Chi è Elena Bonetti, la nuova ministra della Famiglia e delle Pari Opportunità

È una docente dell'Università di Milano con un passato da dirigente negli scout, fu scelta da Renzi per far parte della segreteria del PD

Elena Bonetti è stata nominata mercoledì ministra della Famiglia e delle Pari Opportunità nel nuovo governo sostenuto dal M5S e dal Partito Democratico, presieduto ancora da Giuseppe Conte. Bonetti, che fa parte del PD, ha 45 anni ed è originaria della provincia di Mantova, e prima di entrare in politica è stata professoressa associata di analisi matematica all’Università di Milano.

Nonostante sia considerata una “renziana”, Bonetti l’anno scorso parlò a Harambee, l’evento politico organizzato da Matteo Richetti, tra gli esponenti del PD più critici con il nuovo governo.

Oltre che per la sua attività accademica, Bonetti è conosciuta per essere stata dirigente dell’AGESCI, cioè la principale associazione scout italiana, di stampo cattolico. Pur non avendo precedenti esperienze politiche e anzi essendosi iscritta da poco al PD, nel 2017 l’allora segretario Matteo Renzi la scelse per far parte della segreteria nazionale del partito, l’organo ristretto i cui membri sono delle specie di “ministri” del segretario, occupandosi ciascuno di un campo specifico. Bonetti fu scelta proprio per il suo trascorso nell’AGESCI, associazione di cui Renzi faceva notoriamente parte da giovane, e la sua nomina fu accolta con sorpresa nel partito e anche da lei stessa, come disse nelle interviste.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.