I bombardamenti a Gaza (Mohammed Talatene/picture-alliance/dpa/AP Images)
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  • martedì 26 Marzo 2019

Cosa sta succedendo nella Striscia di Gaza

Israele sta bombardando Hamas da lunedì, in risposta al lancio di un razzo caduto vicino a Tel Aviv: si era parlato di una tregua, ma per ora non se ne è fatto niente

I bombardamenti a Gaza (Mohammed Talatene/picture-alliance/dpa/AP Images)

Da lunedì vanno avanti i bombardamenti di Israele contro obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza. Il ministro della Salute della Striscia ha detto che negli attacchi, che tra le altre cose hanno colpito l’ufficio del leader politico di Hamas e la sede dell’intelligence militare del gruppo, sono state ferite almeno sette persone. I bombardamenti sono iniziati in risposta al lancio di un razzo che lunedì mattina aveva colpito la comunità israeliana di Mishmeret, circa 20 chilometri a nord di Tel Aviv, provocando il ferimento di sette persone. Era dal 2014 che un razzo non arrivava così lontano nel territorio israeliano: l’esercito israeliano aveva incolpato Hamas, gruppo radicale palestinese che controlla la Striscia, che però aveva negato il suo coinvolgimento nell’operazione.

Durante tutta la notte tra lunedì e martedì sono proseguiti i bombardamenti israeliani: l’esercito israeliano ha detto di avere lanciato 15 attacchi nel nord della Striscia. Il lancio di razzi è andato avanti anche da parte di Hamas, ma solo fino alle 3 di notte. Un razzo ha danneggiato una casa a Sderot, città israeliana vicina al confine con la Striscia, senza però provocare feriti. La maggioranza dei razzi lanciati da Hamas sono caduti senza colpire alcun obiettivo, e diversi altri sono stati intercettati dal noto sistema di difesa missilistico di Israele, Iron Dome.

Lunedì sera l’agenzia di news turca Anadolu aveva parlato di una tregua tra Hamas e Israele, citando fonti di Hamas. La notizia era stata ripresa anche da diversi media locali, ma finora non è stata confermata da Israele e i bombardamenti non si sono interrotti. Il quotidiano israeliano Haaretz ha scritto che entrambe le parti potrebbero essere interessate a un cessate il fuoco, anche se martedì mattina l’esercito israeliano ha detto che si sta preparando per una escalation nei bombardamenti, se lo ritenesse necessario.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si trova al momento negli Stati Uniti per una visita ufficiale e da lì lunedì aveva detto che Israele avrebbe «risposto con forza» all’attacco subito. In Israele si voterà il 9 aprile per il rinnovo del parlamento e Netanyahu è secondo nei sondaggi dietro a Benny Gantz, ex capo dell’esercito israeliano.