(Rob Kim/Getty Images for Tumblr)

Un anno di Tumblr senza porno

È stato un grosso colpo per le visite e il valore del sito di microblog, che ora sta a galla per via di "nicchie" particolari

(Rob Kim/Getty Images for Tumblr)

Il 3 dicembre dell’anno scorso la popolare piattaforma di microblog Tumblr annunciò che di lì a qualche giorno avrebbe cambiato le sue regole e rimosso tutti i contenuti pornografici e “per adulti”. La decisione di Tumblr arrivò dopo che nei mesi precedenti erano stati segnalati diversi usi illeciti della piattaforma, in alcuni casi per pubblicare e diffondere materiale pedopornografico. Non vennero vietati soltanto tutti i contenuti esplicitamente pornografici, ma anche quelli che rappresentavano nudi e quelli in cui si vedevano donne con i capezzoli scoperti. I contenuti vietati pubblicati prima del divieto sono stati in gran parte rimossi dai profili degli utenti, anche se il sistema di riconoscimento delle immagini vietate non ha sempre funzionato, e ancora oggi è possibile imbattersi in immagini porno.

A un anno dall’introduzione del divieto sono successe parecchie cose a Tumblr: molti utenti che amavano utilizzare la piattaforma per la libertà espressiva che lasciava loro (non solo per i contenuti pornografici ma anche per i nudi artistici, per esempio), l’hanno abbandonata in favore di altri siti. Secondo la società di analisi del traffico dei siti Internet SimilarWeb, da quando è entrato in vigore il divieto il numero di utenti unici mensili è diminuito del 21,2 per cento e le pagine viste mensili sono scese del 35 per cento, passando dalle 521 milioni del dicembre del 2018 alle 341 milioni del novembre del 2019.

Lo scorso agosto, inoltre, il gruppo di telecomunicazioni statunitense Verizon Communications, che dal 2017 controllava Tumblr, ha deciso di vendere la piattaforma ad Automattic, la società proprietaria di WordPress, popolare strumento per lo sviluppo di siti. La cifra dell’accordo non è stata comunicata, ma secondo quanto riferito ad Axios da fonti vicine alle due aziende si aggirerebbe intorno ai 3 milioni di dollari. Per dare un’idea di quanto sia piccola questa cifra, basti pensare che nel 2013, quando Tumblr era al massimo della sua popolarità, Yahoo l’acquistò per 1,1 miliardi di dollari.

Di recente Kaitlyn Tiffany ha raccontato sull’Atlantic come è potuto succedere che una piattaforma molto popolare fino a pochi anni fa abbia avuto un crollo così evidente di utenti, e come stia cercando di sopravvivere. Innanzitutto, per capire tutto questo, bisogna partire dal dire cosa è stato Tumblr fino a un anno fa e quanto ha contato il porno per i suoi utenti. Secondo uno studio commissionato da Yahoo nel 2016 per analizzare i comportamenti degli utenti sui vari siti di sua proprietà, gli utenti medi di Tumblr seguivano 51 blog, di cui almeno due o tre che potevano essere categorizzati come specificamente pornografici, e altri due che tendevano a condividere spesso contenuti pornografici pubblicati da altri blog. «Quello che penso di tutta questa storia è che i numeri erano molto chiari», ha detto a Tiffany uno dei ricercatori, Luca Aiello. «Gli utenti erano molto attratti da quel tipo di contenuti, e vietarli avrebbe segnato la fine di quella community».

Come spiega Tiffany, però, anche senza più il porno Tumblr si sta comunque mantenendo a galla, soprattutto grazie alla presenza delle nicchie di utenti interessati ad alcuni specifici argomenti, come cinema, serie tv, animali, fotografia, musica, fumetti, videogiochi, meme e fitness. Tra gli argomenti più popolari quest’anno su Tumblr, per esempio, ci sono stati la serie tv Good Omens, il gruppo k-pop BTS, i film della Marvel e la serie animata Steven Universe. Si tratta di argomenti intorno a cui si sono create comunità di persone molto appassionate (le cosiddette fandom), che spesso su Tumblr si sentono più libere di esprimere le proprie passioni e di confrontarsi con altre persone che le condividono rispetto ad altri siti.

Uno dei fenomeni più popolari su Tumblr, tanto prima dell’introduzione del divieto quanto oggi, è quello delle cosiddette ships, un termine che deriva dall’inglese relationships (“relazioni”), e che è utilizzato dagli utenti del sito per descrivere quei contenuti che fantasticano su ipotetiche relazioni tra personaggi dello spettacolo o protagonisti di libri, film o serie tv. Tra le ships più popolari di quest’anno ce ne sono una su Azraphel e Crowley, i personaggi interpretati da Michael Sheen e David Tennant in Good Omens, e una su Keith e Lance, due dei protagonisti della serie animata Voltron: Legendary Defender.

Secondo Amanda Brennan, responsabile dell’analisi dei dati di Tumblr, in seguito al divieto dello scorso anno c’è stata una diminuzione generale degli utenti del sito, che però non ha toccato comunità e nicchie come queste. Tra i motivi Brennan cita il fatto che ora, con l’assenza del porno, «è diventato meno pericoloso aprire l’app di Tumblr in pubblico».

Secondo altri, come Cat Frazier, creatore del popolare blog Animated Text, il divieto ha portato però non solo a un calo di utenti, ma anche di creatività. Rispetto agli scorsi anni, infatti, mancano i contenuti originali, che avevano reso Tumblr il posto in cui sono nati molti dei meme più popolari di Internet. Spesso, invece, quello che si vede oggi scorrendo l’homepage del sito sono contenuti vecchi o già presi da altri siti. «Ora ci sono principalmente meme già visti su altre piattaforme, condivisioni di post che circolano dal 2014 e pubblicità», ha detto Frazier. «Capisco che molte persone fossero su Tumblr solo per il porno, ma anche quelle persone avevano qualcosa da condividere, quando non si masturbavano».

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.