Tra aprile e giugno l’occupazione è cresciuta, la disoccupazione è calata, ma sono diminuite le ore lavorate

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’ISTAT, nel secondo trimestre del 2019 il tasso di disoccupazione è calato dello 0,4 per cento, scendendo al 9,9 per cento, mentre il tasso di occupazione è salito dello 0,6 per cento. Significa che tra aprile e giugno il numero di persone al lavoro rispetto ai tre mesi precedenti è aumentato di 130 mila unità e i disoccupati sono calati di circa 10 mila unità. Allo stesso tempo le ore lavorate, cioè la quantità di tempo trascorsa dai dipendenti al lavoro, è calata dello 0,1 per cento rispetto ai primi tre mesi dell’anno.

Messi insieme, questi dati significano che un numero crescente di lavoratori si divide una quantità di ore di lavoro in diminuzione. Secondo l’ISTAT, rispetto a un anno fa, ogni dipendente italiano oggi lavora in media lo 0,9 per cento di ore in meno. Questo fenomeno è di solito la conseguenza della creazione di contratti più o meno precari e di forme di part-time involontario. Si tratta di un fenomeno particolarmente pronunciato a partire dalla crisi economica. Anche se il numero di persone al lavoro è tornato ai livelli pre-crisi, infatti, quello delle ore lavorate è rimasto inferiore.

In altre parole, in Italia si continua a lavorare meno rispetto agli anni che hanno preceduto la recessione, anche se al lavoro ci sono più persone.

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