Edward Gallagher
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  • sabato 27 Aprile 2019

Come un ufficiale pluridecorato dei Navy SEALs è finito sotto processo

Edward Gallagher è stato denunciato dai suoi stessi uomini, ha raccontato il New York Times, per avere fatto cose orribili in Iraq

Edward Gallagher

Durante l’offensiva militare per la riconquista di Mosul, città irachena sotto il controllo dello Stato Islamico fino al luglio 2017, Edward Gallagher era il capo delle operazioni speciali del Team Seven, una delle squadre che formano i Navy SEALs, le famose forze speciali della Marina degli Stati Uniti. Gallagher guidava un plotone incaricato di collaborare con le forze locali per cacciare l’ISIS dalla città: era considerato dai suoi superiori come il migliore dei capi di tutti i plotoni del Team Seven e diversi mesi dopo sarebbe stato decorato con la medaglia Bronze Star per il valore dimostrato in Iraq. La sua reputazione di capace e deciso leader militare arrivava da lontano e diverse giovani reclute erano entusiaste di entrare nel plotone sotto la sua direzione.

A partire dal marzo 2018, però, le sorti di Gallagher cambiarono improvvisamente: sette uomini del suo plotone lo denunciarono per crimini di guerra, prima ai loro diretti superiori e poi ancora più in alto. Gallagher fu incriminato e a partire dal 28 maggio sarà processato da una corte marziale statunitense. La storia è nota da tempo, ma ora il New York Times ha ottenuto un rapporto riservato di 439 pagine con molte storie sulla denuncia contro Gallagher e sui tentativi di diversi ufficiali dei Navy SEALs di insabbiare l’intera vicenda.

Gallagher ha 39 anni, è conosciuto con il soprannome Blade e prima di diventare capo di plotone del Team Seven era anche noto come “il pirata”, perché aveva già mostrato di essere quella che si potrebbe definire una “testa calda”. Si specializzò come medico, cecchino ed esperto di esplosivi, ed è stato istruttore di molte reclute, alcune delle quali lo hanno considerato per molto tempo una specie di “leggenda”, almeno prima di essere ricollocate sotto la sua leadership in Iraq, nel febbraio 2017, con l’obiettivo di riconquistare Mosul dall’ISIS.

Secondo le accuse di sette membri del suo plotone, e secondo indagini successive, durante le missioni Gallagher mostrava poco interesse per la sicurezza dei suoi uomini e per la vita dei civili. La missione della sua squadra, ha scritto il New York Times, era di svolgere servizi di consulenza per le forze irachene e fornire loro assistenza con droni e cecchini: Gallagher preferiva però partecipare all’azione, “ripulendo” edifici e iniziando gli scontri a fuoco. I documenti delle indagini mostrano come ordinasse di sparare proiettili senza apparente ragione contro case abitate da civili, o di svuotare i caricatori delle mitragliatrici montate su mezzi blindati contro obiettivi non meglio precisati sulla riva opposta del fiume Tigri, che divide la città di Mosul. Invece che supervisionare le missioni del suo plotone, hanno raccontato diversi suoi uomini, Gallagher passava il tempo nascosto con un fucile da cecchino, sparando tre o quattro volte più spesso degli altri cecchini del plotone: spesso si vantava del numero di persone che aveva ucciso, tra cui diverse donne. In generale, i crimini di cui è accusato Gallagher sono crudi e “gratuiti”.

I cecchini del suo plotone hanno raccontato che una volta Gallagher sparò a una ragazza che indossava uno hijab a fiori e che stava camminando insieme ad alcune sue amiche sulla riva del fiume Tigri. La ragazza fu ferita allo stomaco, cadde per terra e fu trascinata via dalle sue amiche. Il 4 maggio 2017 le truppe irachene arrestarono un 15enne accusato di essere dell’ISIS, che era stato ferito a una gamba in battaglia: mentre il ragazzo veniva curato da un medico, Gallagher si avvicinò e senza dire niente lo accoltellò diverse volte al collo e una volta al petto usando il suo coltello da caccia, uccidendolo. Pochi minuti dopo, Gallagher radunò alcuni SEALs per farsi una fotografia a fianco del corpo del ragazzo. Una settimana dopo mandò un messaggio con una foto a un altro SEAL in California, dicendo: «Dietro a questa foto c’è una bella storia, l’ho ucciso con il mio coltello da caccia».

Dopo questo episodio, dice il rapporto, diversi SEALs del plotone si confrontarono con Gallagher, protestando per ciò che era successo, ma Gallagher rispose: «Smettete di preoccuparvi, loro a noi fanno cose molto peggiori». I SEALs allora si incontrarono e discussero di come tenere Gallagher lontano da chiunque avrebbe potuto ferire o uccidere in maniera gratuita.

Non erano le prime denunce di questo tipo contro Gallagher. Alcuni soldati che furono impiegati insieme a lui in Afghanistan, nel 2010, raccontarono che una volta Gallagher sparò con un fucile da cecchino a una bambina afghana per poter colpire la persona che la teneva in braccio, uccidendole entrambe.

Quando il plotone del Team Seven tornò dalla missione in Iraq, alcuni soldati denunciarono quello che era successo ai superiori di Gallagher. Sembra, però, che essi non fecero nulla, e anzi intimarono ai soldati di tacere. Due dei diretti interessati hanno smentito questa ricostruzione e hanno sostenuto di avere incoraggiato i SEALs a denunciare eventuali episodi simili agli investigatori della Marina. Successive indagini hanno mostrato però come fossero diversi gli ufficiali dei SEALs a sapere delle accuse che circolavano contro Gallagher. Dopo avere aperto un’indagine al riguardo, la Marina statunitense ha accusato formalmente l’immediato superiore di Gallagher, il tenente Jacob Portier, per non avere riferito le accuse di crimini compiuti in guerra e per avere eliminato delle prove.

I Navy SEALs sono considerati la forza militare più di élite dell’esercito americano, ma da qualche anno la loro reputazione è peggiorata. La diffusione di rapporti che parlano di pestaggi e uccisioni non autorizzate, e dell’uso di droga tra i militari, hanno causato danni d’immagine notevoli e hanno spinto il capo di tutti i SEALs, l’ammiraglio Collin Green, a ordinare un’indagine di novanta giorni sull’addestramento e sulla cultura all’interno del forze speciali: i risultati non sono ancora stati resi pubblici.