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  • mercoledì 13 febbraio 2019

La misteriosa inversione di rotta di un aereo neozelandese diretto in Cina

Sabato un volo per Shanghai è tornato indietro a metà strada: forse c'entra un riferimento a Taiwan nella documentazione che lo accompagnava

(Stephen Brashear/Getty Images)

Sabato un aereo della compagnia aerea di bandiera neozelandese Air New Zealand, cinque ore dopo essere partito da Auckland, ha improvvisamente fatto un’inversione a U mentre era in volo verso Shanghai, in Cina, tornandosene indietro: secondo il sito neozelandese Stuff, il cambio di rotta è stato dovuto a questioni diplomatiche legate alla documentazione allegata al volo, e più precisamente a un problema riguardo la definizione di Taiwan. La questione è diventata un piccolo caso internazionale, che ha fatto riparlare delle tese relazioni diplomatiche tra Cina e Nuova Zelanda.

Taiwan è un gruppo di isole dell’oceano Pacifico con capitale Taipei, che si fa chiamare Repubblica di Cina da quando il suo governo, sconfitto nella guerra civile cinese che segnò l’ascesa di Mao Tse Tung sulla terraferma, creò un’entità politica contrapposta alla Cina. Oggi la Cina si oppone fortemente al riconoscimento di Taiwan da parte della comunità internazionale, e infatti sono soltanto una ventina gli stati con cui ha relazioni diplomatiche. Il guaio del volo di Air New Zealand, secondo Stuff, è legato proprio a questo problema.

Secondo diverse fonti contattate da Stuff, i documenti che accompagnavano il volo NZ 289 di sabato erano contestati dalla Cina perché comprendevano un passaggio in cui si definiva Taipei la capitale di Taiwan. Quel giorno, infatti, Air New Zealand aveva utilizzato per effettuare il volo quotidiano tra Auckland e Shanghai un Boeing 787-9 Dreamliner che normalmente vola tra la Nuova Zelanda e Taipei. È un volo che esiste dallo scorso novembre, e che era stato annunciato lo scorso febbraio: la Cina aveva subito chiesto che nei documenti della compagnia venissero rimossi i passaggi che identificavano Taiwan come uno stato, ma secondo Stuff qualcuno della compagnia si era dimenticato di farlo per l’aereo di sabato.

La Cina si rifiuta di avere rapporti diplomatici con i paesi che riconoscono Taiwan, e chiede alle compagnie aeree che volano sull’isola di non includere riconoscimenti indiretti perfino nei loro materiali promozionali: Qantas e Air Canada sono due delle compagnie che hanno dovuto cambiare i propri documenti, e anche Air New Zealand si riferisce genericamente a Taiwan come a una “meta dell’Asia centrale” e a una “regione sub-tropicale”. Secondo Stuff, l’Autorità per l’Aviazione cinese «era stata molto chiara» riguardo al problema nella documentazione con cui Air New Zealand chiedeva il permesso di far atterrare in Cina l’aereo che normalmente vola a Taipei. Ciononostante, i documenti non erano stati corretti.

Questa ricostruzione è stata smentita dall’Autorità per l’Aviazione cinese, che non ha voluto fornire dettagli, mentre Air New Zealand ha detto che l’aereo era nuovo e quindi non aveva ancora la documentazione necessaria. La compagnia non ha voluto commentare le speculazioni sul fatto che la definizione di Taiwan abbia avuto un ruolo nell’inversione di rotta. John Nicholson, capo dell’agenzia che si occupa dell’aviazione neozelandese, e il leader dell’opposizione Simon Bridges hanno entrambi sostenuto che l’incidente sia da interpretare nell’ambito delle tese relazioni diplomatiche tra Cina e Nuova Zelanda.

Ma questa tesi è stata smentita dalla prima ministra neozelandese Jacinda Ardern, ammettendo che i rapporti tra i due paesi sono complicati ma ribadendone il legame. Recentemente, le relazioni tra Nuova Zelanda e Cina sono peggiorate per via del caso Huawei, e del coinvolgimento del paese nella rete di agenzie di intelligence che stanno portando avanti la posizione del sospetto e del boicottaggio delle aziende tecnologiche cinesi. Lo scorso novembre, Ardern aveva annullato una visita a Pechino, e da allora non ha saputo dire quando verrà recuperata.