Come sono fatte le piante delle cose che mangiamo

Sapete che le arachidi crescono sottoterra? E il pepe, lo sapreste riconoscere? Se non l'avete mai vista, poi, una piantagione di ananas vi stupirà

Oggi circa il 55 per cento della popolazione mondiale vive nelle aree urbane, e si stima che entro il 2050 la percentuale sarà salita al 68 per cento. Nel 1950, la percentuale si aggirava intorno al 30 per cento. Questo fenomeno ha innumerevoli conseguenze, una delle quali – piccola e trascurabile, se confrontata a molte altre – è che sempre più persone vivono lontano dai luoghi in cui viene coltivato il cibo che mangiamo. Qui un tempo era tutta campagna, eccetera.

Se tutti sanno come crescono i pomodori o le mele, ci sono molti alimenti di consumo quotidiano le cui origini vengono spesso ignorate: non solo perché coltivati lontani dai centri urbani, ma anche perché tipicamente esotici. Sapete com’è la pianta di un ananas, per esempio? Non è un albero. E il pepe, sapreste riconoscerlo quando è attaccato alla sua pianta? E che le arachidi crescono sottoterra lo sapevate? E i cavoletti di Bruxelles? Qui di seguito ci sono questi e altri esempi di cose che mangiamo di frequente, talvolta quotidianamente, e di cui probabilmente molti ignorano le sembianze di quando sono ancora attaccate alle piante.

Ceci

Il cece è una pianta della famiglia delle leguminose, di cui noi mangiamo il seme, contenuto in un piccolo baccello. È una delle coltivazioni più antiche scoperte dall’uomo, oggi presente soprattutto in India (che detiene quasi il 70 per cento della produzione mondiale), Pakistan, Australia, Turchia, Birmania, Etiopia e Iran.

(Eitan Ferman via Wikipedia)

(BotBln via Wikipedia)

Ananas

Probabilmente chi non ha mai approfondito pensa che l’ananas cresca sugli alberi: e invece è il frutto di una pianta solitamente alta poco più di un metro, coltivata principalmente in Costa Rica, Filippine, Brasile, Thailandia, India, Indonesia, Nigeria e Cina. Soprattutto in Centro America, la produzione industrializzata di ananas richiede piantagioni estesissime, che hanno fortemente danneggiato la biodiversità locale.

(Cliff via Flickr)

Caffè

I maggiori produttori mondiali di caffè sono Brasile, Vietnam, Colombia, Indonesia, Etiopia, Honduras e India. I chicchi di caffè sono i semi delle bacche rosse di piccoli alberi o arbusti che crescono fino a circa tre metri. I frutti, chiamati drupe, impiegano molti mesi a maturare: si parla di sei-otto mesi per la qualità Arabica e tra i nove e gli undici per quella Robusta. Le fasi che separano la raccolta dal caffè che beviamo sono l’essiccazione dei frutti e la tostatura dei chicchi.

Un coltivatore di caffè in Nicaragua. (Kike Calvo via AP Images)

(Imaflora via Wikipedia)

Asparagi

Degli asparagi noi mangiamo i germogli, che se non vengono raccolti crescono trasformandosi in arbusti alti fino a un metro e mezzo, sviluppando piccole foglie, fiori biancastri e bacche rosse. Il principale produttore al mondo è la Cina, seguita da Perù, Messico e Germania. Sono un ortaggio tipicamente primaverile, raccolto tra marzo e giugno.

(C T Johansson via Wikipedia)

(Rasbak via Wikipedia)

Cavoletti di Bruxelles

La pianta dei cavoletti di Bruxelles consiste in uno spesso gambo alto tra il metro e il metro e mezzo, lungo il quale nascono i germogli di forma globulare che mangiamo. Ogni pianta produce circa 900 grammi di cavoletti alla volta. Si raccolgono tra settembre e marzo, e sono tipici dei paesi del Nord Europa come Paesi Bassi e Belgio, tra i maggiori produttori mondiali. Ma vengono coltivati un po’ dappertutto, dagli Stati Uniti al Marocco al Guatemala.

(Emmanuel.revah via Wikipedia)

(Phr~commonswiki via Wikipedia)

Capperi

Il cappero è un arbusto di cui si mangiano i boccioli, prima che si sviluppino in un fiore bianco dai caratteristici stami filamentosi. La pianta fa anche un frutto, chiamato cucuncio, più grande e affusolato del bocciolo e dal sapore più delicato, usato a sua volta in cucina. È una coltivazione tipicamente mediterranea.

(Lazaregagnidze via Wikipedia)

(Wilson44691 via Wikipedia)

Anacardi

Gli anacardi sono i falsi frutti – cioè risultato della trasformazione dell’ovario, come i normali frutti, insieme ad altri organi – di un albero originario del Sud America, e oggi coltivato principalmente in Vietnam, India, Costa d’Avorio e Filippine. La parte che si mangia è la noce, che si sviluppa sotto la mela di acagiù, che a sua volta contiene una polpa solitamente usata per estrarne il succo.

