Quest’anno il premio alla carriera dell’American Film Institute è andato a Denzel Washington

Le foto della cerimonia al Dolby Theatre di Los Angeles, con Spike Lee, Julia Roberts, Jodie Foster e tanti altri

Denzel Washington, la moglie Pauletta Washington e Julia Roberts alla cerimonia di consegna del premio alla carriera dell'American Film Institute, al Dolby Theatre di Hollywood, 6 giugno 2019 (Amy Sussman/Getty Images for WarnerMedia)

Il 6 giugno Denzel Washington ha ricevuto a Los Angeles l’AFI Life Achievement Award, un importante premio annuale (nel 2018 era andato a George Clooney) che l’American Film Institute consegna a una personalità del cinema o della televisione che ha contribuito in modo significativo all’arricchimento della cultura americana. La cerimonia di consegna si è tenuta al Dolby Theatre, il teatro che ospita anche la notte degli Oscar. C’erano, tra gli altri, la moglie – da quasi 36 anni – Pauletta, le attrici Julia Roberts, Frances McDormand e Cicely Tyson, gli attori Mahershala Ali, Morgan Freeman e Chadwick Boseman e il regista Spike Lee, che diresse Washington in Mo’ Better Blues nel 1990 e poi in Malcolm X del 1992, che gli ha consegnato il premio.

A un certo punto è arrivata anche Beyoncé, che ha consegnato la Franklin J. Schaffner Alumni Medal, un premio riservato ai registi, a Melina Matsoukas, che aveva diretto il suo video per Formation e l’episodio “Thanksgiving” della serie tv Master of None.

Denzel Washington, che ha 64 anni, è uno dei più conosciuti attori statunitensi della sua generazione e tra i più apprezzati dal pubblico. Sia che fossero buoni sia che non lo fossero, tra gli anni Novanta e Duemila i suoi film drammatici e di azione si andavano a vedere perché ci recitava lui (oggi capita meno). Ha avuto la fortuna e il merito di lavorare in film memorabili – Philadelphia, Allarme rosso, Hurricane, American Gangster, Inside Man – con attori bravi e popolari quanto o più di lui (Tom Hanks, Russell Crowe, Bruce Willis, Clive Owen, John Travolta) e registi molto apprezzati anche dalla critica (Spike Lee, Alan J. Pakula, Ridley e Tony Scott). Nel 1990 vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista per l’interpretazione di un soldato afroamericano ed ex schiavo in Glory – Uomini di gloria, il secondo attore nero a ricevere un Oscar, 26 anni dopo Sidney Poitier. Nel 2002 ne vinse un altro, come miglior attore in Training Day (2001); ha ricevuto anche tre Golden Globe (i premi più importanti del cinema americano dopo gli Oscar) e un Tony (i più importanti americani di teatro).

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