(AP Photo/Francois Mori)
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  • giovedì 26 Settembre 2019

È morto Jacques Chirac

Fu presidente della Francia dal 1995 al 2007, aveva 86 anni

(AP Photo/Francois Mori)

È morto Jacques Chirac, presidente della Francia dal 1995 al 2007: aveva 86 anni. Chirac, uno dei più importanti politici francesi del Dopoguerra, è stato il fondatore di due partiti francesi di centrodestra, il Raggruppamento per la Repubblica e l’Unione per un Movimento Popolare. Era stato eletto per la prima volta nel 1995, sconfiggendo al ballottaggio il candidato socialista Lionel Jospin, e una seconda volta nel 2002, superando sempre al ballottaggio il leader dell’estrema destra francese Jean Marie Le Pen: vinse con l’82,21 per cento dei voti, anche grazie all’appoggio dei socialisti. Prima di diventare presidente della Repubblica, era stato in due occasioni primo ministro (dal 1974 al 1976 e dal 1986 al 1988) e sindaco di Parigi dal 1977 al 1995.

In gioventù simpatizzò per il Partito Comunista Francese, per poi aderire successivamente all’Unione per la Nuova Repubblica di Charles de Gaulle. Iniziò la sua carriera politica nel 1965, quando venne eletto consigliere municipale di Sainte-Féréole, piccolo comune nel dipartimento della Corrèze, nella regione della Nuova Aquitania, e nel 1967 venne eletto per la prima volta deputato all’Assemblea Nazionale. Alle elezioni presidenziali del 1974 appoggiò il candidato liberale Valéry Giscard d’Estaing, invece che il gollista Jacques Chaban-Delmas. Giscard d’Estaing, che sconfisse al secondo turno il socialista François Mitterrand, nominò Chirac primo ministro. In seguito Chirac si distanziò da Giscard d’Estaing, e nel 1976 diede le sue dimissioni e fondò un nuovo partito di ispirazione neo-gollista chiamato Raggruppamento per la Repubblica.

Si candidò alle elezioni presidenziali del 1981, ma arrivò solo terzo dietro a Giscard d’Estaing e Mitterrand, che poi vinse al ballottaggio. Alle elezioni legislative del 1986 il centrodestra tornò ad avere la maggioranza all’Assemblea Nazionale e Chirac venne eletto nuovamente primo ministro. Nel 1988 si candidò ancora a presidente della Repubblica ma perse al ballottaggio contro Mitterrand. Ci riprovò una terza volta nel 1995, in cui superò l’altro candidato del centrodestra Édouard Balladur e arrivò al ballottaggio, poi vinto, contro Jospin, che nel 1997 venne nominato primo ministro. Si presentò per una quarta volta alle elezioni del 2002 ma, a sorpresa, andò al ballottaggio contro il candidato del Front National Jean-Marie Le Pen, e non contro Jospin. Vinse, infine, con l’82,21 per cento dei voti. Nel frattempo il mandato presidenziale era stato ridotto tramite referendum da 7 a cinque anni, e nel 2007 Chirac decise di non ricandidarsi, annunciando la sua intenzione di appoggiare il futuro presidente Nicolas Sarkozy.

Nel 2011 fu dichiarato colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici e abuso di potere dal tribunale di Parigi nell’ambito di un processo riguardante eventi accaduti quando era ancora sindaco di Parigi, tra il 1977 e il 1995. Fu condannato a due anni di carcere per avere retribuito alcuni membri del suo partito per lavori pubblici che non esistevano, ma la pena venne sospesa vista la sua età e le sue condizioni di salute. Nel 2004, durante la sua presidenza, altri suoi collaboratori, tra cui l’ex primo ministro Alain Juppe, erano stati condannati in relazione al caso.

Mentre era presidente, Chirac non poteva essere processato perché una legge costituzionale gli garantiva infatti immunità quasi totale da indagini penali e iniziative amministrative. Poi fu processato nonostante nel 2010 la parte lesa, cioé il Comune di Parigi, avesse deciso di ritirare le sue accuse dopo avere raggiunto con lui un accordo  per un risarcimento di circa due milioni di euro. La causa, però, era stata raccolta da due gruppi di attivisti, che avevano deciso di portarla di nuovo all’attenzione della magistratura. Gli avvocati della difesa presentarono però una perizia medica secondo cui l’ex presidente soffriva di gravi disturbi neurologici, e grazie a ciò Chirac riuscì a non partecipare mai alle udienze.