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  • mercoledì 10 luglio 2019

Chi trasmetterà la Serie A

Una società spagnola pagherebbe 1,3 miliardi di euro all’anno, ma ci ha già provato inutilmente in passato

(Pier Marco Tacca/Getty Images)

Venerdì scorso Mediapro, una società spagnola che si occupa di produzioni televisive, ha presentato un’offerta alla Lega Calcio, l’organo che gestisce il campionato italiano di calcio di Serie A. L’offerta – che prevede la trasmissione delle partite della Serie A nel 2021-2024 con un’opzione per il triennio 2024-2027 – è stata discussa lunedì durante una riunione della Lega Calcio. Mediapro inizialmente aveva chiesto alla Lega di decidere entro il 10 luglio, ma questa scadenza sarà probabilmente prorogata.

La proposta è particolare e diversa da quelle a cui il calcio italiano è abituato: e la prima cosa insolita è che è stata presentata e sarà discussa con largo anticipo, visto che siamo ancora all’inizio del triennio 2018-2021, e prima della gara che bisognerà necessariamente aprire a chiunque fosse interessato. La proposta, in sintesi, prevede che Mediapro versi 1,150 miliardi di euro a stagione da ripartire tra le squadre della Lega Calcio, più 55 milioni per i diritti d’autore e 78 milioni per i costi di produzione, per un totale di circa 1,3 miliardi di euro all’anno. La proposta di Mediapro supererebbe quindi l’accordo raggiunto lo scorso anno dalla Lega Calcio con Sky e Perform (la società che gestisce Dazn), che hanno comprato i diritti di trasmissione della Serie A per il triennio 2019-2021 per 973,3 milioni di euro a stagione, più alcuni bonus.

La proposta di Mediapro ruota intorno alla realizzazione di “un canale ufficiale della Lega Calcio”, come scrivono i giornali, ma in realtà è una definizione impropria: non è detto che nasca effettivamente “un canale” della Lega Calcio – anche perché non basterebbe: diverse partite ogni settimana si giocano contemporaneamente – ma si fa riferimento soprattutto al fatto che Mediapro produca le partite per conto della Lega. Per “produzione” si intendono tutti i processi che portano le partite di calcio dentro i nostri televisori, computer, smartphone: le telecamere, la regia, la grafica, la scelta delle immagini.

I giornalisti Marco Bellinazzo e Andrea Biondi hanno scritto sul Sole 24 Ore che gli spagnoli sono intenzionati ad avviare «una partnership tecnica per la realizzazione di una piattaforma da rivendere ai broadcaster», ma lasciano in dubbio la possibilità che questa offerta possa avere anche uno sbocco diretto verso i consumatori finali. Il giornalista Fulvio Paglialunga ha spiegato su Twitter che l’offerta di Mediapro prevede che le partite della Serie A siano prodotte interamente dalla società spagnola e dalla Lega Calcio, che le potranno poi rivendere mantenendo però il controllo della raccolta pubblicitaria: «In pratica si dovrebbe comprare un prodotto fatto da altri e mandare in onda, ma la raccolta pubblicitaria sarebbe tutta in capo al Canale. Resterebbero i cartelloni pubblicitari allo stadio e, per la Lega, il title sponsor. La Lega nominerà il direttore e farà il palinsesto. […] In pratica tutto quello che di calcio vedremo in tv, le immagini, la selezione delle azioni, persino i commentatori dei talk, con la proposta di Mediapro, sarà deciso dalla Lega di Serie A».

Tutto questo vale soltanto in teoria e non è ancora stato deciso definitivamente. Se è vero che la cosa più probabile è che Mediapro produca le partite per poi rivenderle ai broadcaster, uno per piattaforma (televisione satellitare, streaming, etc), bisognerà capire a quali condizioni: per esempio se e quanto i broadcaster potranno personalizzare la parte editoriale, visto che è plausibile pensare che soggetti come Sky o DAZN (o Rai o Mediaset o tutti gli altri potenzialmente interessati) non vogliano rinunciare al valore dei loro investimenti in approfondimenti, telecronache, commenti e opinionisti, trasmettendo un pacchetto chiuso preparato da un soggetto su cui non hanno nessun controllo.

Ad ogni modo, sia che l’accordo venga approvato dalla Lega Calcio sia che venga respinto, verrà comunque aperta un’asta che coinvolgerà anche le emittenti televisive oggi operanti in Italia, probabilmente in autunno. Se per allora arrivasse un’offerta migliore di quella di Mediapro, la Lega Calcio avrebbe il diritto di rescindere l’eventuale accordo approvato in precedenza con la società spagnola.

La principale ragione per cui si discute di questa possibilità – e con questo anticipo, e prima dell’asta – è che già nel febbraio del 2018 Mediapro aveva vinto il bando per la trasmissione del campionato italiano di calcio, ma il contratto era stato rescisso per inadempienza da parte degli spagnoli, che non avevano presentato in tempo la fideiussione necessaria a garantire i pagamenti promessi. La Lega Calcio aveva trattenuto i 64 milioni di euro versati da Mediapro come caparra, che però ora Mediapro rivorrebbe indietro minacciando una causa legale. Il nuovo accordo prevede la chiusura del contenzioso aperto.

Il Corriere della Sera ha scritto che la Lega Calcio avrebbe rilevato “diverse criticità” nell’offerta di Mediapro, a cominciare dal poco tempo concesso per prendere una decisione. Inoltre, scrive il giornale, le società di Serie A «rimproverano a Mediapro di presentare garanzie bancarie per un massimo di 200 milioni annui, praticamente meno di un sesto della cifra che il colosso iberico investirebbe per ogni stagione», e criticano il fatto che «nell’accordo sono previste in caso di inadempienza penali unilaterali solo a carico della Lega, da 25 e 30 milioni, giudicate eccessivamente onerose».

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