Da sinistra a destra i candidati presidente Vito Bardi (Centrodestra), Antonio Mattia (Movimento 5 Stelle), Valerio Tramutolin (Sinistra), Carlo Trerotola (Centrosinistra) (ANSA)

Si sta votando in Basilicata

Nell'unica "regione rossa" del Sud si affrontano quattro candidati: e non dovrebbe andare così diversamente da Abruzzo e Sardegna

Da sinistra a destra i candidati presidente Vito Bardi (Centrodestra), Antonio Mattia (Movimento 5 Stelle), Valerio Tramutolin (Sinistra), Carlo Trerotola (Centrosinistra) (ANSA)

Domenica 24 marzo in Basilicata si vota per il rinnovo del consiglio regionale e per l’elezione del nuovo presidente di regione. I seggi sono aperti dalle 7 alle 23: alle 12 l’affluenza è stata del 13,3 per cento, in linea con le ultime elezioni politiche.

Non sono stati effettuati sondaggi al momento, ma è probabile che la sfida per la vittoria coinvolga solo le coalizioni di centrodestra e centrosinistra, con i candidati del Movimento 5 Stelle e dell’estrema sinistra destinati ad arrivare al terzo e al quarto posto. La Basilicata è la seconda regione più piccola del Sud dopo il Molise, con 564 mila abitanti e circa 450 mila elettori. È anche l’unica regione del Sud che è stata sempre governata da coalizioni di centrosinistra (che anche alle ultime elezioni regionali ha ottenuto ottimi risultati).

Il voto di domenica sarà l’ultimo prima delle elezioni europee del 26 maggio, e il primo dell’anno in una regione del Sud: sarà l’occasione per cercare conferme del parziale recupero che il centrosinistra sembra aver innescato dopo le elezioni politiche di un anno fa, e per osservare l’effettivo radicamento al Sud della Lega di Matteo Salvini, che vorrebbe superare i suoi alleati di Forza Italia. Le ultime due giunte regionali, guidate dal centrosinistra, sono cadute entrambe a causa di scandali giudiziari; buona parte della campagna elettorale si è giocata sulla promessa di un “ritorno alla legalità”.

Anche senza sondaggi, gli ottimi risultati ottenuti dal centrodestra in tutte le competizioni nazionali e locali nell’ultimo anno spinge la maggior parte degli osservatori a considerare come favorito Vito Bardi, ex generale della Guardia di finanza in pensione, scelto da Forza Italia come candidato presidente e sostenuto da tutto il centrodestra, Lega compresa (in Abruzzo il candidato era stato scelto da Fratelli d’Italia, in Sardegna dalla Lega). Bardi, che alcuni alleati sostengono sia poco conosciuto in regione, ha impostato la sua campagna elettorale sulla legalità e sul suo passato di comandante della Guardia di finanza, sottolineando i numerosi scandali che hanno colpito la giunta dell’ultimo presidente e quella precedente.

Il centrosinistra ha avuto qualche difficoltà nella scelta del suo candidato. Il presidente uscente Marcello Pittella è stato coinvolto in un’inchiesta della magistratura e messo agli arresti domiciliari lo scorso luglio (poi revocati a settembre). Pittella, insieme al fratello Gianni (europarlamentare e capogruppo dei Socialisti al Parlamento europeo), è esponente di una dinastia politica molto influente in regione. Eletto nel 2013, Pittella si è dimesso in seguito all’inchiesta ma, secondo le cronache locali, aveva comunque insistito per essere il candidato della coalizione. Su pressione degli alleati Pittella ha dovuto rinunciare, ma si è comunque candidato a un posto nel consiglio regionale.

La scelta del candidato è quindi caduta su una persona meno nota, il farmacista Carlo Trerotola, sostenuto da una vasta coalizione di partiti e liste civiche (che comprende PD-Comunità Democratiche, Avanti Basilicata, Basilicata Prima Riscatto, Progressisti Basilicata, Verdi, Lista Trerotola). La coalizione comprende anche Liberi e Uguali, che in Basilicata è rappresentata dal suo segretario, Roberto Speranza, originario della regione e storico avversario della famiglia Pittella. Trerotola appartiene a una famiglia con una lunga storia nella destra radicale della regione e suo padre è stato uno dei fondatori del Movimento Sociale Italiano (MSI) in Basilicata. Lo stesso Trerotola ha dichiarato che il suo principale riferimento politico è tuttora Giorgio Almirante, fondatore del MSI, morto nel 1988.

Un parte della sinistra, composta da Sinistra Italiana e altre liste civiche, ha preferito rinunciare alla partecipazione alla coalizione guidata da Trerotola e ha presentato una lista alternativa, Basilicata Possibile, che ha candidato Valerio Tramutoli, professore dell’Università della Basilicata.

Il Movimento 5 Stelle, infine, ha scelto il suo candidato presidente con una consultazione interna: Antonio Mattia è stato scelto con 320 voti, battendo altri due candidati. Alle elezioni politiche del 4 marzo il Movimento in Basilicata aveva raccolto oltre il 43 per cento dei voti, ma replicare questo risultato è ritenuto quasi impossibile. Il Movimento 5 Stelle ha da sempre grosse difficoltà a ottenere consensi alle elezioni locali e le ultime elezioni regionali in Abruzzo e Sardegna hanno confermato questa tendenza.

Inoltre, al contrario di quanto accaduto in Abruzzo e in Sardegna, in Basilicata i leader politici nazionali del Movimento sono stati quasi del tutto assenti, forse anche per abbassare le aspettative ed evitare di intestarsi la probabile sconfitta. Tra i pochi ad aver fatto campagna elettorale c’è stato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che si è occupato soprattutto dell’estrazione del petrolio in regione. La Basilicata è una delle poche regioni in Italia con un’industria estrattiva di idrocarburi, che produce entrate regionali di circa 150 milioni di euro ogni anno. Costa ha detto che il Movimento 5 Stelle è favorevole ad aumentare i poteri della regione nell’autorizzare o meno le estrazioni petrolifere, togliendoli al governo.