milano, una società partecipata del Politecnico specializzata in progetti di innovazione digitale. I contenitori si trovano nelle vie e nelle piazze di tutti e nove i municipi, escluse le aree verdi, dove sono presenti cestini tradizionali, ma il progetto è ancora in fase di test e le analisi per acquisire dati sono ancora in corso.

I cestini “intelligenti” di Milano sono dotati di un sensore che effettua costantemente una scansione completa non solo sul livello di riempimento, ma anche sulla frequenza e sull’orario di utilizzo. Attraverso una rete wireless, il cestino invia alla centrale operativa di Amsa informazioni sullo stato dei contenitori: completamente vuoto, pieno a metà o per due-terzi oppure ostruito in superficie. Tutte queste informazioni danno la possibilità di migliorare il servizio, ma anche di “personalizzarlo” e di capire quali esigenze specifiche ci siano nelle diverse zone.