«Tappatevi la bocca», dice Salvini a chi lo critica

Ce l'ha in particolare con i suoi alleati del Movimento 5 Stelle, che gli avevano chiesto di «tirare fuori le palle» sul caso Siri

(ANSA/ANGELO CARCONI)

Domenica sera a Roma il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha attaccato con insolita durezza i suoi alleati del Movimento 5 Stelle. Salvini ha detto di essere stufo di ricevere critiche e attacchi da chi dovrebbe essere un suo alleato, ha ripetuto che il governo andrà avanti per cinque anni ma solo se il Movimento 5 Stelle la smetterà di «chiacchierare». Al culmine del suo discorso Salvini si è rivolto direttamente ai suoi alleati di governo, dicendo:

«Tappatevi la bocca, lavorate e smettetela di rompere le scatole»

Salvini era particolarmente arrabbiato per via di un post pubblicato sul sito del Movimento 5 Stelle in cui veniva invitato a «tirare fuori le palle» e a costringere a dimettersi il sottosegretario della Lega Armando Siri, indagato per corruzione e di cui tutto il Movimento, compreso il presidente del Consiglio Conte, chiede le dimissioni e che fino a oggi è sempre stato difeso dal segretario della Lega.

«Il ministro dell’Interno riceve buste con i proiettili per la sua lotta alla mafia», ha detto Salvini: «Fatti, non parole». Il suo attacco particolarmente diretto coincide con uno dei momenti più bassi nelle relazioni interne al governo, e naturalmente anche con la campagna elettorale in vista delle elezioni europee. Il clima è peggiorato sensibilmente nelle ultime settimane, da quando il Movimento 5 Stelle ha iniziato a prendere sistematicamente posizioni differenti da quelle della Lega su temi come i diritti civili e l’immigrazione.

A Salvini non sono piaciute in particolare le critiche al suo lavoro di ministro dell’Interno fatte da alcuni esponenti del Movimento, secondo i quali passerebbe più tempo a fare campagna elettorale che a svolgere il suo incarico istituzionale (che è vero, ma vale anche per il capo del Movimento, Luigi Di Maio).

L’inasprirsi degli scontri nel governo è almeno in parte una conseguenza dell’avvicinarsi delle elezioni europee del 26 maggio, che secondo i sondaggi dovrebbero segnare un sorpasso dei consensi della Lega su quelli del Movimento 5 Stelle e quindi, potenzialmente, potrebbero causare cambiamenti all’interno del governo.

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