È arrivato il “Team Futuro” del M5S

Cioè una segreteria politica, in sostanza: tra i 18 incaricati – definiti "facilitatori" – c'è anche Danilo Toninelli

(EPA/MASSIMO PERCOSSI)
(EPA/MASSIMO PERCOSSI)

Il capo del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha presentato a Roma il “Team futuro”, ossia la nuova segretaria politica del Movimento 5 Stelle che dovrà aiutarlo a gestire il partito. È un gruppo di 18 persone, in gran parte vecchie conoscenze della politica interna del Movimento, ognuna delle quali con uno specifico ruolo tematico. Il “Team futuro” è stato confermato tramite una votazione sul sito Rousseau. «Stasera con questo evento possiamo chiudere un primo step di un processo di riorganizzazione partito quasi un anno fa e non è stato semplice», ha detto Di Maio alla presentazione dei nuovi incaricati, chiamati “facilitatori”.

Il gruppo più importante è quello formato dai sei “facilitatori organizzativi nazionali”, ognuno con la responsabilità per un importante settore della vita di partito, come la comunicazione o il rapporto con i territori. Tutti e sei i nomi di questo gruppo sono stati proposti da Di Maio e confermati da un voto in cui era possibile rispondere soltanto sì o no. Saranno Paola Taverna, che si occuperà di “attivismo locale”, l’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, incaricato di occuparsi di campagne elettorali, Emilio Carelli, incaricato della comunicazione, Enrica Sabatini al coordinamento e affari interni, Barbara Floridia alla formazione e personale, e infine Ignazio Corrao, che lavorerà al supporto degli enti locali amministrati dal M5S.

Altri 12 “membri del team futuro” sono stati scelti per coordinare le aree tematiche nelle quali, in teoria, verranno discusse ed elaborate le proposte politiche del Movimento. Questo gruppo è stato eletto dagli iscritti a Rousseau, che hanno avuto una terna di nomi tra cui scegliere per ogni area tematica (in realtà si è votato per i coordinatori di 7 aree, visto che per le altre cinque si era presentata una sola candidatura).

Il gruppo è formato da Luciano Cadeddu (Agricoltura e pesca), Giampiero Trizzino (Ambiente), Vincenzo Presutto (Economia), Iolanda Di Stasio (Esteri e Ue), Valentina D’Orso (Giustizia e Affari istituzionali), Gennaro Saiello (Imprese), Luca Carabetta (Innovazione), Dino Giarrusso (Istruzione, ricerca e cultura), Maria Pallini (Lavoro e famiglia), Valeria Ciarambino (Sanità), Luca Frusone (Sicurezza e difesa) e Andrea Cioffi (Trasporti e infrastrutture).

Luigi Di Maio aveva annunciato la nomina di un gruppo di coordinatori lo scorso febbraio, dopo la grave sconfitta alle elezioni regionali in Sardegna, l’ultima di una lunga serie di disastri elettorali che hanno colpito il Movimento dalle elezioni del 2018 a oggi (il partito ha praticamente dimezzato i suoi voti, passando dal 30 a circa il 15 per cento dei consensi). Il prossimo obiettivo, ha spiegato Di Maio, è nominare “facilitatori” regionali, cioè capi dell’organizzazione locale del partito.

Il Movimento 5 Stelle sta vivendo un periodo molto difficile a causa della crisi dei voti e della debolezza della leadership di Di Maio, fortemente contestato da parte dei suoi stessi gruppi parlamentari sempre meno convinti delle sue scelte politiche. Per cercare di limitare i danni Di Maio intendeva non partecipare alle prossime regionali in Emilia-Romagna e Calabria, nelle quali il Movimento sembra destinato a subire le ennesime sconfitte, ma gli iscritti a Rousseau hanno votato contro il suo suggerimento. Nonostante tutto la sua leadership sembra ancora sicura e lo stesso Beppe Grillo, il carismatico fondatore del Movimento dotato ancora di ampi poteri, lo ha confermato nel suo ruolo.