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  • giovedì 19 Dicembre 2019

Cosa ha lasciato “Kramer contro Kramer”

Uscì 40 anni fa, fu il film più visto e premiato dell'anno e continua a farsi ricordare e citare (e criticare)

Il 19 dicembre 1979 nei cinema statunitensi uscì Kramer contro Kramer, un film drammatico familiare e legale diretto da Robert Benton e in cui Dustin Hoffman e Meryl Streep sono il signor e la signora Kramer durante la separazione e la causa per l’affido del figlio. In poche settimane Kramer contro Kramer divenne il film con i maggiori incassi statunitensi di quell’anno e alcuni mesi dopo vinse cinque premi Oscar: film, regia, attore, attrice non protagonista e sceneggiatura (non originale, visto che era tratto da un romanzo dello scrittore Avery Corman).

Kramer contro Kramer ci mise davvero poco a diventare un grande successo di pubblico e di critica, ma per i suoi temi e per certe sue storie interne è stato anche altro e in parte lo è ancora, come dimostrato dal fatto che ultimamente è stato spesso in relazione con Storia di un matrimonio, da qualche giorno su Netflix e, secondo alcuni, un «Kramer contro Kramer dei giorni nostri».

Kramer contro Kramer inizia con Joanna, la moglie, che saluta il figlio Billy e aspetta che il marito Ted torni a casa dal lavoro per lasciarlo.

All’inizio del film Ted è un uomo concentrato solo su se stesso e sul lavoro, che fa una gran fatica a prendersi cura di Billy senza Joanna. Billy se ne accorge, e sfida la scarsa autorevolezza del padre.

Col tempo Ted migliora, inizia a dare priorità a Billy rispetto al lavoro e crea finalmente una piacevole sintonia con lui. Circa un anno e mezzo dopo essersene andata, Joanna ricompare e dice di volersi riprendere Billy (il titolo originale è Kramer vs. Kramer, cioè il modo con cui negli Stati Uniti si fa riferimento ai cognomi delle due parti a processo). Inizia quindi una causa legale che si inasprisce sempre più, con tentativi da entrambe le parti di screditare la moglie o il marito, il cui rapporto si deteriora ulteriormente. Il processo si conclude con una sentenza di affido a favore di Joanna, che però alla fine comunica a Ted di aver capito che in realtà è meglio che Billy stia con lui.

Subito dopo l’uscita Kramer contro Kramer fu apprezzato per la capacità di esplorare con realismo temi come il divorzio, i ruoli genitoriali e il rapporto che i rispettivi genitori avevano con il lavoro e la famiglia. Arrivò più di dieci anni dopo Il laureato e – come era stato per quel film – molti ne parlarono come di qualcosa in cui le persone avrebbero potuto riconoscersi. Vincent Canby scrisse sul New York Times: «Kramer contro Kramer è un film ambientato a Manhattan, ma parla a un’intera generazione della classe media americana, arrivata alla maturità tra la fine dei Sessanta e l’inizio dei Settanta, sofisticata ma anche superficiale, che ancora aspetta che le promesse di un’epoca precedente siano mantenute». Sul Chicago Tribune, Roger Ebert apprezzò il fatto che nel corso del film «i personaggi svelano cose su loro stessi» e «sembra a volte che le loro personalità stiano davvero cambiando e che certe decisioni siano prese proprio mentre li stiamo guardando».

Il film vinse l’Oscar nonostante la notevole concorrenza rappresentata da Apocalypse Now e Hoffman, attore già affermato, ci vinse il suo primo Oscar, prima di quello per Rain Man. Fu il primo Oscar – di una lunga serie – anche per Meryl Streep, che l’anno prima aveva recitato nel Cacciatore e che quasi in contemporanea recitò anche in Manhattan e La seduzione del potere. “Non protagonista” perché in tutta la parte centrale del film lei non c’è, dato che è un film che fondamentalmente racconta il punto di vista di lui, una cosa per cui fu – e a volte ancora è – criticato. Fu candidato come non protagonista maschile anche Justin Henry, che a sette anni aveva interpretato Billy; poi però non ebbe una gran carriera, e finì a lavorare per AOL.

Kramer contro Kramer è tra quei film che è davvero difficile immaginare con altri attori, perché deve molto del suo successo alla bravura di Streep e Hoffman (che tra l’altro proprio in quel periodo stava divorziando dalla prima moglie Anne Byrne). Diversi resoconti e alcune interviste fanno capire che il rapporto tra i due fu però estremamente complicato. Hoffman è noto per essere un method actor, un attore che ama entrare il più possibile nel personaggio che deve interpretare, cercando di vivere il più possibile le sue emozioni e sensazioni. Sembra che in alcune occasioni si comportò in modo non appropriato con Streep: per esempio dandole uno schiaffo, spaccando un bicchiere contro una parete senza prima avvisarla che l’avrebbe fatto o usando questioni personali per indurre certe sue reazioni durante le riprese.

Qualche anno fa tornò a circolare un’intervista che Streep diede a Time nel 1979, nella quale aveva detto che Hoffman le aveva palpato il seno al loro primo incontro. Seguì una precisazione in cui Streep diceva che il resoconto di Time non era del tutto accurato, e che comunque Hoffman si era scusato e lei aveva accettato le scuse. In un’intervista del 2018 al New York Times, Streep confermò invece che aveva ritenuto eccessivo e prevaricante lo schiaffo datole da Hoffman sul set di Kramer contro Kramer, e in generale sembra proprio che il rapporto tra i due fu pessimo.

Nel 2016, in una biografia su Streep, l’autore Michael Schulman raccontò altri dettagli. Per esempio che Hoffman, prima di una scena, provocò volutamente Streep parlandole di John Cazale, l’attore di cui era stata compagna prima della sua morte nel 1978, quindi pochi mesi prima delle riprese. O che Hoffman usò tecniche simili anche per far piangere Billy in una scena che lo richiedeva.

Altre storie sul dietro-le-quinte riguardano il fatto che il film fu girato in ordine cronologico, una cosa inconsueta, per permettere agli attori di accompagnare meglio i mutamenti dei loro personaggi, e al bambino che interpretava Billy di non sapere in anticipo cosa sarebbe successo: gli veniva detto di giorno in giorno e pare che a dirglielo fosse Hoffman, così che il bambino potesse legarsi in modo particolare a lui. Si sa anche che in alcune occasioni Streep si impose per cambiare alcuni dettagli di trama o alcuni dialoghi, per far emergere un po’ di più il punto di vista di Joanna (la biografia dice che Hoffman disse anche: «Meryl, perché non lasci da parte la bandiera del femminismo e ti metti solo a recitare?») e che la quasi totalità del discorso finale che Joanna fa in tribunale fu scritto da lei.

Nel ricordare l’anniversario dall’uscita di Kramer contro Kramer, il giornalista del Guardian Scott Tobias ha scritto che «è difficile pensare che siano passati quarant’anni da quando era un fenomeno culturale, un film record di incassi e l’inizio di molte conversazioni», ma che è allo stesso modo vero che «altri aspetti del film lo fanno sembrare invece vecchio, come se fosse un reperto culturale lontano e poco comprensibile». In effetti, dati i temi che tratta, è facile percepire i quattro decenni che sono passati; e già quando il film uscì diversi esperti giuristi dissero al New York Times che la sentenza finale sembrava, già allora, «essere cinquant’anni nel passato». Tobias ha scritto che, nonostante tutte le critiche possibili alla parte che parla del divorzio, Kramer contro Kramer resta «una storia spesso eccezionalmente bella di come un padre impara ad avere una vera relazione con suo figlio».