(Giuseppe Cacace/Getty Images)
  • Scienza
  • mercoledì 25 Dicembre 2019

Perché non si è mai abbastanza sazi per un dolce

Per un fenomeno chiamato "sazietà sensoriale specifica", che fa tornare l'appetito quando si pensa di non avere più spazio

(Giuseppe Cacace/Getty Images)

Avete appena concluso un pasto molto abbondante, vi sentite sazi e non mangereste altro. Poi però compare sulla tavola un dolce, e all’improvviso vi torna l’appetito e il vostro stomaco trova sorprendentemente spazio per un altro po’ di cibo. È una cosa comune, che si potrebbe confondere con semplice gola o ingordigia, e che invece ha a che fare con un fenomeno psicologico comune a tutti: la “sazietà sensoriale specifica”. È un fenomeno che fu descritto per la prima volta dal neurobiologo francese Jacques Le Magnen nel 1956, ma il termine è stato utilizzato in modo più esteso e formale per la prima volta nel 1981 dai ricercatori statunitensi Barbara e Edmund Rolls.

Di recente Vox ne ha parlato in un video in cui ha sottoposto alcune persone a un esperimento, per dimostrare come funziona il cervello umano in certe situazioni. Per prima cosa alle persone coinvolte nell’esperimento è stato dato da mangiare un gran piatto di macaroni and cheese (un piatto a base di pasta e formaggio), dicendo loro di mangiarne finché non fossero sazi. Una volta terminato il piatto è stata data loro una seconda porzione, di cui in media i partecipanti hanno mangiato solo circa 30 grammi: erano davvero sazi. L’esperimento è stato ripetuto con gli stessi partecipanti un secondo giorno: come prima portata è stato dato loro sempre un piatto di macaroni and cheese, ma questa volta la seconda portata è stata una coppa di gelato. In questa seconda fase dell’esperimento i partecipanti hanno mangiato fino a quasi 90 grammi di gelato, nonostante fossero sazi di macaroni and cheese.

Barbara Rolls, che lavora nel dipartimento di Scienze dell’alimentazione presso l’Università della Pennsylvania, ha spiegato a Vox come il fenomeno della sazietà sensoriale specifica riduca l’appetito delle persone quando queste consumano un solo tipo di cibo, e lo ravvivi invece quando viene presentato loro un nuovo tipo di cibo. È per questo motivo che dopo aver concluso un pasto a base di cibi perlopiù sapidi, il nostro stomaco riesca a trovare posto per un dolce anche se non abbiamo più fame. È un fenomeno psicologico che ha a che fare con la natura onnivora degli esseri umani e con l’istinto alla preservazione della salute.

«Ci incoraggia a variare cibi, e quindi è una buona cosa. Siamo onnivori e abbiamo bisogno di mangiare vari cibi», ha spiegato Rolls, che ha aggiunto come però possano esserci anche delle controindicazioni, dato che quando ci vengono presentati molti cibi diversi possiamo tendere a mangiarne in eccesso. È quello che succede, per esempio, con i buffet, quando la varietà dell’offerta di cibo fa mangiare anche oltre i livelli di sazietà. La stessa cosa accade, più in piccolo, nel caso delle patatine fritte, che tendiamo a mangiare in maggiore quantità se accompagnate con salse, o nel caso del gelato, se ci viene offerto in più gusti.