Mosca, Russia (AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

Sta finendo il decennio, o no?

C'è dibattito, ed è tutta colpa del più permanente errore matematico della Storia

Mosca, Russia (AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

In questi giorni di vacanze e lunghi pasti delle feste si sviluppano discussioni creative, online e offline: una che è circolata abbastanza, mentre si annunciava “la fine del decennio”, riguarda l’obiezione che il decennio non stia davvero finendo, ma che si debba considerare tutto l’anno 2020 come appartenente ancora agli “anni Dieci”, che finirebbero così tra un anno. Secondo questa tesi, un decennio comincia con l’anno uno (in questo caso il 2011) e quindi si conclude con l’anno zero (in questo caso il 2020).

Matematicamente il dubbio non esisterebbe: la matematica (o più precisamente, l’aritmetica) prevede lo zero e l’intervallo da zero a uno, quindi i primi dieci intervalli si concludono a dieci (e l’intervallo tra 2020 e 2021 è un inizio di decina, non una fine). Per capirsi, “dieci e mezzo” non appartiene alla prima decina, e infatti non esiste a scuola il voto “dieci e mezzo” (mentre “zero più” sì: ci risulta per esperienza). Per essere ancora più scolastici: se avete una torta tagliata in dieci fette ma ancora tutta intera, avete mangiato zero torta. La prima fetta è quindi quella che va da zero a uno, la seconda da uno a due, eccetera. L’ultima, e poi la torta è finita, è quella che va da nove a dieci. Dopo, non c’è più torta: non esiste la fetta da dieci a undici. L’ultimo anno del decennio è quindi quello che va da 2019 a 2020, e che sta per concludersi; nel 2020, nuovo anno e nuovo decennio. E fin qui sarebbe quindi facile.

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La complicazione nasce da un’incoerenza tra la convenzione con cui abbiamo scelto di definire gli anni, e la matematica descritta: ovvero il fatto che non esista, nel nostro sistema retroattivo di datare gli anni, l’anno zero. Come spiegava qualche giorno fa un articolo del Post sulla data del Natale:

Nessuno dei Vangeli suggerisce in quale mese dell’anno potrebbe essere nato Gesù e nemmeno l’anno è nominato. Quello che consideriamo l’anno 1 è l’anno 1 solo perché un monaco di nome Dionigi il Piccolo stimò male la sua data di nascita (e tra l’altro, il nostro calendario parte dall’assunto che l’anno di nascita di Gesù sia stato l’1 Avanti Cristo, e che non esista un anno Zero).

Vediamolo al volo: queste sono la disposizione su una linea dei numeri in matematica e quella invece degli anni come li contiamo.

Naturalmente è esistito “un anno Zero”: solo che noi oggi non lo chiamiamo così, ma lo chiamiamo 1 Avanti Cristo, per questa convenzione storica matematicamente discutibile. Il risultato è che quando arrivò l’anno Dieci – sempre secondo la nostra numerazione stabilita secoli dopo – erano passati solo nove anni e non dieci.

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E quindi oggi si scontrano e confondono tre approcci al conteggio dei decenni, dei secoli e dei millenni.

Quello più matematicamente corretto rifiuta l’esistenza dell’anno zero, e implica che un decennio duri dieci anni: e quindi il primo decennio si chiuderebbe alla fine dell’anno 10, malgrado il suo nome e le fette di torta, eccetera.

Quello più razionale suggerisce di dare invece per condiviso “l’errore” e correggerlo ritarando da subito il primo decennio – e solo quello, per via del caso eccezionale – e facendolo durare nove anni, fino alla fine dell’anno 9.

Infine, quello di maggior senso comune è la nostra abitudine a ritenere, per esempio, che il 1970 appartenga agli anni Settanta, che il millennio si sia chiuso alla fine del 1999, e che quello nuovo sia iniziato il primo gennaio del 2000.

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Negli Stati Uniti ci hanno fatto persino un sondaggio, ed è risultato che il 64 per cento degli intervistati aderisca a questa ultima lettura, mentre solo il 17 per cento considererebbe il 2020 ancora parte del decennio iniziato nel 2011.

La sintesi è che manca un anno, ce lo siamo perso tanti secoli fa: non abbiamo ancora deciso universalmente e ufficialmente dove metterlo, ma la grande maggioranza delle persone è abituata a pensare – da scuola – che lo zero sia quello che divide una decina, un secolo, o un migliaio, dal successivo. E che la mezzanotte del 31 dicembre 2019 – o le 00:00 del 1° gennaio 2020 – segni la fine del decennio e l’inizio del successivo.