La sonda Hayabusa 2 ha lasciato l’asteroide Ryugu per tornare sulla Terra

Dopo avere trascorso un anno e mezzo in orbita intorno all’asteroide Ryugu – a 250 milioni di chilometri da noi – la sonda giapponese Hayabusa 2 ha da poco iniziato le manovre per allontanarsi dal piccolo corpo celeste e iniziare il lungo viaggio per tornare sulla Terra. Alle 2:24 (ora italiana) del 13 novembre, la sonda ha attivato brevemente il suo motore per allontanarsi dall’asteroide, mettendo fine alla parte centrale della sua missione organizzata dall’agenzia spaziale giapponese JAXA. Tra cinque giorni, Hayabusa 2 sarà libera dall’influenza gravitazionale di Ryugu e potrà nuovamente accendere i motori per mettersi in traiettoria verso la Terra: il viaggio di ritorno durerà circa un anno.

Hayabusa 2 porta con sé alcuni frammenti di Ryugu, raccolti nel corso di due contatti con la sua superficie avvenuti lo scorso febbraio e lo scorso luglio. I campioni aiuteranno i ricercatori a comprendere meglio le caratteristiche degli asteroidi.

Secondo le teorie più condivise, gli asteroidi sono ciò che è rimasto nel processo che portò alla formazione dei pianeti per come li conosciamo oggi nel Sistema solare. Il loro studio può quindi offrire informazioni preziose per capire come si formò e come si è evoluto il Sistema solare nel corso di miliardi di anni. Anche per questo motivo una missione della NASA, OSIRIS-REx, lanciata nel settembre del 2016, cercherà di fare qualcosa di analogo il prossimo anno, prelevando un campione dell’asteroide Bennu. L’esperienza con Hayabusa 2 potrà offrire ai ricercatori della NASA, che vi hanno collaborato, informazioni preziose per la loro missione.

L'asteroide Ryugu (JAXA)

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