Google ha abbandonato la creazione di un motore di ricerca che rispetti la censura del governo cinese

Karan Bhatia, vice presidente degli affari governativi e delle politiche pubbliche di Google, ha detto durante un’udienza alla commissione Giustizia del Senato degli Stati Uniti che il progetto di creare un motore di ricerca per il mercato cinese che rispetti la censura imposta dal governo locale è stato abbandonato. Bhatia lo ha detto in risposta a una domanda del senatore Josh Hawley, che chiedeva se il progetto “Dragonfly” (così era chiamato) fosse ancora attivo.

BuzzFeed News e altri giornali statunitensi hanno chiesto a Google di confermare le dichiarazioni di Bhatia, e l’azienda ha risposto che non è cambiato nulla rispetto alle dichiarazioni date lo scorso marzo a The Vergesecondo cui non c’erano piani attivi per creare un motore di ricerca in Cina e che tutte le persone che ci avevano lavorato inizialmente erano state spostate su altri impieghi. Il progetto era stato rivelato da un articolo di The Intercept nell’agosto del 2018 e aveva provocato la protesta di oltre trecento dipendenti di Google, che avevano firmato una lettera aperta chiedendo alla loro azienda di interromperlo.

L’iniziativa di Google per la Cina prevedeva di realizzare un motore di ricerca con funzioni molto limitate, per soddisfare la censura imposta dal governo cinese. I risultati mostrati da Dragonfly sarebbero stati molti meno rispetto a quelli che si trovano sul classico Google, alcune chiavi di ricerca come “diritti umani” sarebbero state censurate e si era parlato anche di un sistema per risalire alle identità di chi aveva effettuato determinate ricerche. Google fino al 2010 è stato presente in Cina direttamente con il suo motore di ricerca, ma davanti alle grandi pressioni del governo cinese per censurare i suoi contenuti, l’azienda decise poi di lasciare la Cina e di chiudere il suo servizio. La versione internazionale di Google risulta inaccessibile ai cittadini cinesi, mentre come per altri siti internazionali i turisti hanno possibilità di accesso, ma comunque con diverse limitazioni.

(AP Photo/ Gemunu Amarasinghe)