Cecilia Fabiano - LaPresse
  • Italia
  • giovedì 8 agosto 2019

Salvini ha chiesto che si torni a votare

Ha diffuso una nota dicendo che bisogna «prendere atto che non c'è più una maggioranza» e che bisogna dare «la parola agli elettori»

Cecilia Fabiano - LaPresse

Il vice presidente del Consiglio e leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto che si torni a votare al più presto dopo che, con un passaggio parlamentare, sia stato preso atto che non esiste più una maggioranza a sostegno dell’attuale governo di coalizione con il Movimento 5 Stelle. Salvini lo ha detto in una nota diffusa giovedì sera, dopo un lungo incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Inutile andare avanti a colpi di NO e di litigi, come nelle ultime settimane, gli Italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di “Signor No”. Non vogliamo poltrone o ministri in più, non vogliamo rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo (che ha fatto tante cose buone) ci sono solo le elezioni. L’ho ribadito oggi al Presidente Conte: andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav e dai ripetuti insulti a me e alla Lega da parte degli “alleati”, e restituiamo velocemente la parola agli elettori. Le vacanze non possono essere una scusa per perdere tempo e i parlamentari (a meno che non vogliano a tutti i costi salvare la poltrona) possono tornare a lavorare la settimana prossima, come fanno milioni di Italiani

In serata Luigi di Maio aveva risposto ad alcuni giornalisti dopo aver lasciato il suo ufficio, dicendo di essere «tranquillo» e aggiungendo che stava andando al compleanno di suo fratello. Poco prima delle 21, però, ha diffuso una nota commentando le parole di Salvini. Di Maio ha detto: «Noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla e non ci è mai interessato nulla, ma una cosa è certa: quando prendi in giro il Paese e i cittadini prima o poi ti torna contro». Di Maio ha chiesto inoltre a tutte le forze politiche di votare la riforma per il taglio definitivo di 345 parlamentari, prima che il Parlamento venga sciolto e si torni a votare: «È una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e mandiamo a casa 345 vecchi politicanti».

Poco prima delle 23 ha parlato anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante una conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi. Conte ha confermato che Salvini gli aveva comunicato la sua intenzione di andare ad elezioni anticipate, «per capitalizzare» l’alto consenso politico della Lega, e ha aggiunto che il ministro dell’Interno dovrà spiegare ai suoi elettori il motivo per cui ha deciso di interrompere il «governo del cambiamento». Conte ha usato parole piuttosto dure contro Salvini, che aveva accusato questo governo di essere il governo “dei no”: «Questo governo non era in spiaggia», ha detto Conte, riferendosi alle recenti conferenze stampa e al “beach tour” degli ultimi giorni di Salvini.

Sull’inizio della crisi di governo è intervenuto anche Nicola Zingaretti, segretario del PD, durante la trasmissione In Onda su La7. Zingaretti ha detto che il PD è pronto a nuove elezioni, e ha aggiunto: «O si vota Lega, o si vota il PD e il nuovo fronte democratico» (ma non ha indicato forze politiche particolari per questo “nuovo fronte”). Zingaretti ha anche fatto un appello all’unità all’interno del PD e ha invitato tutti i leader del partito a rimanere uniti per sconfiggere Salvini. Riguardo al possibile candidato del PD a diventare nuovo presidente del Consiglio, Zingaretti ha detto che verrà deciso in maniera collegiale.

Di una possibile crisi di governo si parlava da diverse settimane, e ancora di più negli ultimi giorni dopo il voto alla mozione sulla TAV, che aveva diviso Movimento 5 Stelle e Lega. Nel pomeriggio di giovedì il presidente del Consiglio Giuseppe Conte era andato al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Secondo i giornali il colloquio, durato circa un’ora, era servito a fare un punto sulla situazione del governo dopo le ennesime frizioni tra i due partiti della maggioranza parlamentare. Poco dopo, Mattarella aveva convocato anche il presidente della Camera Roberto Fico.

Poco dopo la fine del colloquio di Conte con Mattarella, la Lega aveva pubblicato sui social network un comunicato per dire che non avrebbe chiesto nessun rimpasto di governo, e che il voto sulla TAV era «l’ultima, evidente, irrimediabile certificazione» delle divergenze con il M5S. Il comunicato diceva che «l’Italia ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise, inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani» e che «ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli Italiani con nuove elezioni».

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