La Commissione Europea dice che la legge di bilancio italiana non avrà effetti positivi

In un lungo rapporto si dice preoccupata del "rischio contagio" per altri paesi dell'eurozona

(ANSA/FABIOFRUSTACI)

Secondo un report diffuso oggi dalla Commissione Europea, la manovra finanziaria del governo italiano per il 2019 non avrà conseguenze positive a lungo termine per l’economia italiana. Il giudizio è contenuto nel Country Report, l’analisi che viene fatta annualmente sulle economie dei paesi dell’Unione. È la seconda volta nel giro di poche settimane che la Commissione giudica in maniera negativa, di fatto, l’opera del governo italiano di Lega e Movimento 5 Stelle: all’inizio di febbraio aveva abbassato di parecchio le stime di crescita del PIL italiano nel 2019, passando da 1,2 a 0,2 per cento (una delle previsioni più pessimistiche in circolazione).

In generale, la Commissione Europea sostiene che la legge di bilancio del 2019 «fa fare dei passi indietro su importanti riforme», «senza includere misure efficienti per stimolare la crescita». Commentando la diffusione del report, il vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, ha detto che negli ultimi mesi l’Italia sembra aver perso lo «slancio» per approvare nuove riforme. Dombrovskis ha aggiunto che la Commissione teme inoltre che nei prossimi anni il debito pubblico italiano non diminuirà, nonostante gli impegni presi dal governo.

Il documento, lungo 87 pagine, fa il punto sulle difficoltà del sistema economico italiano degli ultimi vent’anni e in alcuni passaggi critica le due misure economiche più discusse e più a lungo promesse da M5S e Lega: la “quota 100” e il reddito di cittadinanza. Secondo la Commissione la “quota 100” non farebbe altro che aumentare la spesa pensionistica e peggiorare la sostenibilità del debito, «a causa dei suoi possibili effetti negativi sulla crescita». In altri documenti e dichiarazioni ufficiali della Commissione, “quota 100” era già stata criticata per i suoi effetti a lungo periodo sui bilanci dello stato e per il fatto che non sarà smantellabile (a differenza del reddito di cittadinanza).

Riguardo al reddito di cittadinanza, la Commissione sostiene che sarà molto difficile da attuare, e che il suo successo dipenderà molto dai parametri che deciderà di applicare il governo nella distribuzione dei sussidi.

Nel rapporto, inoltre, la Commissione esprime la sua preoccupazione per il «rischio contagio» che la difficile situazione economica dell’Italia potrebbe avere sul resto dell’eurozona a causa della mancata riduzione del debito pubblico. Nel paragrafo delle valutazioni finali, si legge: «la sua riduzione è compromessa dai piani di bilancio del governo che indeboliscono la ripresa e aumentano il costo del credito. Il debito italiano resta una potenziale fonte di contagio per tutta l’eurozona». Il rapporto della Commissione ha anche confermato la stima di crescita del PIL italiano nel 2019, fissata allo 0,2 per cento rispetto al 2018.

Durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto Pierre Moscovici, commissario europeo per gli Affari economici, ha spiegato che nelle valutazioni della Commissione «non c’entra la politica», e che in questi mesi il governo italiano ha fatto anche alcune cose positive che però sono state «oscurate» dai dati preoccupanti sul debito pubblico.

L’Italia non è l’unico paese che secondo la Commissione Europea sta attraversando una fase di «eccessivi squilibri» dal punto di vista economico: nella stessa categoria ci sono anche la Grecia – che però prossimamente dovrebbe uscirne – e Cipro.

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