• Italia
  • domenica 31 marzo 2019

Il Congresso delle famiglie fa litigare il governo?

O fanno finta, come al solito? Salvini accusa Conte sulle adozioni, Di Maio dice che Salvini non sa le cose, Conte dice che è colpa di Fontana, che dice che è colpa di Conte

Il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, indossa una maglietta del Congresso Mondiale delle Famiglie durante una conferenza stampa a Verona (ANSA/Filippo Venezia)

Il discusso Congresso Mondiale delle Famiglie in corso a Verona ha contributo a fare emergere nuove divisioni, e qualche litigio pubblico, all’interno della coalizione di governo di Movimento 5 Stelle e Lega. Nei loro interventi durante il Congresso, diversi ministri a partire da Matteo Salvini (Interno) hanno criticato alcune scelte del governo o fatto allusioni alle dichiarazioni di altri loro colleghi scettici nei confronti dell’iniziativa di Verona. Da una parte c’è la Lega che di fatto sostiene il Congresso e molti dei suoi temi, dall’altro il Movimento 5 Stelle che ha preso le distanze e non ha partecipato all’evento.

Il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF), riunisce il cosiddetto “movimento globale” antiabortista, antifemminista e anti-LGBTQI ed è considerato come “gruppo d’odio” da diverse organizzazioni, a cominciare dal Southern Poverty Law Center, associazione senza fini di lucro statunitense impegnata nella tutela dei diritti delle persone. Qui abbiamo raccontato estesamente di cosa si tratta.

L’intervento più atteso di sabato al Congresso era quello del ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, il rappresentante più importante del governo italiano ad avere deciso di partecipare al WCF. Ha tenuto un breve discorso dal palco, dicendo di essere “al fianco” dei partecipanti al Congresso, ha citato più volte il “buon Dio”, attaccato “i comunisti”, e ha criticato i cortei e le manifestazioni organizzate dalle associazioni femministe che si stavano tenendo a Verona contro l’evento: “Alle femministe dico che per le donna la vera emergenza è l’Islam e non il congresso di Verona”.

Durante parte del discorso, Salvini è apparso nervoso e ha fatto diverse allusioni al M5S. Il nervosismo era probabilmente legato alle dichiarazioni degli esponenti del Movimento 5 Stelle contrari al Congresso di Verona. Lo stesso capo politico del M5S, Luigi Di Maio, aveva definito l’evento in modo piuttosto duro: “Ci sono i fanatici che usano argomenti medievali e nulla di cui si sta discutendo in quella sede è oggetto dell’agenda di governo”.

Salvini ha risposto alludendo a Di Maio: “Lo dico con massimo rispetto a qualche distratto amico di governo che pensa che qua dentro ci sia un ritorno al passato. Qua dentro si prepara il futuro. E se parlare di papà, mamme e figli significa essere sfigati, sono orgoglioso di essere sfigato”. In una circostanza precedente, Di Maio aveva parlato di una “destra di sfigati”.

Le accuse sulle adozioni
Salvini ha poi attaccato Vincenzo Spadafora, sottosegretario di governo del M5S, che aveva escluso di fare nuove future alleanze con la Lega: “Spadafora si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono più di 30mila famiglie che attendono di adottare un bambino”. Salvini ha poi spostato la critica verso il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Sul tema adozioni mi aspetto di più dal presidente del Consiglio, che ha nominato la Commissione adozioni internazionali che la sinistra aveva affossato e imbalsamato per anni, senza interpellare il ministro con delega alla famiglia”.

Le dichiarazioni di Salvini – piuttosto inusuali, prima che tutto diventasse inusuale, con un vicepresidente del Consiglio che dice pubblicamente al Presidente del Consiglio cosa deve fare – hanno portato la presidenza del Consiglio a diffondere una breve nota per smentirle: “La delega in materia di adozioni di minori italiani e stranieri è attualmente ed è sempre stata in capo al ministro della Lega, Lorenzo Fontana”. Conte ha mantenuto solamente la delega di presidente della Commissione per le adozioni internazionali. Senza citarlo direttamente, c’è poi una critica diretta a Salvini: “Rimane confermato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose prima di parlare, altrimenti si fa confusione”.

L’occasione è stata colta anche da Di Maio per aggiungere qualche critica a Salvini: “Almeno le deleghe si dovrebbe leggerle prima di accusare qualcuno. La delega alle adozioni non è del sottosegretario Spadafora: è una delega che ha in capo il presidente del Consiglio dei ministri e il ministro Fontana in compartecipazione. Evitiamo di dire cose inesatte”.

Repubblica segnala come le cose si siano ulteriormente complicate quando “fonti del ministero della Famiglia hanno fatto trapelare alle agenzie di stampa” che Fontana avrebbe richiesto da tempo di rinunciare alla delega sulle adozioni internazionali, dopo la nomina della Commissione adozioni internazionali da parte di Conte. La presidenza del Consiglio ha però smentito questa circostanza, sostenendo che la delega sia ancora di Fontana.

La controversia sulle adozioni riguarda proprio Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia della Lega che più di tutti ha sostenuto con convinzione il WCF, tanto da dare il patrocinio del suo ministero all’evento. Fontana in passato ha fatto spesso dichiarazioni contro le coppie di fatto, dicendo di essere per la “famiglia naturale”. Nel corso del WCF, Fontana ha detto di volere aiutare le famiglie a “fare più figli” e a non sentirsi discriminate. Fontana ha anche detto che la Lega: “Non è contro le donne che lavorano: fare un bambino è addirittura positivo per le aziende perché le mamme sono più responsabili”.

Nel complesso, il WCF ha reso più chiare le divisioni all’interno del governo soprattutto sui temi dei diritti. Sulle politiche per le famiglie, le adozioni, le unioni civili e la legge 194 (che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza) la Lega e il M5S hanno idee molto diverse e difficilmente conciliabili. Lo scontro delle ultime ore è stato amplificato dalla campagna elettorale ormai in corso per le prossime elezioni europee, dove il M5S ha la necessità di recuperare sulla Lega, che ha ottenuto risultati importanti nelle elezioni amministrative degli ultimi mesi. È vero però che la coalizione di governo viene ciclicamente dipinta “sull’orlo” della rottura da molti mesi, e che le tensioni non hanno impedito finora l’accordo su molte importanti decisioni concrete.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.