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  • martedì 19 marzo 2019

Le foto del ciclone in Mozambico e Zimbabwe

Ha causato più di 215 morti e distrutto un'intera città, ma i danni potrebbero essere ancora più gravi

Le ricerche di persone sotto le macerie, Chimanimani, Zimbabwe, 18 marzo (ZINYANGE AUNTONY/AFP/LaPresse)

Cinque giorni fa il ciclone Idai ha colpito il Mozambico e di lì ha proseguito verso lo Zimbabwe e il Malawi, distruggendo case e strade e causando la morte di almeno 215 persone. I danni sono stati talmente gravi che secondo il presidente del Mozambico Filipe Nyusi i morti potrebbero essere più di mille. In tutto, secondo la Croce Rossa internazionale sono state colpite almeno un milione e mezzo di persone.

La città portuale di Beira, nel centro del Mozambico, è stata una delle più colpite: il 90 per cento degli edifici è stato distrutto o danneggiato. La città, dove vivono circa 530 mila persone, è rimasta senza elettricità e in molti si sono rifugiati sui tetti e sugli alberi in attesa di essere soccorsi, mentre il livello dell’acqua ormai era salito fino alle finestre delle case.

Beira, Mozambico, 17 marzo
(Josh Estey/CARE via AP)

Le linee di comunicazione sono state tagliate e la maggior parte delle strade sono state distrutte dalle inondazioni che hanno seguito il ciclone. Molti dei villaggi più interni sono rimasti isolati ed è difficile mandare i soccorsi. Domenica si è rotta una diga, distruggendo l’ultima strada accessibile che portava a Beira, ha scritto AFP.

Beira, Mozambico, 17 marzo
(Josh Estey/CARE via AP)

Dal Mozambico nel weekend il ciclone si è spostato in Zimbabwe dove ha causato almeno un centinaio di morti e dove per ora, secondo il ministero dell’Informazione, si contano almeno 217 dispersi. Anche in Zimbabwe le strade e i ponti sono stati distrutti dalle inondazioni e secondo il ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture del paese, Joel Biggie Matiza, si tratta del «peggior danno infrastrutturale che abbiamo mai subito».

Una strada danneggiata a Chimanimani, Zimbabwe, 18 marzo
(ZINYANGE AUNTONY/AFP/LaPresse)

Tra le aree più colpite c’è la regione di Chimanimani, in Zimbabwe, dove case e ponti sono stati spazzati via dalle correnti d’acqua. L’area non è ancora raggiungibile e gli elicotteri militari non riescono a volare per via dei forti venti che ancora si registrano. Una frana ha distrutto il dormitorio di una scuola, uccidendo almeno due alunni e un dipendente. I militari sono riusciti domenica a mettere in salvo circa 200 alunni, gli insegnanti e il resto del personale che erano rimasti intrappolati dentro alla scuola, ma nella regione ci sono ancora tra i 150 e i 200 dispersi.

Il governo del presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, è stato molto criticato per non aver fatto evacuare la regione in tempo e ieri ha interrotto una visita di stato ad Abu Dhabi per tornare nel suo paese.

Bare a Chimanimani, Zimbabwe, 18 marzo
(ZINYANGE AUNTONY/AFP/LaPresse)

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