Magic Johnson alla fine di una partita di playoff contro i Philadelphia 76ers giocata l'8 giugno 1982 a Los Angeles (AP Photo/Lennox McLendon)
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  • mercoledì 14 agosto 2019

Magic Johnson ha 60 anni

"Magic" per quello che faceva con la palla in mano e per un modo di giocare che lo rende ancora oggi uno dei più grandi giocatori di basket di sempre

Magic Johnson alla fine di una partita di playoff contro i Philadelphia 76ers giocata l'8 giugno 1982 a Los Angeles (AP Photo/Lennox McLendon)

Earvin “Magic” Johnson compie oggi 60 anni: è stato uno dei giocatori di basket più forti di sempre, ma non è stato solo forte. È stato rivoluzionario, con quel suo modo di giocare rapido e con i suoi tipici passaggi in cui faceva sbucare la palla da chissà dove. Nella sua carriera è stato giocatore, allenatore e presidente dei Los Angeles Lakers, l’unica squadra in cui ha militato nella NBA. Ma diventò famoso anche per ragioni non sportive, quando nel 1991 annunciò di avere contratto l’HIV, diventando un attivista per la prevenzione della malattia.

Johnson arrivò ai Lakers nel 1979, quando fu la prima scelta assoluta del draft, l’evento annuale in cui le squadre NBA scelgono i giocatori dai college o da altri campionati del mondo. Vinse il suo primo titolo NBA al suo primo anno: lui che era playmaker, nonostante sia alto 2 metri e 6 centimetri, giocò gara-6 delle finali contro i Philadelphia 76ers da centro, completamente fuori ruolo, perché la stella della squadra, Kareem Abdul Jabbar, era infortunato.

Vinse poi altri quattro titoli, di cui due battendo in finale i Boston Celtics di Larry Bird, con cui Johnson iniziò una delle rivalità più famose e appassionanti della NBA. La stampa sportiva si riferiva a quei Lakers con l’espressione “Showtime”, per indicare un basket spettacolare e divertente: non si vide più una squadra giocare in quel modo, anche se per un paio di anni ci sono andati vicini i Golden State Warriors di Steph Curry.

Johnson era il centro di quel gioco: era un giocatore unico, un playmaker che faceva un mucchio di assist ma prendeva anche moltissimi rimbalzi, che poteva giocare in molti altri ruoli, che segnava anche di gancio (un movimento che fu soprannominato “baby-hook”) e che guidava in maniera incredibilmente imprevedibile i contropiede della sua squadra.

Il 7 novembre 1991, quando aveva 32 anni, Johnson tenne una conferenza stampa convocata a sorpresa, in cui annunciò di avere contratto l’HIV. Erano anni in cui di AIDS si moriva moltissimo, e c’era molto stigma e molta disinformazione attorno a questi temi.

Johnson si ritirò una prima volta dal basket giocato, ma poi ritornò: giocò l’All Star Game del 1992 a Orlando, e lo stesso anno partì per Barcellona per giocare le Olimpiadi con la Nazionale statunitense di basket, quella talmente forte che fu soprannominata “Dream Team”. Tornò a giocare nel gennaio del 1996, a livelli molto buoni, nonostante fosse in sovrappeso e fosse stato fermo così tanto tempo senza giocare. Al termine della stagione annunciò il suo ritiro definitivo.

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