Jordan Bardella durante un incontro della campagna elettorale a Parigi. (AP Photo/Christophe Ena)

Segnatevi questo nome: Jordan Bardella

È un politico francese di 23 anni, scelto da Marine Le Pen come capolista del suo partito alle elezioni europee

Jordan Bardella durante un incontro della campagna elettorale a Parigi. (AP Photo/Christophe Ena)

Dopo aver cambiato nome e toni al proprio partito, la leader dell’estrema destra francese Marine Le Pen ha preso una scelta che ha spiazzato molti analisti e militanti. Alle elezioni europee di maggio ha indicato come capolista del Rassemblement National (il partito che un tempo era noto come Front National) un giovane di 23 anni che non ha mai ricoperto alcuna carica rilevante: Jordan Bardella.

Bardella è nato nel 1995 da una famiglia di origine italiana nella periferia di Parigi, a Senna-Saint-Denis: uno di quei posti difficili e un po’ abbandonati in cui di recente il Rassemblement National ha guadagnato moltissimi voti. Sua madre lo ha cresciuto da sola, lavorando come insegnante. Bardella ha iniziato a seguire il Front National quando aveva 16 anni, affiggendo i manifesti elettorali per la campagna presidenziale di Le Pen contro Hollande nel 2012. A partire da quel momento la sua carriera politica è stata rapidissima. A 19 anni, mentre studiava all’università della Sorbona, era già consigliere della Regione centrale francese, e nel 2017 fu promosso a portavoce del partito e direttore nazionale di Génération Nation, la sua sezione giovanile.

Parlando con Politico a un recente comizio nella regione del Cognac, Bardella ha detto di essere entrato a far parte del Front National proprio per Marine Le Pen (negli anni in cui il padre e fondatore, Jean-Marie Le Pen, esercitava ancora una notevole influenza). La vicinanza politica al capo del partito ha dato i suoi frutti: sembra sia stata proprio Le Pen a insistere affinché Bardella fosse capolista in tutte le circoscrizioni.

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Politico definisce Bardella il nuovo volto dell’estrema destra francese, il testimonial perfetto per il rebranding del partito che Marine Le Pen sta portando avanti. Già l’anno scorso la leader di estrema destra aveva abbandonato il nome storico – Front National – nel tentativo di lasciarsi alle spalle la pesante eredità razzista e antisemita, per spostarsi su un nazionalismo più “classico”. Oggi il partito vuole presentarsi come la casa politica per i francesi conservatori, anche moderati, che non desiderano né una maggiore integrazione europea né una ulteriore apertura all’immigrazione.

Secondo Le Monde, Bardella fa parte di una nuova generazione di politici, più presentabile di quella precedente, che la destra userà per cercare di sottrarre voti al partito del presidente Emmanuel Macron, En Marche, che a maggio sarà il suo principale avversario. Secondo i sondaggi il Rassemblement National e En Marche sono dati più o meno pari, anche se stando alle ultime rilevazioni sembra che il partito del presidente francese otterrà un paio di seggi in più rispetto a quello di Le Pen (22 a 20).

In quanto praticamente certo di ottenere un seggio al Parlamento Europeo, Bardella potrebbe avere un ruolo di primo piano nella formazione di un eventuale blocco euroscettico: i tentativi di formare un unico gruppo “populista” da parte del leader della Lega Matteo Salvini, storico alleato di Le Pen in Europa, sono riusciti solo in parte; ma qualcosa potrebbe muoversi soprattutto nelle settimane seguenti al voto.

Nonostante le posizioni euroscettiche, finora i partiti sovranisti di destra hanno fatto fatica a trovare punti in comune su cui fondare un’alleanza politica. Secondo Politico, Bardella sarà forse una figura chiave dei nuovi equilibri: oltre alla scontata ostilità all’Islam, uno dei punti cardine della campagna elettorale di Bardella è la volontà di assegnare ai singoli paesi maggiore sovranità in materia commerciale e di controllo delle frontiere, due temi che potrebbero trovare ampio consenso nel prossimo Parlamento.

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