(Abhishek Jacob via Wikipedia)

Cacao

Il cacao è un albero alto diversi metri, che produce un frutto simile a un grosso cedro, che da verde-giallo diventa rosso una volta maturo, e al cui interno si trovano molti semi simili a mandorle, che vengono lavorati in maniera simile al caffè. I maggiori produttori mondiali sono Costa d’Avorio, Ghana, Indonesia, Nigeria e Brasile.

(CT Cooper via Wikipedia)

(കാക്കര via Wikipedia)

Arachidi

L’arachide è una pianta delle leguminose, alta qualche decina di centimetri e che producono sottoterra un frutto che contiene il seme commestibile. Nota in Italia come nocciolina americana, i maggiori produttori mondiali sono Cina, India, Nigeria, Stati Uniti e Sudan.

(Abhay iari via Wikipedia)

(Abhay iari  via Wikipedia)

Carciofi

La pianta del carciofo raggiunge più o meno il metro e mezzo d’altezza, di cui mangiamo il fiore prima che fiorisca. Viene coltivata principalmente nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, e l’Italia è il primo produttore mondiale, seguito da Egitto, Spagna, Argentina, Perù e Algeria.

(Giancarlo Dessì via Wikipedia)

(3268zauber via Wikipedia)

Zenzero

Lo zenzero è una pianta tipica dell’Asia di cui si mangia il rizoma, cioè la radice, molto carnosa e dalla tipica forma ramificata. Dalla pianta crescono dei fiori dalla tipica colorazione rosso acceso, di diverse forme e tutti molto vistosi.

(Ex Machina 007 via Wikipedia)

(Ex Machina 007 via Wikipedia)

Noci

Quelle che chiamiamo comunemente noci sono i semi dei frutti dell’albero del noce: la parte legnosa, quella che contiene i gherigli, è contenuta dentro a un esocarpo carnoso, che maturando – in autunno – libera la parte interna.

(Mouh2jijel via Wikipedia)

(Grondin via Wikipedia)

Pepe 

Il pepe è una pianta originaria dell’India, una liana che può raggiungere fino a quattro metri di altezza: l’omonima spezia si ricava dal frutto, che si sviluppa a grappoli e che viene essiccato per ottenere i tipici grani. I maggiori produttori di pepe nero al mondo sono Vietnam, Indonesia, India, Brasile e Cina.

(Dcrjsr via Wikipedia)

(Taguelmoust via Wikipedia)

Pistacchio

I pistacchi per come li conosciamo sono il seme contenuto nella drupa che cresce, per l’appunto, sull’albero del pistacchio, che ha una forma ovale e un tipico colore giallo-rossastro. I maggiori produttori mondiali sono Iran, Stati Uniti, Cina, Turchia e Siria.

(NAEINSUN via Wikipedia)

Quinoa

La quinoa è una pianta che arriva fino a due metri di altezza, e produce delle infiorescenze di colore violaceo che contengono i semi, di circa due millimetri di diametro, cioè la parte che si mangia. È coltivata principalmente in Perù, Bolivia ed Ecuador. L’enorme crescita di popolarità della quinoa in Occidente negli ultimi anni ha portato a una repentina crescita del prezzo, aumentato del 500 per cento tra il 2004 e il 2015: per milioni di persone che la mangiavano quotidianamente, in Sud America, è diventata troppo costosa. Negli ultimi anni la coltivazione di quinoa si è diffusa anche in altri continenti, e la concorrenza ha fatto nuovamente scendere i prezzi, che sono rimasti comunque molto superiori a quelli dell’inizio degli anni Duemila.

Un coltivatore di quinoa in Bolivia. (Michael Hermann via Wikipedia)

Datteri

I datteri crescono, e fin qui ci arriviamo tutti, sulle palme da dattero. Sono tecnicamente bacche, e crescono a grandi grappoli. Sono coltivati soprattutto in Egitto, Iran, Algeria, Arabia Saudita e Iraq.

(Seweryn Olkowicz via Wikipedia)

Soia

La soia è un legume originario dell’Asia ma coltivato oggi in tutto il mondo, sempre più utilizzato per produrre un sacco di derivati diversi, dal latte al tofu alla pasta agli hamburger vegetali. Viene però coltivata in larga parte per produrre mangimi per animali, che è la principale ragione per cui si parla spesso del problema delle piantagioni di soia, che in certe regioni del mondo – come l’Amazzonia – sono ricavate distruggendo larghe porzioni di foresta, e riducendo drasticamente la biodiversità locale. I maggiori produttori mondiali sono Stati Uniti, Brasile, Argentina, India e Cina.

Baccelli di soia in un campo in Germania. (Hendrik Schmidt/picture-alliance/dpa/AP Images)

Un campo di soia in Illinois. (Scott Olson/Getty Images)

Lupini

Anche i lupini appartengono alle leguminose, e hanno una pianta molto riconoscibile che cresce fino a un metro e mezzo, caratterizzata da una vistosa e colorata infiorescenza sulla cima. Assieme ai fiori si formano i baccelli pelosi con i legumi all’interno. Si coltivano principalmente nei paesi del Mediterraneo, in Medio Oriente, in Nord Africa e in Sud America.

Lupini nel Kent, Regno Unito. (CTK via AP Images)

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