Drake e Steph Curry dei Golden State Warriors durante la prima partita delle finali NBA. (Vaughn Ridley/Getty Images)
  • Sport
  • venerdì 14 giugno 2019

Drake si è fatto notare alle finali NBA

Seduto in prima fila, il rapper e tifoso dei Toronto Raptors ha provocato e preso in giro gli avversari: esagerando, a detta di quasi tutti

Drake e Steph Curry dei Golden State Warriors durante la prima partita delle finali NBA. (Vaughn Ridley/Getty Images)

Giovedì notte i Toronto Raptors hanno vinto il titolo della NBA, il più importante campionato di basket al mondo, per la prima volta nella loro storia, battendo in gara-6 delle finali i Golden State Warriors campioni in carica. È stato un risultato per molti versi sorprendente, e un traguardo sportivo storico per i Raptors, che sono peraltro la prima squadra canadese a vincere la NBA. Tra i più celebri tifosi di Toronto c’è Drake, forse il rapper di maggiore successo al mondo, che si è fatto notare parecchio nelle partite delle finali e in generale dei playoff: troppo, secondo quasi tutti.

A partire dalle finali di Conference, Drake è stato una presenza visibile e spesso invadente alle partite dei Raptors. Era sempre seduto in prima fila a bordo campo, come tutte le più importanti celebrità, ma non si è limitato a tifare e esultare: ha spesso interagito con i giocatori avversari, provocandoli in vari modi e attirando continuamente l’attenzione. Ha iniziato con Giannis Antetokounmpo, stella di Milwaukee Bucks e probabilmente miglior giocatore sotto ai 25 anni del mondo, che ha preso vistosamente in giro in più occasioni.

In gara-4 Drake ha perfino fatto una specie di massaggio di incoraggiamento a Nick Nurse, allenatore dei Raptors. Mike Budenholzer, allenatore dei Bucks, si è anche lamentato del suo comportamento, dicendo che i tifosi non dovrebbero stare in campo e dovrebbero rispettare certi limiti.

Drake è di Toronto, ma in passato ha dimostrato di essere un tifoso poco “partigiano”, facendosi fotografare con molti giocatori di altre squadre, indossando le loro maglie e tentando addirittura di imbucarsi negli spogliatoi dei Miami Heat quando vinsero il titolo nel 2013. Da quell’anno, comunque, è ufficialmente “ambasciatore globale” dei Raptors, una carica onorifica, e ha collaborato con la squadra in diverse occasioni. Nonostante i rimproveri di Budenholzer, il suo atteggiamento non è molto cambiato nella partita finale della serie tra i Raptors e i Bucks.

Dopo la serie con i Bucks, ESPN ha scritto che la NBA aveva parlato appositamente con i Raptors del comportamento di Drake. Le cose in realtà non sono cambiate molto nelle finali, anzi. Per la prima partita, giocata a Toronto, Drake ha evidentemente voluto “trollare” Steph Curry, il leader dei Warriors, indossando una maglia di quando suo padre, Dell Curry, giocava nei Raptors. Durante la partita, Drake si è messo a parlare con fare scontroso con Curry e gli ha anche tolto un pelucco dai capelli, che poi ha messo in vendita su eBay.

La cosa è sembrata strana a molti, visto che in passato Drake aveva detto di considerare Curry uno “di famiglia”. Ma soprattutto, in molti si sono ricordati che il rapper ha sul braccio due tatuaggi dedicati a Curry e Kevin Durant, l’altra stella dei Warriors, che aveva appositamente coperto con una fascia nero.

A fine partita, poi, Drake ha avuto un acceso confronto con Draymond Green dei Warriors. Era già successa una cosa simile l’anno scorso, durante una partita di playoff tra i Raptors e i Cleveland Cavaliers, con il giocatore Kendrick Perkins.

Nella seconda partita delle finali, per sottolineare l’assenza di Durant per infortunio, ha indossato una felpa con una famosa battuta di Mamma ho perso l’aereo.

Prima della partita aveva incontrato l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che aveva chiesto scherzosamente: «Si sta comportando bene?».

A differenza di Budenholzer, l’allenatore dei Warriors Steve Kerr ha detto di non essere disturbato dalla presenza di Drake, e il suo comportamento è stato giustificato anche da Green, che ha detto che per lui era «divertente». Durante gara-5, quando Durant è uscito dal campo per un nuovo infortunio al tendine d’Achille, Drake è sembrato sinceramente dispiaciuto, e ha provato a consolare il giocatore dei Warriors (che poi hanno vinto comunque la partita).

Drake non ha assistito a gara-6, la partita finale della serie, che si è giocata in California, ma a fine partita si è fatto intervistare dai giornalisti e ha partecipato ai festeggiamenti ufficiali, annunciando due nuove canzoni che usciranno appositamente per festeggiare il titolo NBA.

Subito dopo la partita, però, ha fatto una videochiamata molto cordiale con Curry, che si è congratulato con lui e con tutti i tifosi, dicendo che «si meritano» il titolo.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.