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  • mercoledì 13 marzo 2019

La CIA ha assaltato l’ambasciata nordcoreana a Madrid?

Lo sostiene un'indagine della polizia e dei servizi segreti spagnoli, a proposito di un episodio da film avvenuto il 22 febbraio

L'ambasciata della Corea del Nord a Madrid, in Spagna (AP Photo/Manu Fernandez)

Lo scorso 22 febbraio, cinque giorni prima dell’incontro ad Hanoi tra il presidente statunitense Donald Trump e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un, una specie di commando militare ha assaltato l’ambasciata della Corea del Nord a Madrid, la capitale della Spagna, tenendo in ostaggio per due ore diverse persone. Gli assalitori sono riusciti a scappare e non sono mai stati arrestati. Un’indagine della polizia spagnola e del Centro Nacional de Inteligencia (CNI), i servizi segreti spagnoli, ha ora concluso che alcuni degli assalitori avevano legami con la CIA, l’agenzia statunitense di intelligence per l’estero. La CIA ha negato il suo coinvolgimento nell’operazione, ma secondo le autorità spagnole lo ha fatto in maniera «poco convincente».

L’assalto è stato piuttosto violento: è iniziato alle otto di mattina del 22 febbraio, quando dieci uomini hanno fatto irruzione nell’ambasciata nordcoreana a Madrid, al numero 43 di via Darìo Aparicio, nel quartiere nord di Aravaca. Gli assalitori hanno agito come una specie di commando militare: sono entrati in maniera ordinata imbracciando armi finte, hanno legato e incappucciato le otto persone che si trovavano nell’edificio e poi hanno iniziato a picchiarle e interrogarle. Una donna è riuscita a scappare da una finestra del secondo piano, avvertendo un vicino che a sua volta ha chiamato la polizia.

Nella ricostruzione dei fatti raccontata dalla stampa spagnola, gli agenti di polizia sono stati accolti da un uomo «dall’aspetto orientale» che ha detto loro che era tutto a posto. Quando gli agenti erano ancora nelle vicinanze dell’edificio per controllare la situazione, hanno visto due auto della rappresentanza diplomatica nordcoreana allontanarsi a tutta velocità: a bordo c’erano gli assalitori, che hanno poi abbandonato le auto in una via poco lontana e sono scappati. All’interno dell’ambasciata, la polizia ha scoperto che erano stati rubati computer e documenti, e ha trovato i membri del personale diplomatico nordcoreano molto spaventati per l’accaduto: due persone sono state portate in ospedale per ricevere cure mediche. L’attacco è durato in tutto circa due ore.

Nelle ultime tre settimane sia la polizia spagnola che il CNI si sono occupati delle indagini, che stanno andando avanti in gran segreto e che sono coordinate da una sezione dell’Audiencia Nacional, un alto tribunale con sede a Madrid.

Gli investigatori hanno visto i filmati delle telecamere di sicurezza della zona, hanno interrogato gli ostaggi e hanno analizzato le due auto usate per la fuga, riuscendo a identificare alcuni degli assalitori: sembra che il commando fosse formato per lo più da coreani, ma le autorità spagnole hanno collegato almeno due di loro alla CIA, che avrebbe agito in collaborazione con la Corea del Sud. Fonti vicine alle indagini, ha scritto il País, credono comunque che sarà difficile provare a livello giudiziario il coinvolgimento della CIA.

La Corea del Nord non ha più il suo ambasciatore in Spagna dal settembre 2017, quando l’allora ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Dastis dichiarò l’ambasciatore nordcoreano Kim Hyok Chol persona non grata. Dopo la sua espulsione, ha scritto la stampa spagnola, Kim Hyok Chol è diventato una delle persone più vicine a Kim Jong-un e ha avuto un ruolo molto importante nell’organizzazione dell’incontro tra Kim e Trump ad Hanoi. Secondo fonti sentite dal País, l’obiettivo dell’assalto era ottenere informazioni su Kim Hyok Chol, nonostante da un anno e mezzo non fosse più presente nell’ambasciata: questa informazione, comunque, non è stata confermata da fonti ufficiali.