21.03.2018, Berlin: Blick auf die Baustelle des Berliner Stadtschlosses. Photo by: Britta Pedersen/picture-alliance/dpa/AP Images
  • domenica 3 novembre 2019

Il palazzo di Berlino che sono tre palazzi

Lo Stadtschloss è stato costruito e demolito e poi ancora costruito e demolito: ora lo stanno ricostruendo per la terza volta, copiando il progetto originale

di Debora Lapenna
21.03.2018, Berlin: Blick auf die Baustelle des Berliner Stadtschlosses. Photo by: Britta Pedersen/picture-alliance/dpa/AP Images

Lo scorso marzo a Berlino c’è stato “Palast der Republik”, un evento sulla Germania Est e sullo Stadtschloss, storico edificio di Berlino che nell’arco di sei secoli è stato demolito e ricostruito tre volte sempre nello stesso posto. Lo Stadtschloss è stato protagonista di importanti momenti storici della Germania, fu residenza imperiale e più tardi ospitò il parlamento della Repubblica democratica tedesca (DDR). In occasione del trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, a fine 2019, verrà inaugurato per la terza volta. L’edificio ospiterà il Forum Humboldt, un museo incentrato sull’arte non europea e le culture del mondo (l’equivalente tedesco del British Museum di Londra).

Stadtschloss significa letteralmente “castello cittadino” e fu costruito per la prima volta a metà del XV secolo per volere di Federico II, principe del Brandeburgo. Divenne residenza dei re prussiani qualche decennio più tardi, con Giovanni I, e degli imperatori tedeschi a partire dal 1871. Da quel momento lo Stadtschloss divenne il centro del potere imperiale tedesco, per poi perdere importanza per via della costruzione di un nuovo edificio: il Reichstag, sede del Parlamento. Durante la Repubblica di Weimar, parte dell’edificio fu riconvertito in museo, fino al 1950 quando fu demolito perché gravemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Lo Stadtschloss nel 1925 (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

Nel 1976 la DDR decise di ricostruire il palazzo e di stabilire al suo interno la sede del Parlamento della Germania Est: per questo fu chiamato “Palazzo della Repubblica”. Oltre ad ospitare il parlamento, fu anche un centro culturale: c’erano gallerie d’arte, ristoranti e una pista da bowling. Dopo la caduta del Muro di Berlino, nel Palazzo della Repubblica si insediò la “Tavola rotonda centrale” con lo scopo di evitare la dissoluzione della DDR: era un forum composto dai membri delle organizzazioni governative della Germania Est e dai rappresentanti dei movimenti cittadini, che elaborò una proposta per una nuova Costituzione della DDR che rispecchiasse i cambiamenti democratici che stavano avvenendo all’interno del Paese. La bozza fu scartata al momento della riunificazione della Germania e poco dopo l’edificio fu chiuso al pubblico perché contaminato da amianto. Venne demolito per la seconda volta nei primi anni 2000.

Il Palazzo della Repubblica, nel 2003, poco prima della sua demolizione (Sean Gallup/Getty Images)

Il nuovo edificio, che sarà pronto a fine anno, rispecchierà la struttura originaria dello Stadtschloss. Infatti, dopo una serie di compromessi, il Bundestag (il Parlamento tedesco) ha acconsentito alla ricostruzione delle facciate esterne a patto che l’interno avesse avuto una struttura moderna, adatta ad ospitare un museo. Per decidere chi si sarebbe occupato della ricostruzione, è stato indetto un concorso di architettura, vinto nel 2008 dall’italiano Franco Stella. Il progetto di Stella prevede di riprodurre lo spessore originale delle pareti esterne e di mantenere le proporzioni esatte delle stanze originali del palazzo, così da facilitarne la ricostruzione se in futuro si decidesse di farlo.

Questo e gli altri articoli della sezione La fine del Muro di Berlino sono un progetto del corso di giornalismo 2019 del Post alla scuola Belleville, progettato e completato dagli studenti del corso.

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