Auckland, Nuova Zelanda (Hagen Hopkins/Getty Images)
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  • venerdì 27 settembre 2019

Le manifestazioni per il clima in tutto il mondo

Oggi è il terzo venerdì di sciopero globale, e ci sono iniziative e proteste anche in molte città italiane

Auckland, Nuova Zelanda (Hagen Hopkins/Getty Images)

Per venerdì 27 settembre è prevista la terza giornata di sciopero mondiale per il clima, dopo quelle del 15 marzo e del 24 maggio. Gli scioperi sono promossi da Fridays for Future, un movimento ispirato dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg, che nell’agosto del 2018 iniziò a protestare davanti al parlamento svedese per chiedere riforme per contrastare il riscaldamento globale. Gli scioperi di oggi concludono una settimana di manifestazioni che hanno avuto come momento più importante la riunione  che si è tenuta all’ONU lunedì 23 settembre per discutere della crisi climatica e di cosa i singoli paesi possano fare per arginare il fenomeno.

Anche in Italia, come nel resto del mondo, oggi sono in programma scioperi in diverse città (qui c’è una mappa con i dettagli di tutte le varie manifestazioni). Per quanto riguarda gli studenti che decidono di scioperare, il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha annunciato che saranno giustificati. In una circolare inviata ai dirigenti scolastici, Fioramonti ha scritto che le scuole potranno decidere in autonomia cosa fare, aggiungendo però di reputare la mobilitazione «fondamentale per numerosi aspetti».

Com’è andata la riunione sul clima all’ONU

Secondo la maggior parte degli osservatori, l’incontro non ha portato a grandi risultati né a impegni concreti da parte dei paesi più industrializzati per ridurre la produzione di emissioni inquinanti. La Cina non ha fatto nessuna nuova promessa, mentre gli Stati Uniti non hanno fatto dichiarazioni ufficiali, confermando il sostanziale disinteresse verso questo tema da parte del governo di Donald Trump. Altri paesi hanno annunciato qualche impegno aggiuntivo per anticipare la riduzione delle emissioni rispetto a quanto deciso con l’Accordo di Parigi del 2015, il più importante patto per contrastare il cambiamento climatico sottoscritto dalla quasi totalità dei governi mondiali ma dal quale gli Stati Uniti si sono ritirati.

Un’altra deludente riunione sul clima

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