(Astrid Riecken/Getty Images)
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  • giovedì 3 Ottobre 2019

Un altro potenziale guaio per Trump

Sembra che un governo straniero e un'associazione di categoria abbiano prenotato (e pagato) moltissime stanze di un Trump Hotel, senza utilizzarle

(Astrid Riecken/Getty Images)

In uno dei passaggi meno citati della telefonata fra il presidente statunitense Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky, finita al centro del caso che ha spinto i Democratici ad avviare le procedure di impeachment, Zelensky ha raccontato a Trump di avere alloggiato alla Trump Tower di New York durante un recente viaggio negli Stati Uniti (prima di diventare presidente). Zelensky potrebbe non essere stato il solo a pensare di poter lusingare Trump – e forse qualcosa di più – alloggiando in uno dei moltissimi alberghi che portano il suo nome: Politico scrive che una delle commissioni della Camera che da mesi stanno indagando su Trump ha ricevuto notizia che di recente almeno un’associazione di categoria e un governo straniero hanno prenotato moltissime stanze in alcuni hotel di Trump, senza poi utilizzarle. Di fatto, semplificando, hanno versato dei soldi a Trump senza usufruire di alcun servizio.

Nei mesi immediatamente precedenti all’inizio del mandato di Trump, in molti temevano che il nuovo presidente avrebbe sfruttato a suo vantaggio l’enorme esposizione mediatica garantita dalla presidenza per pubblicizzare gli hotel di lusso e i campi da golf di sua proprietà, cioè il business principale della Trump Organization, il principale gruppo che controlla gli affari della famiglia Trump.

Trump in effetti visita spesso e pubblicamente le sue proprietà – è accaduto più di trecento volte da quando è entrato in carica – e qualche mese fa Reuters ha scoperto che nel 2017 la Trump Tower di New York aveva ospitato diversi funzionari e diplomatici stranieri durante i primi mesi della presidenza Trump. Anche in quel caso la commissione della Camera stava indagando da mesi per capire se ci fossero i margini per accusare Trump di conflitto di interessi. Lo stesso Trump qualche settimana fa ha proposto di tenere il prossimo G7 in un suo resort in Florida.

Il caso di cui parla Politico sembra più grave: sia perché sembra difficile dimostrare che gli ospiti abbiano pagato per ottenere un servizio – non hanno nemmeno messo piede nella struttura – sia perché le prenotazioni a nome di un governo straniero e di un’associazione di categoria, cioè di una lobby, fanno pensare a un tentativo più strutturato di influenzare l’obiettività e le decisioni del presidente degli Stati Uniti. «Abbiamo di fronte un caso quasi puro di corruzione», ha ipotizzato Gerry Connolly, deputato Democratico che fa parte di una delle commissioni che stanno indagando su Trump. Al momento però non conosciamo molti dettagli sull’accusa: non sappiamo quale siano il governo straniero e l’associazione di categoria al centro del caso, quali hotel siano coinvolti, né quanti soldi abbiano versato a Trump.

La legge americana proibisce esplicitamente al presidente – o a qualsiasi dipendente del governo – di accettare pagamenti da governi stranieri senza il permesso del Congresso. Nominalmente Trump non è più a capo della Trump Organization, che però è controllata da un trust che in ogni momento può versare soldi sul conto personale di Trump «senza doverlo dichiarare in pubblico», scrive Politico.

Altri casi di presunta irregolarità sono decisamente più sfumati: come quando alcune settimane fa il vicepresidente Mike Pence, durante una visita di stato in Irlanda, ha alloggiato in un campo da golf di Trump a circa duecento chilometri da Dublino, sede degli incontri istituzionali, su richiesta dello stesso Trump. Politico scrive che nessuna agenzia finora ha tenuto traccia di quanti soldi l’amministrazione Trump abbia versato alle proprietà di Trump, ma «è probabile che stiamo parlando di diversi milioni di dollari».

La leader dei Democratici al Congresso, Nancy Pelosi, sta cercando di circoscrivere il più possibile le accuse di impeachment nei confronti di Trump – secondo i Democratici avrebbe fatto pressioni al governo ucraino per ottenere materiale imbarazzante su Joe Biden, possibile avversario di Trump alle presidenziali del 2020 – cosa che secondo diversi osservatori potrebbe aumentare le possibilità che siano prese sul serio da elettori e parlamentari. Secondo un parlamentare contattato da Politico, però, fra le accuse potrebbero trovare spazio anche alcune vicende di minore portata, come il potenziale conflitto di interessi di Trump nella doppia veste di presidente e beneficiario di varie proprietà immobiliari.

Finora Trump ha respinto tutte le accuse spiegando che «la gente frequenta [i miei hotel] perché sono i migliori», come ha detto a settembre a un gruppo di giornalisti.