Neil Armstrong sul suolo lunare durante la missione Apollo 11 (NASA)
  • domenica 14 luglio 2019

Perché proprio quel posto, sulla Luna

Come la NASA scelse per l'allunaggio il cosiddetto "Mare della Tranquillità", e perché si chiama così

di Khàdim Dieng
Neil Armstrong sul suolo lunare durante la missione Apollo 11 (NASA)

Nei mesi precedenti alla partenza della missione Apollo 11, che il 20 luglio 1969 portò per la prima volta un uomo a calpestare il suolo lunare, la NASA aveva approfonditamente studiato e ricercato il luogo più adatto per l’allunaggio. L’8 febbraio 1968 la commissione della NASA incaricata di selezionare il sito dell’allunaggio aveva annunciato di averne individuati potenzialmente cinque. I risultati della commissione si basavano su fotografie orbitali ad alta risoluzione scattate nei due anni precedenti tramite il programma spaziale Surveyor, che doveva definire le condizioni del suolo lunare e individuare i siti che meglio avrebbero soddisfatto i criteri per la riuscita della missione.

Il programma spaziale Surveyor, composto da sette missioni fra il 1966 e il 1968 per mezzo di lander lunari (robot automatici), aveva fornito alla NASA indicazioni sulle manovre di volo, le correzioni di rotta e la composizione e spessore delle polveri lunari. Lo scopo primario di Surveyor era dimostrare la fattibilità di una discesa controllata sulla Luna: a tal proposito erano state eseguite analisi della composizione del suolo, che se fosse risultato troppo cedevole avrebbe reso impossibile l’allunaggio. Con queste informazioni, la NASA arrivò dunque a individuare i possibili siti per la discesa al suolo del modulo della missione Apollo 11.

Quattro di questi sono tuttora chiamati curiosamente con termini marini, perché per secoli gli astronomi avevano erroneamente scambiato le grandi macchie scure sulla superficie lunare – estese e scure pianure di natura vulcanica – per distese di acqua: da qui i termini “oceano o mare lunare”. I primi due luoghi individuati erano i siti 1 e 2 del Mare della Tranquillità, chiamato così nel 1651 dagli astronomi italiani Francesco Grimaldi e Giovanni Battista Riccioli. Il sito 3 si trovava nel Sinus Medii mentre i siti 4 e 5 furono individuati nel cosiddetto Oceano delle Tempeste.

(NASA)

Nei criteri di individuazione del sito più adatto all’allunaggio, e in tutto il percorso di avvicinamento al punto di sbarco, la NASA ricercò principalmente una superficie uniforme, caratterizzata da una scarsa presenza di grandi colline, alte falesie e crateri profondi. L’obiettivo era ridurre il rischio di errori di lettura da parte dei radar di servizio in fase di discesa del modulo lunare. Un altro importante criterio fu la presenza di un punto che richiedesse l’uso della minor quantità possibile di propellente. Il sito individuato doveva inoltre essere compatibile con la traiettoria che il modulo lunare avrebbe dovuto seguire successivamente per ricongiungersi con il modulo di comando in orbita intorno alla Luna.

La NASA dovette poi tener conto della gestione dei tempi e degli eventuali ritardi nel conto alla rovescia del lancio del Saturn V, veicolo di lancio per il modulo lunare Apollo 11. Il sito adatto doveva avere anche una buona visibilità in fase di discesa in rapporto all’angolazione del Sole, che si sarebbe dovuto trovare fra i 7 e 20 gradi dietro la navicella, particolare che restringeva la data possibile di lancio a un giorno al mese. Per finire, il sito dell’allunaggio doveva avere una pendenza generale inferiore ai 2 gradi.

Sulla base di questi criteri, la commissione NASA incaricata della supervisione della missione Apollo 11 selezionò infine il sito 2 del Mare della Tranquillità; i siti 3 e 5 furono scelti come potenziali luoghi alternativi in caso di ritardo del lancio.

(NASA)

Le cose non andarono esattamente come previsto. In fase di discesa Armstrong e Aldrin si accorsero della presenza di crateri attorno alla zona scelta nel Mare della Tranquillità, e dovettero usare le informazioni e le conoscenze sulla correzione della rotta in volo acquisite grazie al Programma Surveyor per deviare verso un altro punto.

Il 20 luglio 1969 il modulo Eagle dell’Apollo 11 toccò il suolo lunare alle ore 20:17 UTC, in un punto del Mare della Tranquillità che rientrava pienamente nei requisiti di uniformità e morbidezza individuati dalla NASA. Curiosamente, essendo il Mare della Tranquillità situato nell’emisfero della Luna sempre rivolto verso la Terra, durante la fase di discesa l’equipaggio vide attraverso gli oblò la superficie terrestre, in quella che i suoi membri raccontarono poi essere stata una vista molto suggestiva.

Il punto preciso di contatto con il suolo lunare fu poi ufficialmente denominato Statio Tranquillitatis, dal soprannome “Tranquillity Base” usato da Armstrong al momento della discesa. Ai tre crateri lunari situati poco più a nord della Statio Tranquilllitatis fu dato il nome dei tre astronauti della missione Apollo 11: Buzz Aldrin, Michael Collins e Neil Armstrong.

(NASA)

Questo e gli altri articoli della sezione Come andammo sulla Luna sono un progetto del workshop di giornalismo 2019 del Post con la Fondazione Peccioliper, pensato e completato dagli studenti del workshop.

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